Ritardati pagamenti: il Governo si muove

22 Mag

Sarà che si avvicinano le elezioni, sarà che c’è poco denaro circolante, Mario Monti, finalmente, ha annunciato una mossa che, se andrà in porto, porta un duro colpo a corrotti, inadeguati e speculatori.

Siamo parlando dei ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione e del recepimento della Direttiva Europea apposita, in scadenza a marzo del 2013.

Una ‘manovra’ che metterà in pagamento, ovvero in liquidità, quasi 30 miliardi, secondo le stime, che a loro volta, si spera, andranno non solo ai ‘grandi creditori di Stato’, ma anche alle aziende ormai in difficoltà e lavoratori allo stremo. Un dubbio legittimo visto che i crediti per le grandi infrastrutture andrebbero direttamente a rimpinguare le casse delle banche (ad esempio l’Intesasapaolo, ‘cara’ a Fornero e Passera, come per il Ponte sullo Stretto di Messina) .

Anche se così andasse e per quest’anno la gran parte dei pagamenti beneficiassero le grandi lobby, alla lunga l’effetto di queste norme potrebbe rivelarsi particolarmente benefico per una discreta quantità di motivi:

  1. minor spesa per interessi da parte delal Pubblica Amministrazione;
  2. minori carichi di lavoro per il sistema giudiziario
  3. minore discrezionalità da parte dei pubblici funzionari
  4. maggiori obblighi per gli amministratori pubblici in sede di bilancio
  5. minori somme stazionanti nei conti correnti, ovvero presso le banche
  6. minori speculazioni nel settore del recupero crediti
  7. maggiore stabilità delle aziende fornitrici
  8. maggiori tutele per i dipendenti delle aziende fornitrici

La puntualità dei pagamenti è, anche, un elemento primario di attrazione per i capitali esteri.

Vedremo se lobbies e partiti daranno un segnale di celerità nell’approvazione di queste norme contro i ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione.

E vedremo anche se Mario Monti avrà voglia di affermare la propria onestà intellettuale non solo ripristinando i ‘pagamenti a 60 giorni’, ma vorrà anche entrare nel merito del Patto di Stabilità, che congela risorse locali già esistenti e che non è, ormai, nè realistico nè affidabile nè utile, con tutti i cambiamenti demografici, produttivi ed economici avvenuti nell’ultimo quinquennio.

originale postato su demata

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