Influenza, cosa c’è da sapere

14 Gen

L’influenza che arriverà quest’anno sembra particolarmente virulenta: negli Stati Uniti gli ospedali sono sotto assedio e tra i morti si contano già molti bambini. Secondo Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, “il ceppo prevalente quest’anno è l’H3N2, quello più virulento, e anche se il picco non è ancora stato raggiunto abbiamo già migliaia di malati nel Paese”.

Il bollettino del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) precisa, anch’esso, che “un fattore che delinea la gravità di questa influenza stagionale è che il ceppo predominante è quello dell’influenza A (H3N2) (76%) e che, di solito, questo comporta un più alto numero di ospitalizzazioni e morti.”

Parliano di un sottotipo del virus dell’influenza A, codificato  subtype H3N2, un ceppo che, secondo le stime, uccide circa 36.000 persone l’anno solo negli Stati Uniti, che può infettare anche uccelli e mammiferi. In particolare, la maggior parte dei virus isolati nei maiali contengono geni umani (HA, NA, and PB1), suini (NS, NP, and M), and aviari (PB2 and PA).

Nulla di nuovo per il genere umano, visto che, secondo la scienza, sono  gli uccelli il crogiolo evolutivo da cui arrivano i virus influenzali da milioni di anni: sono i “bacini di coltura” di tutti i sottotipi dell’Orthomyxovirus di tipo A. Utile precisare che l’H3N2 in questione non ha nulla a che vedere con i ceppi della cosiddetta ‘peste aviaria’, che sono codificati H5 ed H7,  tra cui l’H5N1 che si è trasmesso dagli uccelli agli uomini e che, dal 1997 al 2007, ha colpito diverse centinaia di persone con un tasso di mortalità superiore al 50%.

Venendo all’influenza in corso, ricordiamo che il sottotipo H3N2 ( meglio i suoi ceppi, visto che continua a mutare nel tempo) è stato il virus che ha ucciso un milione di persone al suo esordio ufficiale, nel 1968, con la cosidetta influenza di Hong Kong. Il suo progenitore, il virus H2N2 (influenza di tipo A), negli anni 1957-60 fece circa due milioni di morti, scatenando una pandemia influenzale di origine aviaria, rimasta famosa come l’influenza asiatica.

Non sarà un inverno facile, dunque, ma non è arrivato ancora il momento che la nostra civilizzazione venga messa a rischio da una pandemia letale.

Intanto, si iniziano a contare i casi anche in diverse zone d’Italia, soprattutto Lombardia e Sardegna, ma al momento senza particolari allarmi, anche perchè – come informa il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – durante la stagione influenzale 2010-2011 in Italia si sono registrati  ‘solo’ 5.331.295 casi su circa 60 milioni di abitanti.
In particolare, lo scorso anno, secondo quanto riportato da InfluNews, abbiamo sostenuto senza particolari allarmi e disagi, lo scorso anno, una morbilità influenzale che ha visto picchi anche di 70 persone, tra cui circa 50 minori di 14 anni, contempraneamente affette da un’influenza.

Influenza dati italia ISS
Numeri che prevedibilmente potrebbero raddoppiarsi o triplicarsi a causa del ceppo H3N2, che va ad aggiungersi a quelli influenzali di novembre scorso, e che comporterà un numero maggiore di casi di ILI (influenza patologica), visto che a Boston si è dichiarata addirittura la Public Health Emergency, per sostenere il carico di ricoveri.

Una situazione per la quale – in un sistema di sanità pubblica diffusa come quello italiano ed europeo – saranno determinanti non tanto la capacità di ricettività ospedaliera, quanto l’efficienza e la dedizione del sistema dei medici di base o la qualità del coordinamento regionale a livello di pronti soccorsi ed ospedali.

originale postato su demata

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