L’Italia frana, i sondaggi confermano

8 Ott

Un sondaggio politico-elettorale, relativo alle intenzioni di voto per la Camera dei Deputati, pubblicato il 19/6/2012 da EMG per Telecom Italia Media – La7 TV, rileva che una coalizione ‘per Monti’ PD-PdL-PSI e Terzo Polo raccoglierebbe il 46%, con la Sinistra IDV-SEL al 20% e Cinque Stelle al 21% e la Lega al 5%.
Gli astenuti sono stimati al 35%, ma potrebbero essere di più, se il 79% delle persone contattate ha rifiutato l’intervista.
Risultato? Nessuna maggioranza al Senato, la Camera assediata dagli emendamenti, almeno metà della popolazione fortemente scontenta.

Se l’obiettivo di Mario Monti era la ‘stabilità del sistema Italia’, ad un anno di distanza, possiamo solo prendere atto che il quadro politico s’è vistosamente deteriorato e che il debito pubblico sembrerebbe essersi incrementato.

Il sondaggio Politico-Elettorale dell’Osservatorio DIGIS per SKY TG24, pubblicato il 19/6/2012, ci racconta che:

  1. il 62% degli italiani sarebbe favorevole alla vendita di immobili pubblici, ma solo il 18% cederebbe le spiaggie, che sono il piatto forte per la ripresa degli investimenti stranieri e dell’occupazione, oltre che indispensabili per la crescita turistica del Meridione;
  2. quasi la metà ritiene che Elsa Fornero dovrebbe dimettersi e che i dati INPS sugli esodati erano corretti e siano stati erroneamente elaborati, ma la maggior parte ritiene giusto aiutarli solo se non hanno goduto di benefit, che in non pochi casi erano dovuti per legge;
  3. anche per quanto riguarda gli aiuti agli altri paesi UE da parte dell’Italia, una buona metà degli italiani (47%) ritiene che l’Italia ‘ha già dato’.

Gli italiani sembrano, dunque, essersi ‘barricati’ dietro un concetto apparentemente giusto e socialmente deleterio, associando la Casta ad i suoi Palazzi, reagendo all’iniquità con altrettanta disequità, diffidando dell’Europa e, probabilmente, della Germania in primis.

E, caso mai qualcuno volesse ancora ostinarsi ad essere ottimista, arriva Renato Mannheimer, con il sondaggio ISPO / 3G Deal & Research srl per il Corriere della Sera, dove emerge che ‘Due italiani su tre non credono più alle Regioni’.

Anzi, scopriamo che in tanti hanno ‘poca o pochissima fiducia’ verso la propria Regione (64%) e Porvincia (60%) ed il Comune in cui vive (53%).
Inoltre, il 46% ritiene che vanno abolite almeno le regioni più piccole, di cui il 18% le cancellerebbe tutte e basta, mentre il dato passa al 63% per le Provincie.

Solo il 32% degli italiani, secondo questo sondaggio, voterà gli stessi partiti delle scorse elezioni, il 40% dichiara che non voterebbe, il 14% ‘non sa’.

Come venirne fuori in tre mesi o poco meno? Prolungando di un anno la fine del Governo tecnico, vincolandolo ad un programma da portare a termine. A far due conti, non c’è alternativa: s’è già perso troppo tempo per salvare banche ed Eurozona.

Che programma? Quello che la Casta non vuole e cosa mai … è evidente che siamo arrivati al raschio del barile e che, ormai, ‘nessuno è esente’.

Innanzitutto, dando un segno di cambiamento e responsabilità diretta: dimissioni di Elsa Fornero e Mario Monti ad interim al Welfare. A seguire, interventi sulle pensioni d’annata o privilegiate e salario minimo almeno per le famiglie. Riportando la Sanità nelle meno insicure mani dello Stato …

In secondo luogo, attuando interventi strutturali con concessioni 99ennali per porti turistici, residence balneari, musei privati eccetera. Una patrimoniale sui redditi superiori agli 80.000 Euro annui, per fare cassa e cosa mai. Una riforma delle procedure civili e penali, che garantisca un excursus processuale non superiore ai cinque anni.

Infine, riducendo le regioni a 12-14 e le Provincie a 24-30. Riordino del Titolo Quinto della Costituzione e riforma dei Regolamenti Contabili. Camera con 300 deputati e basta, Senato federale con 150 eletti, stop.

Impossibile? Probabile, anzi, cosa certa, se il PdL sarà ancora ostaggio del suo fondatore, Silvio Berlusconi, e se il Partito Democratico continuerà a gongolare per quel ‘circa 30%’, di cui si sente sicuro, che gli permetterà di vincere le elezioni ma non di governare.

Del resto, se fossero stati lungimiranti, se avessero creduto nella statistica, ad esempio, invece che nei congressi di partito, mica ci avrebbero messo in questa situazione.

originale postato su demata

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