Legge elettorale, la paura fa 42,5

7 Nov

La commissione Affari costituzionali ha emendato la proposta di legge elettorale prevedendo una soglia del 42,5% per conquistare il premio di maggioranza. Contrari PD ed IdV, mentre Mannheimer ci informa che solo il 36% degli elettori sarebbe a favore del premio.

Bersani sostiene che «qualcuno teme che governiamo noi» ed Anna Finocchiaro preferirebbe, tra le diverse ipotesi, addirittura «un premio al primo partito del 10-12%», che potrebbe beneficiare il PD come il M5S. Intanto, sempre il buon Mannheimer ci fa sapere (link) che un suo recente studio rileva che poco più del 50% degli intervistati sarebbe incline ad un sistema proporzionale puro.

Un premio di maggioranza con una soglia del 40% (proposta PD) o del 42,5% (emendamento in Commissione dell’on. Rutelli), praticamente irraggiungibile se esiste una terza forza, il Movimento Cinque Stelle, che potrebbe attestarsi tra il 15 ed il 25%.  Non a caso, la Commissione ed il Parlamento dovranno stabilire cosa fare delle poltrone di Palazzo Madama che resterebbero vacanti se nessuno superasse il limite fatidico.
In un Parlamento che, comunque andranno le prossime elezioni, potrà garantire la stabilità solo a patto di garantirsi la maggioranza in Senato e Camera con una Grosse Ammucchiata, dato che anche un bambino arriva a capire che i numeri prefigurano che nessuna coalizione supererà il 50,1% dei seggi alla Camera e, soprattutto, al Senato.

Non è un caso che Renato Mannheimer scriva che ‘i partiti sembrano pensare sempre più spesso a un sistema elettorale che permetta loro di vincere le prossime elezioni. Tanto che le regole che propongono mutano in relazione agli esiti dei sondaggi di cui via via vengono a disporre. Un’ottica miope e di breve periodo che non fa il bene del Paese.”

E c’è chi scommette che alla fine si voterà con il Porcellum, al massimo leggermente modificato.
Per ora, nessuno si pone il quesito più rilevante: cosa faranno gli eletti del M5S allorchè arriveranno alla Camera (come al Senato) con almeno un centinaio di onorevoli e senatori?

Siamo davvero sicuri che i lavori parlamentari riusciranno ad andare avanti e che i ‘contestatori’ – ormai soggetto politico democraticamente eletto – non godranno di ampio appoggio dell’opinione pubblica, mentre c’è un Presidente della Repubblica che è agli stralci del suo mandato?

originale postato su demata

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