Lavoro, tasse, pensioni, previdenza: tutto da cambiare

3 Ott

La pressione fiscale in Italia è una delle più alte del mondo ed è una delle più anomale.

A partire dal sistema di accertamento e riscossione di tasse e tributi, che si perde in mille rivoli e che, come scopriamo riguardo ‘Tributi Italia’, vengono saccheggiati dai soliti furbastri della Casta oppure, come accaduto per Equitalia, degenerano in storie di mostruoso accanimento.

Per passare allo status dei lavoratori dipendenti e delle aziende che gli danno lavoro, dove la certezza dell’accertamento e la regolarità del prelievo fiscale non comportano premialità e sgravi, ma solo maggiore penalizzazione in un paese dove l’evasione fiscale si chiama mafia e lavoro nero e dove la falsa fatturazione sembra essere uno dei principali peccatucci della Politica.

Per finire ad una barca che può stare solo ferma in mezzo al guado, se 2/3 del gettito è dato da quel quinto di italiani che vivono nel lusso, nonostante- come detto sopra – i dipendenti siano presi tra l’incudine delle tasse ed il martello del lavoro.

Lavoro che in Italia è eccessivo per chi è occupato e scarso per chi non ce l’ha. Eccessivo negli orari, nelle mansioni e nell’età pensionabile. Scarso nelle opportunità, nei salari in entrata e nelle tutele contrattuali.

Dulcis in fundo, dato che al peggio non c’è mai fine, siamo il paese dove a fronte di elevati contributi previdenziali, la Sanità di alcune regioni, Lazio incluso, è tragicamente pessima e sprecona con centinaia di migliaia di malati cronici – sadicamente definiti ‘rari’ – che rinunciano alle cure per troppa burocrazia.

Tasse e tributi che prendono tante vie, poche utili al Paese e tante inutili, obsolete o sprecone, tra cui alcune fin troppo note. Parliamo della Casta della Pubblica Amministrazione e del Sistema Sanitario, delle pensioni d’annata e dei vitalizi, dei contributi all’agroalimentare che, però, produce solo il 3-4% del PIL, del financial drag superdefiscalizzato da parte delle banche e delle compagnie telefoniche, aeree ed energetiche.

Intanto, il ministro delle Politiche comunitarie, Enzo Moavero Milanesi promette che “nel 2013 già si vedranno importanti segnali di ripresa e che il 2014 e 2015 saranno anni di ripresa economica”.

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, però, è molto scettico: “non vediamo la ripresa. Salvo miglioramenti sarà verso fine 2013, ma per una vera ripresa faccio la firma per il 2015”.  E, non a caso, Susanna Camusso, Segretario Generale della Cgil,  lancia un monito da prendersi sul serio: “Questa riduzione al tema ‘lavorare di piu” che vedo fare da tutti quelli che hanno lanciato il tema della produttività senza porsi il tema dei suoi fattori strutturali, rischia di diventare per molti lavoratori anche offensiva, visto che siamo costretti a misurare le decine di milioni di ore di cig e a contare decine di migliaia di lavoratori in mobilità ai quali piacerebbe tanto poter lavorare e invece sono costretti all’inattività. Basta dunque “ricette facili” e “colpevolizzazione dei lavoratori”: “piuttosto le imprese, pubbliche e private, abbassino le retribuzioni ai grandi dirigenti e taglino le stock option.”

Almeno questa volta – anche i suoi detrattori e gli scettici dovranno ammetterlo – la CGIL ha ragione: da anni si taglia su tutto e da anni le prospettive occupazionali languono, mentre la produttività è aumentata.

E, non a caso, la ‘voce dispari’ del PD, Stefano Fassina, esperto di lavoro ed economia, richiama Mario Monti ai suoi doveri: “Chi ha responsabilità politiche ha il dovere dell’ottimismo. Tuttavia, diventa preoccupante chiudere gli occhi di fronte alla realtà come continua a fare il governo. L’Italia, come e più dell’euro-zona, è stretta in una spirale recessiva che, oltre rendere la disoccupazione e la chiusura di imprese sempre più drammatica, allontana gli obiettivi di finanza pubblica. Il debito pubblico nel 2013 sarà più elevato del 2012 e del 2011”.

