Fornero, Amato ed i danni collaterali

17 Set

Giorni fa, un mio carissimo amico 67enne mi ha contattato per chiedermi un prestito. Nulla di eccezionale: qualche migliaio di euro.

Sapendo che era stato pensionato al 31 agosto per sopraggiunto limite di età, mi è venuto spontaneo chiedergli quando gli avessero pagato la pensione e di star tranquillo che sarebbero anche arrivati gli arretrati.

Con mia somma sorpresa, mi son sentito rispondere che era stato esodato e che da settembre a dicembre venturo era di fatto un indigente, ovvero era privo di un reddito.

Sono rimasto di stucco e gli ho chiesto se il suo fosse un caso singolo, un’anomalia, specialmente considerando che il mio amico è un (ex) professore universitario – esimio e benemerito – con 42 anni di servizio riconosciuti presso le Università degli studi italiane, un passato al Massachussets Institute od Technology e una parziale doppia pensione per le ricerche svolte al CNR.

La risposta, drammaticamente breve, è stata: ‘mica sono il solo’.

Parliamo di un uomo di 67 anni, con 42 anni di contributi versati, che viene costretto a lasciare il lavoro, privandolo del suo sostentamento, e contemporaneamente gli si nega non solo l’accesso a quanto ha messo da parte, versando contributi obbligatori, ma addirittura gli si cassano quattro mensilità dovutegli.

Non so se e quante leggi si siano violate, ma la Costituzione, di sicuro, prevede altro.
E, dopo una tale vergogna ed iniquità, che nessuno venga a dirci che una Patrimoniale avrebbe significato mettere le mani nei portafogli dei cittadini … come vediamo lo fanno ugualmente e solo a carico di chi non può difendersi.

Anche perchè, sarà sfuggito a molti, Giuliano Amato, il riformatore delle pensioni, è stato interpellato dal pubblico durante il Festival del Partito nazionale riguardo le pensioni. Ebbene, dinanzi ad un pubblico tra lo sbalordito ed il pietrificato, Amato è riuscito ad ammettere il proprio rincescimento, ma solo perchè trovava ingiusto percepire una pensione (circa 150.000 euro annui, sembrerebbe, più rimborsi e vitalizi parlamentari, nonchè consulenze ed eccetera) inferiore all’ultimo stipendio retribuito.
E quando dal pubblico, depresso e shockato, qualcuno ha ribadito ‘ma si rende conto che lei è un fortunato?’, Giuliano Amato, come riportano le cronache di sinistra, ha rifiutato il confronto ed è andato via.

Dunque, è lecito affermare che l’attuale governo sottrae risorse a pensionati ed indigenti per sostenere i debiti contratti dalla Cleptocrazia italiana (la cosiddetta Casta), evitando di denunciare i malfattori e garantendo la stabilità dei mercati.
Non è una ‘fanfaronata’ di Di Pietro o la ‘solita protesta’ di Camusso, questa è la realtà, la nuda e cruda realtà.

Purtroppo, quanto avvenuto a Reggio Emilia con Giuliano Amato, deve farci porre un altro quesito ormai ineludibile.
E’ lecito affermare che la generazione dei 60-80enni, che ha scritto o votato come governo le diverse riforme (downgrade) pensionistiche, ha ben pensato di tutelare i propri interessi, affermando principi a senso unico, salvaguardando pensioni d’annata o privilegiate e facendo in modo che tutte le ‘tagliole’ non intercettassero chi è nato prima del 1945-50?

Come anche, è lecito ipotizzare che non avremo qualcosa da dare neanche agli attuali cinquantenni senza privatizzare – almeno in parte – l’INPS e senza ricondurre a norma le pensioni ‘pre contributivo’?

originale postato su demata

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Una Risposta to “Fornero, Amato ed i danni collaterali”

  1. Gio' settembre 18, 2012 a 3:18 pm #

    Bene, la frase ‘governo ladro’ gira come una delle tante imprecazioni fiorite del comune e volgare (nel senso di volgo) da innumerevoli anni. Classica l’esclamazione: ‘piove, governo ladro’. Ma la parola cleptocrazia è semplicemente ‘fantastica’, una colta sublimazione del linguaggio popolare…
    La sintassi è volutamente deficitaria

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