Ciclisti a Milano: è tutto legale?

21 Dic

Liti di strada a Milano, dinanzi al ristorante Giannino intorno alle 23:00, tra ciclisti, automobilisti e security del locale per qualche auto parcheggiata male ed, essendo i ciclisti in gran numero, si blocca il traffico e devono arrivare i vigili urbani con tre pattuglie di carabinieri.
Un ciclista è stato portato in ospedale per lievi ferite, dopo qualche schiaffo e qualche spintone, in attesa delle forze dell’ordine, che non sembra abbiano rilevato fatti di particolare gravità, visto che le pattuglie dei carabinieri sono ritornate quasi subito al servizio da cui erano state distolte.

Una storia banale e che suona quasi come una provocazione voluta, dato che ce ne vuole alle 11 di notte con tutto lo spazio che c’è a Milano per portare un folto gruppo di ciclisti proprio dove ci sono i locali e, di sicuro, qualche auto fuori posto.
Non a caso il filmato diffuso da RadioBici su YouTube – presentato come “ciclisti picchiati a Milano” – dimostra palesemente che le auto parcheggiate erano poche, forse meno di una decina, che ai ciclisti non accade un bel nulla e che “vi ammazziamo tutti” lo dice un ciclista e non uno degli altri cittadini.

Ma perchè tutti quei ciclisti erano lì?

“Critical Mass è un evento internazionale che si tiene in più di 500 città del mondo, avviene ogni ultimo venerdì del mese, quando i ciclisti, spontaneamente, vanno in massa a percorrere le strade delle loro città normalmente occupate dalle automobili. Critical Mass si concentra sul diritto di utilizzare le strade in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili”.
Questo è quanto si legge sul sito Critical Mass, sembrerebbe una gran bella cosa, in realtà non è proprio così.

Innanzitutto, perchè non è un evento spontaneo, bensì periodico e con una sigla, Critcal Mass, che lo calendarizza, quanto meno questo. In secondo luogo perchè, così descritta sembra proprio una ‘riunione di cittadini in luogo pubblico’, per la quale è richiesta l’autorizzazione delle autorità preposte a garantire la pubblica sicurezza. Infine, perchè via Vittor Pisani è una strada a ben sette corsie, più le corsie laterali per ciclabili e/o parcheggi ed un ampio spartitraffico centrale. Una strada nata, pensata e realizzata per le automobili e non per le biciclette

Tra l’altro, critical mass logoil logo di Critical Mass sembra essere a carattere politico ed anche piuttosto vistosamente.

E qui ritorniamo alla questione se si tratta di una allegra passeggiata di  appassionati delle due ruote oppure se stiamo parlando di una riunione di  cittadini in luogo pubblico, anzi, trattandosi di strade e di mobilità, non sia una manifestazione bella e buona, che accade senza alcuna delle prescritte autorizzazioni, mettendo, eventualmente, a repentaglio la sicurezza e la tranquillità altrui.

Rispondere al quesito è facile: basta andare sul sito di Critical Mass Roma per rendesi conto, dalle foto pubblicate, che si tratta di folti assembramenti di ciclisti, anche piuttosto spericolati, raramente provvisti di casco o di calzature sicure.

Siamo sicuri che, ogni mese ed in metropoli affollate,  dozzine o centinaia di ciclisti possano scorazzare  su strade nate per il traffico automobilistico ed inadatte a pedoni e ciclisti,  senza che nessuno intervenga per chiedere a queste persone di sciolgiere l’assembramento, visto che la riunione non è autorizzata e che la sicurezza non è garantita?

A proposito, visto che anche i ciclisti – come tutti gli umani – sono scorretti, nevrotici e distratti mentre sono nel traffico, perchè le biciclette – in Italia, non altrove – non hanno la targa?

P.S. A parziale riprova di chi siano ‘i ciclisti’ e delle loro ‘capacità dialettiche’ è possibile leggere, in basso, diversi loro commenti, decisamente offensivi, incomprensibili, prolissi, categorici eccetera.
Il fatto che 30-50-100 ciclisti che se ne vanno tutti insieme per la città equivalgono ad un corteo, ad una pubblica manifestazione – specialmente se è un ‘appuntamento fisso’ e ci sono sigle e comitati – sembra proprio non sfiorarli. Beati loro …

originale postato su demata

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12 Risposte to “Ciclisti a Milano: è tutto legale?”