Non resta altro che accettare il principio etico dell’equità ed incidere sui redditi di dirigenti e professionisti. Inclusi quelli già in pensione.

Tra l’altro, sono la classe dirigente attuale e quella già in pensione  – con le loro scelte errate od egoistiche – che ci stanno costringendo a raschiare il fondo del barile e non è pensabile che ci siano famiglie con bambini senza reddito, mentre un’orda di ultrasettantenni percepisce pensioni superiori ai 1.500 Euro al mese.

Qualcosa deve cambiare, se non vogliamo che il collante sociale e, soprattutto, generazionale venga del tutto a mancare.

Leggi anche Le colpe di Mario Monti

originale postato su demata

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8 Risposte to “Lavoro, tasse, pensioni, previdenza: tutto da cambiare”

  1. mlgponte ottobre 3, 2012 a 4:32 pm #

    Si, sono stato per vent’anni un dirigente industriale e grazie a tutti i contributi pagati percepisco una pensione superiore a 1500 euro. Bella idea quella di espropriarmene una parte quando sappiamo che in Italia una moltitudine di persone vive di assistenzialismo, di pensioni sociali, di pensioni di invalidita false, di baby pensioni, ecc. ecc.. Secondo te è giusto considerare egoisti chi ha lavorato in mansioni di alta responsabilità e che hanno pagato fior di contributi e di tasse ?. E’ quindi equo espropriarli di quanto hanno guadagnato ?. Credi che la solita storia dell’eguaglianza sociale e dell’egoismo sia la soluzione di tutti i problemi ?. Questo tuo articolo è la solita retorica di lotta di classe.

    • demata ottobre 4, 2012 a 8:13 am #

      La lotta di class enon c’entra un tubo e manco mi appartiene.
      Qui si parla di una generazione, la vostra, fortuitamente vissuta nel boom economico, che vuole proseguire la propria egoistica Golden Age fin che vita duri, a discapito do chi è nato dopo ed autoassolvendosi dai tanti disastri combinati.

      Guardi che anche io avrò una pensione superiore ai 1500 euro mensili … ma, essendo un cittadino responsabile, ne rinuncerei volentieri ad una parte, se questo servisse ad altri come me più sfortunati.
      Quanto alle pensioni correnti, le ricordo che spesso e volentieri sono anche superiori agli stipendi in entrata per la stessa professione … più vergognoso di così …

      • mlgponte ottobre 4, 2012 a 8:27 am #

        Sono diventato dirigente dopo anni di gavetta e non intendo farmi dare dell’egoista da idealisti come Lei. Rifletta comunque sul fatto che, se aver sempre fatto il mio dovere e di più per mantenere la mia famiglia (che sto ancoera aiutando), ora dovrei vergognarmi, nella mia prossima vita vivrò da parassita e da fancazzista. Comunque sia, pagare un prezzo e ricevere in cambio un controvalore minore va contro qualsiasi sano principio.

  2. mlgponte ottobre 4, 2012 a 11:08 am #

    Bello il neologismo orwelliano “sfortunati” per definire una massa di persone che vorrebbe vivere di assistenzialismo alle spalle di chi produce. Bravi !, create pure una società basata sui bisogni invece che sulla responsabilità individuale, sul merito e su chi ha voglia di fare. Combatterò la vostra società finchè avrò fiato e la libertà di parlare.

    • demata ottobre 4, 2012 a 4:08 pm #

      Io credo in una società fondata sulla responsabilità individuale e collettiva.
      Una tribù in territorio ostile non abbandona i bambini al loro destino e preferisce sacrificare gli anziani se deve salvare il proprio futuro.
      Una squadra operativa non lascia i feriti al nemico.
      Un’azienda seria sa che la qualità della vita del proprio personale è il miglior biglietto da visita.

