Il ritorno di Silvio

7 Dic

Silvio Berlusconi ritorna in politica proprio il giorno stesso in cui viene dato l’annuncio della nascita della B Cinque, la nuova holding della famiglia Berlusconi, che ha come amministratore unico l’ultimogenito Luigi e nell’azionariato tutti e cinque i figli, e che nasce con un capitale sociale apparentemente modestissimo (40.000 euro) per «l’assunzione di partecipazioni in altre società, non nei confronti del pubblico» e «concessione di finanziamenti a favore di partecipate» tramite «operazioni mobiliari e immobiliari».

Una  roccaforte finanziaria, come lo è la B Cinque In Fininvest, controllante di Mediaset e Mondadori, i cui azionisti sono Berlusconi ed i suoi cinque figli. Una macchina decisionale per gestire i cambiamenti e le ristrutturazioni aziendali che servono ad uno dei pilastri dell’economia italiana per affrontare le sfide del Terzo Millennio.

Del resto, cosa credevamo, che gli scandali pruriginosi non rafforzassero i legami familiari e la solidarietà nel gruppo? Vogliamo davvero credere che Berlusconi sia l’unico magnate o potente italiano che non gradisca incontri con giovani donne?

Se così stanno le cose, se il Principe serra portoni e accumula provviste, guardando lontano e salvaguardando la sua famiglia, possiamo solo prevedere che l’Italia non verrà fuori granchè bene da questa crisi, che non è finanziaria – l’abbiamo capita, ormai – ma è alimentata dal declino gestionale e morale che affligge il nostro Stato.

L’unica scelta saggia – ma ce la promettono da quasi 20 anni inutilmente – sarebbe quella che il prossimo Parlamento, mentre il Governo si occupa dell’ordinaria amministrazione, operi come una Costituente-Bicamerale, fornendoci le riforme di cui necessita il paese, almeno quelle urgenti, e, magari, rimettendo il mandato per nuove elezioni. Ma sappiamo tutti che così non sarà, visti i ‘fini strateghi’ cui qualche partito si affida, visto che la CGIL si comporta sempre più come un sindacato ‘di lotta e di governo’ (praticamente un partito), visto che, quando c’è la Sinistra a sostenere un premier, le leggi sul lavoro e pensioni diventano più inique, non più eque, e visto che, esistendo una lobby cattolica in ogni gruppo politico, di conseguenza anche il resto si frantuma in lobbies, come raccontato dalle cronache.

Dunque, sarà per questioni ‘ad personam’, vuoi anche perchè è profondamente antagonista dei postcomunisti, metti anche che l’orgoglio, più sali, più la fa da padrone, Silvio è tornato: certamente non è scacco matto, ma sempre scacco è. La causa, come al solito, non è la ‘bravura’ di Silvio Berlusconi, caso mai la sua capacità di cogliere l’attimo, ma l’inconcludenza puntuale delle politiche di chi viene scelto (Prodi ieri, Monti oggi) da chi gli si oppone e l’estremizzazione delle posizioni della CGIL, allorchè la Sinistra è nella maggioranza di governo.

Berlusconi è tornato. Magari, giusto il tempo di essere eletto Presidente?

originale postato su demata

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