  1. Mad Lucas dicembre 23, 2012 a 11:29 am #

    Ti auguro un Natale di morti di tumore in famiglia.
    Best regards,
    Mad Lucas

    • demata dicembre 23, 2012 a 7:17 pm #

      Ecco una (tipica?) reazione di chi non vuol vedere la realtà con gli occhi degli altri.
      Come se fosse salubre aggirarsi per le nostre aree metropolitane, parchi inclusi, inalando a pieni polmoni, e … come se le automobili fossero il principale fattore di polluzione dell’aria nelle città.

  2. Paolo dicembre 26, 2012 a 1:15 am #

    Evidentemente hai messo il dito nella piaga. Mi piacerebbe poi tanto vedere finalmente anche i ciclisti rispettare i sensi unici perché li vedo sempre andare in contromano. Ma forse il Codice della Strada vale solo per i “cattivi“ automobilisti.

    • ghigo settembre 28, 2013 a 2:55 pm #

      non è che vale per i cattivi automobilisti, sono automobilista pure io. Il ns codice è vecchio e troppo autocentrico, basti pensare a come un ciclista dovrebbe attraversare sulle strisce, improponibile. In Olanda (ma non solo) gli stop semaforici di ciclabile e auto sono temporizzati diversamente, perfchè si favoriscono sempre le bici (che li sono milioni); lo stop della ciclabile finisce davanti alle auto; il senso unico non ha logica per le bici, infatti il cartello “eccetto bici (uitgezonderd) c’è sempre. Ma loro possono permetterselo perchè il tasso di motorizzazione è molto più basso che qui, in quanto per questioni culturali l’olandese se va al cesso lo fa in bici, noi in auto. Quindi il primo punto sono le troppe auto. Questa cosa l’han capita anche a Parigi (guarda quanti sensi unici concessi alle bici) e a Londra, con Johnson in testa

      • demata settembre 28, 2013 a 4:00 pm #

        Ma ai pedoni – che preferirebbero tram e metropolitane – nessuno ci pensa?
        Nel Nord Europa (che poi si chiama MittelEuropa) le bici le usano (e le usavo) perchè è tutto in pianura, perchè le strade sono senza buche e sconnessioni e … perchè al massimo fai 1,5 km fino alle fermata del trasporto pubblico, che arriva con una puntualità disarmante.

        Le auto sono troppe perchè ‘devono’ usarle tutti per fare ‘tutto’, in città con palazzi bassi, ampi parchi che separano i quartieri e cresciuti sull’onda delle speculazioni con piani regolatori raffazzonati, quando c’erano.

        Questa storia delle biciclette mi sembra un ottimo modo per ‘distrarci’ dalla questione di fondo: manutenzione urbana e mobilità sostenibile.

  3. ac gennaio 24, 2013 a 9:09 pm #

    …soprattutto un blog molto seguito…che sollievo che certe stronzate le leggano in pochi!

    • demata settembre 28, 2013 a 3:53 pm #

      15.000 passaggi in un solo giorno bastano?

  4. O.o gennaio 25, 2013 a 12:18 am #

    – “per qualche auto parcheggiata male”
    se qualche auto fosse stata parcheggiata male di fronte al passo carrabile del suo garage, sono certo che avrebbe compreso maggiormente il disagio che può arrecare anche solo un’automobile parcheggiata male

    – “essendo i ciclisti in gran numero, si blocca il traffico e devono arrivare i vigili urbani con tre pattuglie di carabinieri”
    alle 11 di sera (“Una storia banale e che suona quasi come una provocazione voluta, dato che ce ne vuole alle 11 di notte”), mi dimostri che gran traffico genera un gruppo di ciclisti fermi su una pista ciclabile a Milano

    – “dimostra palesemente che le auto parcheggiate erano poche, forse meno di una decina”
    ripeto, fosse stata anche una sola macchina parcheggiata in un luogo di suo interesse, non credo ne sarebbe stato contento

