Sallusti – Farina: tra libertà di stampa ed intralcio alla giustizia?

27 Set

Il caso Sallusti è piuttosto semplice da ricostruire, almeno negli aspetti salienti.

Nel 2007, un importante quotidiano riporta un fatto di cronaca riguardante una ragazza tredicenne ‘costretta’ dal magistrato ad abortire. La notizia risulta quasi subito non veritiera ed il noto quotidiano smentisce prontamente.

All’indomani, questa notizia viene pubblicata da Sallusti come direttore di Libero in un articolo firmato da un certo Dreyfus (uno pseudonimo),  «Se ci fosse la pena di morte, se mai fosse applicabile, questo sarebbe il caso. Al padre, alla madre, al dottore e al giudice»., «il magistrato ha ordinato un aborto coattivo», «estirpato il figlio e l’ha buttato via».

Incredibilmente, nonostante il rischio di una denuncia per diffamazione, Libero non rettifica la notizia e non lo ha fatto fino ad oggi, a quanto si legge.

La cosa arriva in tribunale, dove Sallusti non rivela il nome di Dreyfus , dunque, si fa volontariamente carico sia delle affermazioni diffamatorie sia della non identificazione del colpevole ‘primario’.

Come prevedibile, Sallusti viene duramente condannato al carcere per circa due anni.

Una storia che ha poco a che vedere con la libertà di opinione e che, invece, è ben esemplare i cosa sia la diffamazione a mezzo stampa e l’intralcio alla giustizia.

Intralcio alla giustizia?

Forse, anzi probabilmente, visto che solo a sentenza conclusa ed ormai ‘al sicuro’, il parlamentare Renato Farina ammette di essere lui Dreyfus.

Un Renato Farina, che, all’epoca dei fatti, non era protetto dall’immunità parlamentare, era stato appena condannato per favoreggiamento (condanna a sei mesi con patteggiamento) e radiato dall’Ordine dei Giornalisti.
Lo stesso che, poi, verrà condannato, nel 2012, in rito abbreviato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di falso in atto pubblico.

Quello coinvolto nell’inchiesta sul rapimento dell’ex imam di Milano, Abu Omar. Il parlamentare che ha fatto visita in carcere a Lele Mora, detenuto per bancarotta fraudolenta, insieme ad un’altra persona che non era autorizzata ad accedere al penitenziario.

Un Renato Farina che, senza l’ostinato silenzio di Sallusti, molto probabilmente oggi non sarebbe un parlamentare, visto che la vicenda avvenne ben prima delle Elezioni Politiche del 2008.

Sallusti non andrà in carcere a causa di quanto si scrive sul suo quotidiano, ma dovrà farlo, si sperà, per aver pubblicato una notizia di cui erano già acclarate la falsità e le potenzialità diffamatorie. Forse, anche per essersi rifiutato di fornire il nome dell’autore, che scopriamo essere non un giornalista, ma un pregiudicato.

Quanto alla libertà d’opinione, un conto è esprimere quanto si pensa o di cosa si dubita, un altro è pubblicare – diffamando familiari e magistrato e senza voler smentire – una ricostruzione sostanzialmente falsa di un triste evento che coinvolge una minorenne.

Già, una minorenne … che aveva diritto a tutta la riservatezza e la privacy possibile, ma non l’ha avuta.
Chissà cosa pensa ‘Valentina’ (nome posticcio agli atti del processo) di tutto quello che è accaduto e di coloro che hanno ‘giocato’ con la sua personale storia e con i sentimenti dei suoi genitori.

Qualcosa di orribile di cui, già da tempo, l’Ordine dei Giornalisti avrebbe dovuto farsi carico.

originale postato su demata

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4 Risposte to “Sallusti – Farina: tra libertà di stampa ed intralcio alla giustizia?”

  1. Giuseppe Del Giudice settembre 27, 2012 a 8:31 pm #

    Spiacente ma non sono d’accordo. Non si va in Galera per Diffamazione ma si paga una sanzione pecuniaria ed eventualmente una dell’Ordine dei Giornalisti. Allora Silvio Berlusconi avrebbe dovuto querelare per Diffamazione mezza Italia? Suvvia! E’ da vent’anni che la diffamazione a mezzo stampa non è l’eccezione ma la regola in questo Paese! La realtà è un altra: si chiama Sallusti ed il querelante è un Magistrato. Punto…

    • demata settembre 27, 2012 a 9:45 pm #

      Intanto, la legge vigente questo prevede, sia per il carcere in caso di diffamazione sia permette la possibilità per un direttore di non rivelare quella che non è una fonte ma un autore, per altro dimessosi-radiato dall’Ordine dei Giornalisti per fatti piuttosto gravi.
      Una legge che andrebbe riformata, ma che intanto c’è.

      • Paolo settembre 28, 2012 a 5:42 pm #

        Risposta impeccabile, nemmeno a me piace sta’ legge, ma tant’è… C’è solo una cosa per me poco chiara che vorrei capire. La responsabilità del Direttore è penalmente rilevante SEMPRE o solo nel caso di articolo non firmato? Voglio dire, che sarebbe successo a Sallusti se l’articolo diffamatorio fosse stato regolarmente firmato? Grazie.

      • demata settembre 29, 2012 a 4:16 pm #

        Non sono nè giornalista nè un legale.
        Da quello che ho capito Sallusti è responsabile di quanto pubblicato e NON smentito nè alla buona nè nei termini previsti dalla legge per la diffamazione.
        Riguardo il fatto di aver ‘coperto’ Dreyfus-Farina, credoche questo passi come ‘riservatezza della fonte’.
        Solo che questo comporta che il direttore si assuma in proprio anche la responsabilità dell’autore (visto che non è autore ma fonte), salvo che questo non implichi reati più gravi, come ad esempio il favoreggiamento o l’intralcio alla giustizia.
        Quanto all’Ordine dei Giornalisti, dato che era ed è coinvolta una tredicenne, doveva prendere seri provvedimenti già da tempo.

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