Mario Monti e le pietre che rotolano

7 Nov

Che la legge di stabilità fosse un abissale patchwork lo si era capito fin dall’inizio, ma che il governo decidesse di mettere tutto in discussione a livello parlamentare, forse, nessuno se l’aspettava: il patchwork è diventato merletto …

Così piovono pietre, anzi, rotolano ed è la testa (o meglio la tasca ed il futuro) degli italiani  a risentirne. Non c’è numero che possa quantificare le tante incongruenze od inuquità per cui l’Italia mugugna, come non c’è ragione per cui l’Europa indulga, convinta che l’Eurozona sia salva, mentre l’Italia sembra, ormai, in caduta libera.

Ma di alcune ‘inconguenze’ – pietre che cadono e rotolano su di noi – vale la pena di sottolineare.

La commissione Bilancio della Camera ha giudicato «inammissibile» l’emendamento alla legge di Stabilità che ampliava le garanzie per i lavoratori esodati, votato all’unanimità dalla Commissione Lavoro. Intanto, la Corte dei Conti sollecita «indilazionabili» misure di risanamento dei principali fondi dell’Inps,

Due settimane fa, la Commissione europea ha stabilito che il Governo italiano debba sospendere gli sgravi fiscali e previdenziali introdotte dall’Italia in aiuto delle imprese colpite da calamità naturali. In questi giorni, il Parlamento ha prorogato fino a giugno gli sgravi fiscali per i terremotati, senza neanche individuare la copertura finanziaria necessaria.
Problemi analoghi esistono per il ritiro delle misure sugli orari dei docenti, per cui qualcuno dovrà trovare copertura finanziaria a carico di qualcos’altro, o per la spesa per i malati, dove i tagli ‘non dovevano ledere diritti’ mentre si mettevano nell’oblio i malati di SLA e le loro famiglie.

Nel corso di quest’anno, in migliaia, tra politici, tecnici e giornalisti, ci hanno assillato riguardo la bontà e l’economicità degli interventi di Elsa Fornero su lavoro e pensioni. Sempre la Corte dei Conti, nella  Relazione sulla gestione finanziaria Inps 2011, raccomanda un «monitoraggio assiduo dell’incidenza delle riforme di lavoro e previdenza sulla spesa pensionistica».

Nel corso dei prossimi anni, la leva fiscale resterà brutalmente avida, i tagli della spesa pubblica sono stati procastinati in attesa di un PIL ‘che crescerà’, è possibile che Finmeccanica come la Cassa Depositi e Prestiti saranno meno, molto meno, italiane.

Quello che sappiamo – di oggi e di ieri – è che il debito pubblico è aumentato anche quest’anno e potremmo anche iniziare a prevedere che, avendo venduto titoli con interessi al 7%, pur di non fare una patrimoniale, l’esposione bancaria del nostro Stato – o meglio dei nostri governi – non dovrebbe calare nel breve periodo.

originale postato su demata

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