    -“quando i ciclisti, spontaneamente”
    SPONTANEAMENTE:
    1 Che viene compiuto per libera decisione e volontà: confessione s. dell’imputato || di mia, tua, sua s. volontà, volontariamente
    2 Istintivo, impulsivo: gesto s.; caratterizzato da sincerità, naturalezza: arte, poesia s.
    3 Non dovuto all’intervento dell’uomo SIN naturale: vegetazione s.
    4 ling. Di mutamento fonetico che avviene indipendentemente dal contesto: dittongamento s
    non credo che tali ciclisti siano stati obbligati a ritrovarsi ad una determinata ora e in un determinato luogo..

    – “In secondo luogo perchè, così descritta sembra proprio una ‘riunione di cittadini in luogo pubblico”
    Art. 17, Costituzione Italiana,
    “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
    Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
    Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”

    – “Infine, perchè via Vittor Pisani è una strada a ben sette corsie, più le corsie laterali per ciclabili e/o parcheggi ed un ampio spartitraffico centrale. Una strada nata, pensata e realizzata per le automobili e non per le biciclette”
    Come lei stesso fa notare, via Vittor Pisani è una strada a sette corsie, con corsie laterali, PISTE CICLABILI e PARCHEGGI, qui nasce una contraddizione, dal momento che lei successivamente dice chè è una strada nata per automobili (ma con piste ciclabili????) e se anche fosse nata per automobili, lei stesso dice, che è stata dotata di PARCHEGGI, per quale motivo PARCHEGGIARE, quindi. su una PISTA CICLABILE?

    – “Tra l’altro, il logo di Critical Mass sembra essere a carattere politico”
    POLITICO:
    ‹po·lì·ti·co›
    agg. (pl.m. -ci)
    Connesso con i motivi o le vicende della vita pubblica:
    costituzione p.
    i partiti p.
    discussioni p. Uomo p. (o un politico s.m.), rappresentante di un’organizzazione di partito (fig., chi dà prova di grande abilità nel trattare con gli altri avendo di mira il proprio vantaggio) Elezioni p. (o le politiche s.f.pl.), quelle dei rappresentanti al Parlamento (contrapposte ad amministrative) Scienze p., l’insieme delle discipline concernenti la politica Economia p., vedi economia Geografia p., parte della geografia che descrive la distribuzione degli uomini sulla Terra in rapporto ai dati demografici e ai fattori nazionali e amministrativi Prezzo p., fissato d’autorità dallo stato, spec. nel settore dei pubblici servizi, spesso in contrasto con le leggi del mercato Detenuti, prigionieri p. (contrapposti a comuni), che sono stati privati della libertà per motivi ideologici Asilo p., l’immunità concessa a chi si rifugia in uno stato perché vittima, nel suo paese, di persecuzioni legate alle sue idee o alla sua appartenenza politica.
    lett. Essenzialmente caratterizzato dalla partecipazione alla vita sociale e civile:

    Guardando cosa significa realmente la parola POLITICO, beh, si ha sicuramente carattere POLITICO

    – “Siamo sicuri che, ogni mese ed in metropoli affollate, dozzine o centinaia di ciclisti possano scorazzare su strade nate per il traffico automobilistico ed inadatte a pedoni e ciclisti”
    La legge impone l’utilizzo di velocipedi (biciclette) sulle strade e non sui marciapiedi (ideati per i pedoni), perciò mi sembra che i ciclisti, più che POTER scorrazzare su strade, DEBBANO scorrazzare su strade. Se lei le ritiene così inadatte perchè non da un aiuto a creare delle strade adatte al transito di velocipedi? Esistono già tali strade, sono le piste ciclabili, ma vengono occupate dalle macchine. Ma se ci sono strade nate per il traffico automobilistico, perchè le automobili devono andare sulle piste ciclabili?§

    – “A proposito, visto che anche i ciclisti – come tutti gli umani – sono scorretti, nevrotici e distratti mentre sono nel traffico, perchè le biciclette non hanno la targa?”
    Alcuni ciclisti a cui vengono rubate le proprie biciclette, si fanno la stessa domanda. E’ per caso un ciclista anche lei?

