Israele alle porte dell’inferno?

15 Nov

Mentre gli USA sono praticamente senza Segretario di Stato e senza capo della CIA, Israele attacca con aerei e missili il centro urbano di Gaza, a caccia dei leader di Hamas.

Non a caso il Dipartimento di Stato ha tenuto a precisare che «gli Stati Uniti sostengono il diritto di Israele e difendersi e condannano in modo forte il lancio di razzi da Gaza», che sono un messaggio criptico, ma molto preciso, se ad attaccare è stato Israele ed il lancio palestinese non ha sortito effetti, ma può giustificare rappresaglie.

Intanto, l’Egitto ha ritirato il proprio ambasciatore a Tel Aviv, dopo che il presidente egiziano Mohamed Morsi aveva convocato l’ambasciatore di Tel Aviv, Yaakov Amitai, che, accompagnato dal suo staff, avrebbe lasciato il Cairo in tutta fretta.

Giusto per non smorzare i toni, il ministro della Difesa, Ehud Barak, ha avviato il richiamo alle armi dei riservisti, annunciando una vasta operazione contro «obiettivi terroristici» nella Striscia di Gaza.

Intanto, il tratto di mare aperto che va dal Libano a Gaza sembra essere diventato una sorta di parco marittimo per unità militari, da quelle tedesche, alle turche o siriane, alla marina israeliana, senza dimenticare quelle dell’Italia, della Francia e della Spagna. Per non parlare delle unità di terra spagnole, italiane e francesi dislocate nel Libano, spesso in prossimità delle frontiere israeliane.

In tutto questo, turchi, iraniani, hezbollah e siriani non sembrano affatto essere dei combattenti poco tenaci, mentre l’Egitto  odierno ha dentro di se l’orgoglio dei ‘giorni dell’ira’ e della sollevazione, senza parlare delle migliaia di jihadisti in giro per il mondo che non esiterebbero un attimo a diventare operativi.
Non è una sterile minaccia, ma una realistica eventualità quella di Hamas, che ci avvisa che ‘Israele ha aperto le porte dell’inferno’.

La domanda che andrebbe posta è se Israele, con la situazione che c’è in Medio Oriente, si stia comportando da paese amico della NATO e partner corretto dell’UE. Se così fosse, saremo corresponsabili di tutto quanto accadrà da quelle parti.
In caso contrario, dovremmo davvero iniziare a preoccuparci.

originale postato su demata

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