      Poi, c’è la retorica degli sciacalli: ‘siate avidi’, disse un noto ultraliberal, vent’anni fa circa. Sappiamo oggi dove ci hanno portato. Beato a chi ancora riesce a crederci …
      Io, agli uomini, preferisco i lupi: attaccano per istinto, non per avidità. Si figuri l’assitenzialismo …

  3. Felix ottobre 4, 2012 a 2:22 pm #

    Forse ideologicamente parlando è comodo proporre di aumentare ulteriormente le tasse ai cosiddetti ricchi, definendoli anche astutamente sacrifici. Ciò potrebbe portare sicuramente molti consensi perché soddisferebbe la falsa illusione di “togliere ai ricchi per dare ai poveri”, alimentando ancor di più l’odio e l’invidia. Tutta la classe agiata ed in particolar modo la classe media in questo paese e stata AFFOGATA di tasse ed oggi l’Italia è uno dei paesi al mondo con la più alta pressione scale. Allo stesso tempo il nostro debito pubblico continua ad aumentare e negli ultimi anni la fuga di capitali all’estero è aumentata a dismisura, la disoccupazione è aumentata, i servizi dello stato sono diminuiti ecc., ecc.. Con questa proposta sicuramente non si risolveranno i problemi anzi, sarà sempre peggio per tutti, ed il vero responsabile di tutti i mali italiani (lo Stato) avrà sempre maggiore potere e controllo.

    • demata ottobre 4, 2012 a 4:02 pm #

      Condivido in parte il discorso.
      Purtroppo, o rientriamo di 2-300 miliardi sul debito entro il 2015 oppure son chiacchiere di governicchio. Dobbiamo perdere zavorra sul PIL, l’abbiamo capito tutti.
      Per farlo c’erano diversi metodi, ma il tempo è passato e quel poco che è accaduto è pessimo, dato che a non toccare i ricchi si finisce che gli altri 2/3 del paese non va a fare la spesa e l’economia va in recessione.
      Se qualcuno ha un modo diverso che una patrimoniale per raggranellare almeno una parte dei 300 miliardi di euro, io sono già d’accordo.

      Per le pensioni, l’istanza non è comunista o populista, ma generazionale. Tanti pensionati percepiscono pensioni pari o superiori agli stipendi di chi lavora. E tante persone che anche in USA avrebbero diritto ad un sussidio (leggi famiglie) non ce l’hanno.
      E mantenendo le pnesioni in erogazione intatte, si costringono cinquantenni malati con 35 anni di previdenza pagata a lavorare fino a chissà quando.

      E’ iniquo ed è una questione generazionale, non di classe. E’ un problema che hanno tutti i paesi, ma che noi evitiamo a tutti i costi.

  4. Giò ottobre 4, 2012 a 6:04 pm #

    Una pensione da 1500 euro al mese (se nell’articolo non è saltato uno zero e non si debba leggere 15.000 invece) non è uno scandalo; la vita da vecchi specie se non autosufficienti non è eaattamente a buon mercato. Quanto costano le medicine (ticket ed affini), quanto costa una badante in regola se da solo non ce la fai, quanto ti costano le tasse su una casa che ti sei comprato o costruito dopo anni di lavoro? E potrei continuare.
    Scandalo è che di questi tempi possano esistere pensioni superiori ai 15.000 euro, scandalo è che esistano pensioni da 400 euro (come si vive, o meglio come si muore così? di stenti?), scandalo è la sfacciataggine criminale di chi ruba a man salva ciò che è destinato alla comunità, scandalo è lo spreco in fanfaluche inutili, ma costose, scandalo è l’incuria del bene comune (tanto quello che è di tutti non è mio…secondo il ragionamento di abbondanti quantità di teste di rapa ‘pensanti’).
    Ma ahimè il vecchio proverbio che dice che il pesce puzza dalla testa; sarà qualunquistico quanto si vuole, ma è sempre valido

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