Il partito antispread, per un’Europa ‘civile e responsabile’

9 Lug

L’avevo detto ‘io’ … Mario Monti non aveva le risorse per superare il Ferragosto e solo un cambiamento (rimpasto?) reale od una manipolazione delle regole – la solita pubblica opinione mal trattata – avrebbe potuto consentirgli di arrivare a Natale, ovvero a fine legislatura.

Il cambiamento reale – ovvero il rimpasto di governo e lo ‘spazio alla politica’ – non c’è stato, ma il ‘gioco delle tre carte’ si, quello si.

Così andando le cose, ci ritroviamo – a luglio, come l’anno scorso, allorchè iniziò l’avventura dei tecnici del Potere al potere – nel caos generalizzato.

Prima si annuncia un deficit sui conti di svariati miliardi di euro e si propone di innalzare l’IVA in un paese in piena recessione, con disoccupazione ed inflazione in crescita. Le cause? I soliti evasori …

Poi, si predispone una spending review che nella forma e nella sostanza sembra proprio essere una manovra correttiva. Una cosa che un governo tecnico e così arrogante non dovrebbe permettersi, se non fosse che al PD tutto quel che accade non leva troppo consenso e, soprattutto, non intacca il potere ‘reale’, quello negli enti locali e nelle aziende collegate. Dunque, ‘evviva Mario Monti’,  sobrio “giansenista” ed austero “riformatore”.

Infine, la manovra correttiva chiamata ‘spending review’ prende forma nella sua interezza: 22 miliardi di euro, soldo più soldo meno. Una cosa da piangere, se non fosse per l’assoluta follia di quello che è accaduto dopo, nel corso di questo fine settimana.

Come non ammirare l’equilibrismo di Pierluigi Bersani, che riesce a dire tutto ed il contrario di tutto: «Nel decreto ci sono cose buone e le appoggeremo con convinzione. Ci sono anche cose da correggere. Quello che soprattutto non va riguarda il taglio delle risorse agli enti locali, già troppo indeboliti, e l’intervento sulla sanità. In particolare, per ciò che riguarda la sanità, l’errore è prima di tutto tecnico. Si rischia il bis della vicenda esodati».

Il problema, dunque, non sono i 14.000 posti letto che verranno tagliati in un paese dove si attendono mesi per un banale intervento chirurgico e dove chi usa farmaci ‘salva vita’ non può scegliere la struttura di ricovero. Il problema di Bersani e del PD tutto sono i medici ‘esodati’ …

Il problema del Partito Democratico è il “taglio delle risorse agli enti locali”, proprio quelli che, ogni anno, spendono 2,5 miliardi di euro in stipendi e spese dei consiglieri di amministrazione degli enti strumentali … quelli che hanno bisogno di migliaia di consiglieri e relativi impiegati per manutentare le strade provinciali e gli istituti superiori …

Preso atto che le Province restano ma le sedi giudiziarie no, ritorniamo a Mario Monti ed alla follia in cui ci ha portati, che i bizantinismi del Partito di Massimo D’Alema non possono nascondere e che trova conferma in ben altre affermazioni, ben più esplicite, di questi giorni.

“Abbiamo vissuto 30 anni da cicale, ora dobbiamo iniziare a pensare da formiche, anche se l’obiettivo del pareggio di bilancio mi sembra ampiamente esagerato. Dobbiamo anche evitare la macelleria sociale, ma si deve razionalizzare e semplificare la P.A. perché abbiamo ridondanze che vanno eliminate”. (Giorgio Squinzi)

“Mi permetto come esponente del governo di invitare a non fare il danno delle imprese, dichiarazioni di questo tipo, come avvenuto nei mesi scorsi, fanno aumentare lo Spread, i tassi di interesse a carico non solo del debito pubblico, ma anche delle imprese”. (Mario Monti)

“Dichiarazioni come quelle di Squinzi, sia nel merito che nel linguaggio, non si addicono a un presidente di Confindustria, fanno male e sono certo che non esprimano la linea di una Confindustria civile e responsabile”. (Luca Cordero di Montezemolo)

Per il presidente di Confindustria, il problema è quello di mettere in atto delle riforme sostenibili dal paese, intervenendo con una almeno minima equità (imposta patrimoniale?) ed eliminando gli sprechi della politica.
Per il capo del governo, la questione si pone tutta in termini di spread che aumenta (sic!), un moloch che, però, poco dipende da noi, specialmente dopo che la BCE di Mario Draghi, come la FED, ha praticamente azzerato il costo del denaro.
Per l’erede più famoso di una delle più grandi fortune italiane, è un problema di ‘civiltà e responsabilità’ se disturbare o meno il ‘conducente’ … cosa mai dovevamo aspettarci?

Intanto – non iniziate a ridere o piangere fragorosamente – i sondaggi raccontano che gli italiani sarebbero ben felici di vedersi ridurre i servizi pur di pagare meno tasse … e La Repubblica titola “Monti, missione per salvare l’euro: “Io al governo nel 2013? Sto valutando. Non farei il bene del governo se dessi adesso una disponibilità” … … …

originale postato su demata

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