Gemelli, l’abisso dei licenziamenti?

13 Lug

Più di un mese fa, ribalzava sulle cronache la notizia, dopo il San Raffaele di Milano, di crash finanziario dell’Istituto Dermatologico dell’Immacolata – San Carlo di Nancy e del Policlinico Gemelli, ambedue ospedali ‘cattolici’ romani. Difficile parlare di fallimento, ma che le situazioni fossero molto critiche era chiaro a tutti.

Il tutto accadeva proprio mentre anche l’IFO Regina Elena – San Gallicano – un ospedale nato da un appalto particolarmente scandaloso – veniva travolto dall compromettente acquisto, a prezzi esorbitanti, di alcune proprietà del San Raffaele con fondi stanziati dall’allora ministro della Salute Ferruccio Fazio, già dirigente dell’ospedale di Don Verzè.

Al di là di ogni più che opportuna riflessione sull’etica ed il modus operandi degli ospedali cattolici, ad un mese di distanza qualche nodo viene al pettine.

Infatti, come riporta OKRoma, ma non la stampa e le televisioni nazionali, “spunta anche l’ombra della mafia nell’inchiesta che sta coinvolgendo e travolgendo l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata e l’ospedale San Carlo di Nancy, entrambi sull’orlo del fallimento per un buco nel bilancio di circa 600 milioni di euro. Giuseppe Incarnato, direttore generale del polo sanitario dallo scorso 4 aprile, ha confessato agli inquirenti di aver ricevuto minacce di morte da esponenti della ‘ndrangheta, probabilmente per aver tagliato i vecchi fornitori e cancellato gli sprechi nei due ospedali gestiti dalla Congregazione dei figli dell’Immacolata Concezione.”

Viceversa, al Policlinico Gemelli la situazione è complessa ‘di per se’ e non a causa di loschi affari.

Infatti, il ‘Policlinico Gemelli’ non è solo un ospedale ‘pubblico’, non è solo una facoltà di medicina, non è solo una clinica convenzionata, non è solo una struttura alberghiera, non è vendibile così com’è, non è sostenibile così com’è.

Inoltre, la nascita della Clinica Columbus come centro ‘d’elite’ ha provocato, come diretta conseguenza, un progressivo depauperamento delle eccellenze nel Policlinico Gemelli, per altro affidato ad un ristretto gruppo di professori ultrasessantenni dell’Università Cattolica che, come al solito, non hanno finora facilitato nè il ricambio nè l’innovazione.

Naturalmente, nessuno ha voglia di (ri)portare il sistema di eccellenze della Columbus nel Policlinico, riqualificando l’ospedale e la facoltà medica, e così accade che il Gemelli non trovi altro da fare che decurtare il proprio personale di circa 500 unità – così sembrerebbe – ma con dei criteri decisamente sorprendenti.

Infatti, ai docenti senior già pensionabili da anni si è proposto, in qualche caso, il pensionamento volontario, ma senza grandi esiti. Super professionisti spesso ‘datati’ che guadagnano tre-quattro volte un infermiere ed almeno il doppio di un medico quarantenne con un’esperienza ventennale e, non di rado, internazionale.

Dunque, accadrà che andranno via un bel po’ di infermieri e portantini (tra i 100 ed i 150?), ma la grande fetta sarà composta dai tecnici e dai giovani medici (88 secondo quanto riporta Il Messaggero).

Incredibile, vero?  Chiunque pensionerebbe 20 medici ‘alquanto datati’ per mantenere al lavoro 45 giovani ed eccellenti professionisti.

Purtroppo, nella città dei Papi ottuagenari, ‘dismettere un costoso e datato professionista’ equivale a pronunciare la peggiore eresia e ne sappiamo qualcosa tutti con la riforma pensionistica di Elsa Fornero, evidentemente contagiata all’istante, visto che prima di arrivare nella Capitale scriveva il contrario di ciò che ha legiferato.

Resta da capire cosa ne sarà del Policlinico Gemelli e della Facoltà di Medicina, dopo un intervento gestionale così penalizzante verso le nuove leve ed i pazienti. Certo è che, senza un intervento diretto dell’Università Cattolica di Milano e/o delle gerarchie ecclesiastiche, è ben difficile che il ‘gioiello’ di Padre Agostino Gemelli possa ritornare all’eccellenza di una volta.

originale postato su demata

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2 Risposte to “Gemelli, l’abisso dei licenziamenti?”

  1. P. luglio 13, 2012 a 4:55 pm #

    professoroni datati e iperpagati andranno a cambiare le padelle e i pannoloni ai pazienti..

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