Rottamazione PD: una tragica comica

18 Ott

Mentre Mario Monti salva la finanza italiana, ma non gli italiani, e mentre l’Italia inizia a rendersi conto che ci vorranno anni per trasformare in qualcosa di organico e funzionante il patchwork di leggine e laccioli che questo governo chiama leggi, nel Partito Democratico si litiga.

«Se perdo io, l’ho già detto e lo ripeto, mi faccio da parte e al massimo posso dare una mano, ma continuo a fare il sindaco. Una cosa è certa se io vinco D’Alema può considerare la sua carriera parlamentare finita». (Matteo Renzi)
«Ho cambiato radicalmente idea: se vince Bersani non chiederò deroghe». Ma se le primarie del Pd le vincerà Renzi «sarà scontro, sarà scontro politico». (Massimo D’Alema)

Intanto, il Corriere della Sera titola: “La scure di Moody’s si abbatte su Mps, tagliato il rating a livello spazzatura. Insufficiente l’iniezione di capitale di 1,5 miliardi di euro da parte del governo italiano”.

Ma come, non abbiamo occhi per piangere, si negano diritti elementari ai malati e poi abbiamo un miliardo e mezzo da gettare per risanare una banca, Monte Paschi di Siena, che, tra l’altro, è ‘governata’ da una Provincia, quella di Siena, che tra 75 giorni non esisterà più?

Se Mario Monti non avesse salvato Unicredit ed, in parte, MPS, avremmo ancora un Partito Democratico?

Probabilmente, no.
Infatti, ci vuole poco a notare che la comunicazione di Matteo Renzi è molto, molto simile a quelle pubblicità televisive che consigliano servizi on line a quegli sprovveduti che non sanno andare su internet da soli per cercarsi un mutuo od una assicurazione. Come basta poco per ricordare che Massimo D’alema fece parte di quelle delegazioni del PCI che, tra il 1968 ed il 1972, andarono in Russia ad imparare dei ‘compagni sovietici’ come è giusto che funzioni il mondo.
Ancor meno tempo serve a ricordare che i rubli sovietici continuarono adarrivare anche dopo il 1969 – dopo il coraggioso discorso di Enrico Berlinguer a Mosca – e che costituirono la base finanziaria per la creazione di una finanza di partito e l’arricchimento delle regioni rosse.

Solide realtà che scompaiono, finiti i rubli, finito l’arricchimento, finita la finanza, finite le prodigiose regioni rosse … iniziato il saccheggio dei Fondi UE (leggasi capannoni e quote latte), partorita l’idea di ‘partito, infrastruttura per l’Italia’ e di una politica ‘professionale’, esternalizzati servizi e prebende come le inchieste dimostrano.

Una tragica comica, insomma. Due mondi di ‘serie B’ a confronto, mentre l’Italia che lavora e che produce è tutt’altra.

Anzi una tragedia che vogliono far passare per comica. Non a caso la Federazione Lavoratori della Conoscenza (CGIL Scuola) organizza convention annunciando Dandini e Vergassola come ‘partecipanti’, mentre sappiamo tutti che la Sinistra farebbe il pienone se candidasse Crozza o Zingaretti (l’attore) e Guzzanti (figlio) … o Beppe Grillo.

Questa è l’Italia del Partito Democratico, quella di ‘basta un click’, del ‘si può fare’, del ‘prima il Partito’, di ‘la Storia siamo noi’ il futuro si vedrà, dei ‘programmi di contenuti’ solo enunciati, eccetera.

L’Italia del PD, ma non degli elettori del PD si spera.

originale postato su demata

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2 Risposte to “Rottamazione PD: una tragica comica”

  1. aurelio ottobre 21, 2012 a 6:42 am #

    impossibile non condividere!

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