La Costituzione italiana non è una comica

18 Dic

Tutti inneggiano alla Costituzione Italiana, ma non è chiaro quanto essa sia conosciuta dai suoi estimatori.

Infatti, non sono pochi i passaggi costituzionali di cui – prendendoli alla lettera come dovuto – noi cittadini non possiamo far altro che restarne turbati. Vediamo alcuni esempi.

In Italia, “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (art. 1), ma “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani” (art. 7). Un territorio, quello italiano, con tre sovrani: il popolo, lo Stato e la Chiesa?

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 8).
Tutti i lavoratori? Solo loro? E le casalinghe, i pensionati, i disoccupati, niente pari opportunità come dimostrano l’assenza di un salario minimo e delle pensioni da fame per 20 milioni di anziani?

I rapporti tra lo lo Stato e la Chiesa cattolica “sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale” (art. 7), viceversa “le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano” (art. 8). Due pesi e tre misure, non c’è che dire.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. 4). Dovere? Caso mai diritto … visto che “la libertà personale è inviolabile” (art 13).

“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili” (art. 15), ma siamo il paese delle intercettazioni telefoniche e degli atti riservati sbattuti in prima pagina.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi” (art. 17) ed, infatti, abbiamo ben presente come vadano in corteo i soliti devastatori e come vadano allo stadio i soliti ultras.

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume” (art. 19), come inteso dalla morale postcattolica imperante.

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative” (art. 20), ma di pagare l’IMU ed altre tasse e tributi per il clero cattolico proprio non se ne parla.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure” (art. 21), ma per fare il giornalista non basta scrivere e pubblicare: bisogna essere iscritti all’Ordine.

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio” (art. 30), ma non è fatto obbligo ai figli di prendersi cura dei genitori.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose” (art. 31). Quanto sia stato applicato questo articolo è comprovato dall’invecchiamento demografico subito dall’Italia negli ultimi 20 anni.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (art. 32) ed, infatti, registriamo decine di migliaia di casi annui di malasanità ed enormi sprechi senza che governi e parlamenti alzino un dito.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi” e nega la libertà di istruzione imponendo che “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” (art.33).

Questa è la nostra Costituzione, lo è da 60 anni ed i risultati si vedono.
Sarà un caso che mandano un comico, Roberto Benigni, a spiegarcela dalla televisione di Stato?

originale postato su demata

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