La Sicilia, Lombardo, il crack e la marijuana

17 Lug

Posso capire il parossimo di chi pensava di ‘salvare l’Italia’ e si ritrova con amici e colleghi – Fondo Monetario Internazionale, Agenzie di Rating e Jet Set – che di giorno in giorno diventano sempre più dubbiosi, talvolta caustici, puntualmente drastici.

Ma leggere le news e scoprire che la Sicilia è a rischio crack, che Monti è in pressing e che ‘pretenda’ che «Lombardo confermi le dimissioni» è davvero un qualcosa di inaspettato.

Il buco è da 5 miliardi di euro, come certificato dalla Corte dei Conti.

La soluzione del Governo Monti? Gestire tramite un Commissario Governativo la Sicilia, quella insorta con i Forconi ed i blocchi stradali tempo fa, quella super-astensionista alle ultime amministrative, quella con decine di migliaia di precari semisussidiati dalla regione.

Praticamente gettare benzina sul fuoco. Specialmente, se questo accade mentre tra il Presidente della Repubblica e la Procura Antimafia di Palermo sussiste un conflitto costituzionale.

Anche perchè il bilancio della Regione Sicilia è “reso non trasparente da poste dubbie e residui inesigibili”, ovvero da contributi statali ed europei. Mai pervenuti o mai esistiti resta ancora da chiarire e farebbe una certa differenza.

“Tanti crediti inesigibili, i famosi residui attivi, sui quali si regge il bilancio. Penso ai famigerati cantieri di lavoro che hanno dato una mancia a 20 mila persone per un mese o due. La Regione anticipava i soldi iscrivendo a bilancio un credito verso i fondi Fas, fondi che non ci sono più e che non avrà mai”.

A denunciarlo è il numero due di Confindustria, Ivan Lo Bello, una vita nella lotta al racket e alla corruzione, che tiene a ricordare come “il problema non è solo Lombardo. C’è un pezzo della società siciliana che non ha colto i segnali. Il paradosso riguarda direttamente i ventimila dipendenti regionali. Nessuno di loro si rende conto del rischio che corrono. Come i pensionati della Regione pagati qui direttamente”.

“La Sicilia rischia di diventare la Grecia del Paese e il Paese deve intervenire anche superando gli ostacoli di una Autonomia concessa nel dopoguerra”.

Più chiaro di così non si poteva, ma  nessuno dice se la Sicilia riceverà comunque gli aiuti finanziari che le sono indispensabili, se ci saranno come atteso licenziamenti e mobilità, se la Mafia starà a guardare …

Intanto, dalla Sicilia arrivano le prime reazioni.

Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea della Regione Sicilia, parla di “forma inusuale e anomala” e precisa che “faremo in modo di acquisire le motivazioni quanto prima possibile”.
Per Carmelo Briguglio, vice presidente dei deputati e coordinatore siciliano di Fli, la lettera del presidente del Consiglio è “una gaffe istituzionale” ed è “irrituale”, oltre a violare “le regole fondamentali dell’autonomia regionale e della democrazia politica”.
L’assessore regionale all’Economia della Sicilia, Gaetano Armao, replica seccamente che “in Sicilia non c’è alcun rischio default”.

Se son rose fioriranno, ma chi semina vento raccoglie tempesta …

originale postato su demata

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2 Risposte to “La Sicilia, Lombardo, il crack e la marijuana”

  1. maria cannella luglio 18, 2012 a 12:16 pm #

    subito pronti a parlare …..quando si tratta della sicilia!!!!!!!!! ma vi siete mai chiesti veramente perchè succedono certe cose? io non difendo nessuno ma vedendo i telegiornali queste cose non succedono solo in sicilia…anzi è uno schifo!!!!!!!!!! sapete che in sicilia ci sono gli esseri umani? o pensate che sono tutti mafiosi? c’è gente meravigliosa e onesta è c’è anche tanta storia …io personalmente sono di siracusa andate a vedere cosa abbiamo ! sono orgogliosa delle mie origini è di quello che nella mia città ci hanno lasciato i nostri antenati (vi parlo di prima cristo) templi teatri catacombe ecc ecc ,naturalmente di questo non si parla mai!!!!!!!!!vi ricordate di archimede? indovinate da dove veniva? scusatemi del mio sfogo ma sono stanca di sentire certe cose,scusatemi anche per gli errori ortografici…sono una siciliana un pochino asinella ma onesta è fiera di essere sicula, grazie per l’attensione

    maria cannella

    • demata luglio 18, 2012 a 3:29 pm #

      Infatti, il post ed il titolo erano ironici, come se solo in Sicilia ci fosse il deficit, come se solo la Regione Sicilia e non anche qualche ministero rischiano il default … e come se si potesse commissariare la terra di Arturo.
      L’unica questione concreta, da qual poco che si capisce, è che i Siciliani si devono svegliare e che devono vigilare su quello che accade nella propria isola e quello che arriva dal Continente.

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