Partito Democratico: un partito populista di centrodestra?

10 Lug

Il Partito Democratico ha convocato una “prima assemblea di discussione’ affinchè «il Pd porti l’agenda Monti nella prossima legislatura». L’assemblea si terrà a Roma, venerdì 20 luglio alle ore 16.30, presso le Scuderie di Palazzo Ruspoli, una sede principesca – è il caso di dirlo – che ospita  eventi e si trova praticamente di fronte al Fendi Shop.

Promotori dell’iniziativa sono i parlamentari Alessandro Maran, Antonello Cabras, Claudia Mancina, Enrico Morando, Giorgio Tonini, Magda Negri, Marco Follini: il nocciolo duro della ‘corrente’ dalemiana nel partito.

I contenuti della convocazione sono a dir poco interessanti, dato che – nella loro stringatezza e semplicità – riassumono il PD-pensiero e liberano da ogni equivoco sia i partner del Patto di Vasto sia il popolo meridionale in cerca di autonomie.

Il governo Monti ha assunto un ruolo da protagonista in Europa. Dagli interventi immediati per far fronte all’emergenza, fino a un nuovo ambizioso piano di unione fiscale, finanziaria e politica, sono le proposte e le iniziative italiane a informare di sé il confronto, le possibili soluzioni, le tappe di un credibile percorso di avvicinamento agli obiettivi.”

Veramente, è il solo Mario Monti ad avere un seguito in Europa e ci mancherebbe altro, visto che si tratta di un (ex) superconsulente della Goldman Sachs, suggerito da Obama e Merkel e scelto da Napolitano.
E’ interessante leggere che anche il nostro Partito Democratico abbia partecipato a quella che alcuni già chiamano cospirazione e che, ad ogni modo, rappresenta una sospensione della democrazia, fosse solo perchè nessuno si prende la briga di redigere una nuova legge elettorale.

I termini essenziali dell’agenda riformatrice dei prossimi mesi sono chiari: incisiva e coraggiosa revisione della spesa pubblica, per conseguire il pareggio strutturale di bilancio, per ridurre l’imposizione fiscale sul lavoro e l’impresa, per tornare a investire sulla formazione del capitale umano, sulla ricerca e sull’infrastrutturazione del Paese, per introdurre maggiori elementi di equità intergenerazionale nel sistema del welfare, affrontando la fase transitoria attraverso soluzioni coerenti e non regressive, rispetto alla logica della riforma.

In breve, si chiede di mettere a posto i conti e di continuare a sprecare denaro “per tornare a investire sulla formazione del capitale umano, sulla ricerca e sull’infrastrutturazione del Paese”, ovvero finanziare i mille carrozzoni della Casta. Di riformare la Giustizia o di riqualificare la Sanità o l’Istruzione neanche l’ombra. Di disoccupazione, lotta alla mafia e Meridione nessuna menzione.  Il sistema del welfare resterà clientela e ‘panem et circenses’.

Il proposito espresso da Follini, Maran, Negri, Cabras e altri è che “obiettivi e principi ispiratori dell’agenda del governo Monti – collocati dentro un disegno almeno decennale di cambiamento del Paese – possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di sé anche la prossima”. Un proposito che, secondo i parlamentari del PD, “corrisponde alle aspettative della maggioranza degli italiani.”

Che Vendola, Di Pietro, Orlando, De Magistris, autonomie e partiti del Sud intendano il messaggio, ma lo intendano soprattutto Berlusconi ed Alfano: il PD si appresta a conquistare l’elettorato moderato del Centrodestra, con lo slogan ‘o noi o l’instabilità”.

E lo intendano anche gli elettori del Partito Democratico, prendendo atto che anche nel partito c’è l’esigenza di chiarire le “ambiguità sul giudizio circa l’azione svolta fino a oggi dal governo Monti“, dato che “si sono troppo spesso accompagnate critiche aspre e manifestate intenzioni di revisione” e che il “già deliberato aumento delle aliquote Iva finirebbe per approfondire la recessione in atto“.

Se ci sono ‘ambiguità’, se si deve dar risposta ad ‘critiche aspre’ e se l’aumento dell’IVA sarà dannoso, perchè sostenere a spada tratta questa azione di governo e non, viceversa, ‘emendarla’ in Parlamento?
Se “centrare l’obiettivo del pareggio strutturale” è un dogma da attuare anche senza ridurre i costi della Casta, perchè, anzichè al disastroso aumento dell’IVA, non ricorrere ad una Patrimoniale, che certamente non rappresenterebbe una “inaccettabile inversione della direzione di marcia“?

Forse perchè una Patrimoniale violerebbe il ‘dogma’ dell’intoccabilità della proprietà privata, come una riforma delle pensioni d’annata avrebbe intaccato il principio dei ‘diritti acquisiti’?

Mario Monti come Margaret Tatcher od i Chicago Boys in versione socialdemocratica?  Il Partito Democratico si prepara a raccogliere l’eredità del PdL di Silvio Berlusconi?
Sembrerebbe proprio di si.

originale postato su demata

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