Marò, che paese quest’India

26 Ott

Giorni fa, una fregata della Deutsche Marine ha salvato una nave iraniana da un assalto dei pirati che imperversano nell’Oceano Indiano. E negli ultimi mesi le navi da guerra tedesche hanno operato con successo contro naviglio sospetto, il governo tedesco ha ottenuto la liberazione di una nave in ostaggio, una banda di pirati è stata duramente condannata al carcere dopo un lungo processo tenutosi ad Amburgo.

E’ un dato di fatto che l’India, dunque, non sia in grado di garantire la sicurezza nell’Oceano che porta il suo nome e che le navi che lo attraversano lo devono fare a proprio rischio e pericolo.

Intanto, due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono ancora detenuti in India, nelle mani di un governo e di un tribunale locali a dir poco scorretti, a fronte dei quali l’Italia oppone un governo ed un parlamento distratto ed una serie di ingenuità diplomatiche disarmanti, a fronte di una azione di difesa ‘standard’ di una petroliera in alto mare, fatta approdare ed ispezionata in Kerala con – a dir poco – malizia.

Un intrigo che si complica, dopo che lo scorso 4 settembre il due giudici di New Delhi avevano ufficialmente chiuso il processo annunciando il suo passaggio a sentenza, che, però, non è stata emessa  perchè uno dei due è diventato presidente della Corte Suprema indiana, proprio quella che dovrà stabilire  su chi abbia giurisdizione sul caso, mentre il tribunale del Khollam non da avvio al dibattimento. O più o meno qualcosa del genere, visto il sistema federale dell’India e la lentezza della sua (nostra anche?) burocrazia.

Solo a giugno scorso, dopo mesi di detenzione e ‘residenza protetta’, i nostri marò godono della libertà su cauzione e sono alloggiati in albergo. Secondo i giudici del posto, ‘potevano tentare la fuga’ …

Intanto, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, precisa che “siamo allibiti e sconcertati per il fatto che uno Stato di diritto come l’India non riesca a esprimere con coraggio un giudizio in tempi rapidi che riporti a casa i nostri marò”.

In caso di sentenza negativa, aggiunge il ministro, l’Italia avvierà “tutta una serie di azioni a livello internazionale perché si aprirebbe anche sul piano legale una controversia tra Stati. Ma non voglio neanche immaginare che questo debba avvenire. Se c’è una cognizione dei valori fondamentali nel sistema giuridico indiano, deve esserci una conclusione che vada nel senso a noi favorevole”.

Era ora. Adesso, che ci restituiscano i nostri soldati.

originale postato su demata

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: