Bioetica e la coscienza dei malati

30 Lug

Ecco alcuni passaggi del nuovo parere del Comitato nazionale di bioetica sul tema assai controverso dell’obiezione di coscienza per come riportati da La Repubblica.

Tutelare l’obiezione di coscienza per garantire il diritto alla vita. Per difendere chi, di fronte ai “diritti inviolabili dell’uomo”, e appunto la nascita, la morte, la malattia, pur in presenza di una legge dello Stato, “chiede di poter non adempiere a comandi contrari alla propria coscienza”.
Perché questa “disobbedienza”, che oggi riguarda in gran parte l’ambito sanitario, e soprattutto l’applicazione della legge 194, “è un diritto costituzionalmente fondato”. Anche se poi lo Stato è tenuto a garantire “l’erogazione dei servizi, con attenzione a non discriminare né gli obiettori né i non obiettori”.

Dunque, se in una Regione i medici son tutti obiettori, l’unica cosa da fare è tenerseli ed assumerne di nuovi, sperando che non obiettino anche loro due giorni o due mesi dopo.

Cosa ci sia di etico in tutto questo è difficile capirlo, visto che il principio dell’obiezione non si applica solo all’aborto ed agli anticoncezionali, ma anche al mantenimento in vita tramite macchinari, le cure di manteimento per malati terminali, i diritti che abbiamo quando si entra in sala operatoria, le prescrizioni di anticoncezionai e viagra vari, i farmaci antidepressivi o psicolettici e tutto il resto.

Cosa accadrebbe, ad esempio, se in un reparto od in una regione tutti i medici si convertissero ad uno di quei cristianesimi che rigettano le trasfusioni del sangue?

E quei tanti pazienti che, andati fiduciosamente dal medico di base, ricevessero il rifiuto a certe prescrizioni perchè ‘lui/lei è obiettore’? Cercarsi in fretta e furia un altro medico non è esattamente esercitare un diritto.

Ragion vorrebbe che chi obietta sia incompatibile con il servizio pubblico, come sarebbe da rimuovere un dirigente sanitario che destina ginecologi obiettori in un reparto dove si dovrebbero praticare le interruzioni di gravidanza.

Ma l’aspetto più ‘esaltante’ di questa etica della classe medica è quando “”chiede di poter non adempiere a comandi contrari alla propria coscienza”.

Nessuno dovrebbe sottostare a “comandi contrari alla propria coscienza” … a partire dai malati che lasciano un testamento biologico. O no?

originale postato su demata

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