    PS. La pensi come vuole, ma la sua idea manca di coerenza logica.

  5. Ibraim gennaio 25, 2013 a 8:31 am #

    Ma che blog è questo, un blog di bruciati mentali con le fatte di salame sugli occhi?
    Ma che senso ha questo articolo, scritto poi malissimo….bluah!

    • demata gennaio 25, 2013 a 8:48 am #

      E’ solo un blog che pensa per conto proprio senza paraocchi.

  6. Luca Mastercaution gennaio 25, 2013 a 8:52 am #

    Premesso che ogni parere, qualora non offensivo o lesivo della altrui dignità è legittimo, da frequentatore della Massa e pendolare a pedali plurisettimanale ritengo che questo post abbia brillantemente centrato uno dei punti principali della riflessione da cui la Massa prende piede: “Una strada nata, pensata e realizzata per le automobili e non per le biciclette”, “scorazzare su strade nate per il traffico automobilistico ed inadatte a pedoni e ciclisti”.
    Ora, dato che fino a prova contraria siamo tutti cittadini onesti e paghiamo le tasse, non esiste alcun motivo lecito al mondo che autorizzi a costruire un’infrastruttura ad uso pubblico, con soldi pubblici (anche di chi non possiede un’auto o non intende usarla per propria scelta etica), limitandone l’uso a pochissime categorie di persone (ovvero chi invece sceglie e pretende sempre, senza se e senza ma, di utilizzare un veicolo frutto di tecnologia ottocentesca). Il pubblico amministratore che avalla una simile scempio dovrebbe essere chiamato a risponderne in solido e penalmente. La democrazia, di cui in Italia siamo evidentemente del tutto digiuni, è basata sulla libertà di scelta nel rispetto reciproco: sarà sufficiente farsi un paio di chilometri in bici a Milano in un qualsivoglia giorno lavorativo, magari pure di bel tempo (per non rendere troppo complicato l’esperimento), per constatare personalmente che sulle strade di democratico non c’è nulla, ed è tutto invariabilmente, inaccettabilmente e rigidamente pensato per l’auto, e gli altri chissà (e chi l’auto non ce l’ha? E perché io devo essere costretto a usare un’auto, magari per fare solo pochi chilometri?). Tale criterio di scelta delle infrastrutture pubbliche cozza rumorosamente con le politiche attualmente perseguite in ambito europeo, dove si sono accorti (loro), da molto tempo che l’auto e la città costituiscono un connubio non più praticabile per più di una ragione (salute, tempo improduttivo sprecato nel traffico, città ridotte a parcheggi, consumo di spazi pubblici, insostenibilità dei consumi di carburante su scala nazionale, etc.).
    Mi risultano inoltre curiose le osservazioni del post sull’assembramento non autorizzato di ciclisti: seguendo il medesimo ragionamento vorrà dire che la prossima volta che trovo un ingorgo automobilistico sporgerò denuncia alle autorità per occupazione di suolo pubblico da parte di cittadini che – sedendo da soli, uno per ciascun veicolo – occupano collettivamente centinaia di metri quadrati di spazio sottratto ad altre attività.
    Se questo andazzo ci è stati imposto da decenni come normale, come espressione di progresso, come la naturale evoluzione della nostra società, non è mica detto che debba per forza essere anche riconosciuto come indiscutibilmente vero.
    La Massa Critica nasce anche dall’esigenza di dare visibilità a queste istanze che nel resto del mondo trovano ascolto a livelli di politica nazionale. Non ritengo ci si possa lamentare granché della presenza di qualche ciclista in gruppo per strada, la sera tardi, e dei momentanei rallentamenti provocati: solitamente la Massa Critica, all’estero, avviene nel bel mezzo dell’ora di punta, alle 18. Ma si può lavorare anche su quello.
    Con immutata stima (ovvero pressoché scarsissima).

  7. Jaqueline dicembre 31, 2013 a 9:20 pm #

    “Ciclisti a Milano: è tutto legale? | demata” was definitely
    entertaining and educational! In the present day universe
    that is difficult to do. Thanks a lot, Niamh

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