IMU: andare indietro invece che in avanti

2 Apr

Una cosa che proprio i “liberisti” non riescono a spiegare è perchè non siamo rimasti con un sistema finanziario e produttivo come era quello antecedente alle Reaganomics e del Tatcherismo degli Anni ’80, che qualcuno vorrebbe storicizzare come “modelli di successo”.

Infatti, all’incirca tra il 1975 ed il 1980, il mondo “avanzato” – sono i dati pro capite a raccontarcelo – consumava molto di meno, i balzelli e le burocrazie erano meno tortuose, il cibo più naturale, il tempo destinato al lavoro ed allo stress era minore, il salari in proporzione migliori.

Anche il cibo era migliore e, soprattutto, più fresco, la gente sembrava più felice, il “sistema” era più semplice, i diritti più chiari, le sentenze più rapide e certe, la scuola più formativa e di treni ce n’erano di più.

I servizi non erano molto migliori di oggi, ma erano a misura d’uomo, le opportunità di un lavoro con delle prospettive forse maggiori ad oggi. Buche stradali, sicurezza, traffico e trasporti pubblici tanti di meno e senza il balzello dell’IMU.

L’unica cosa che è migliorata è l’aspettativa in vita per i malati di tumore, ma solo grazie ad una ricerca che sosteniamo privatamente, con le donazioni alle fondazioni apposite.

Intanto le tasse aumentano, anzi si sovrappongono come per l’IMU, le ore di lavoro pure, se ne si ha uno, e gli anni di contributi necessari a pensionarsi anche, sempre che non facciate parte dei 4 milioni di malati cronici e “rari” del nostro paese.

Dunque, non sembra affatto che il Liberismo abbia ottenuto degli effetti benefici nel trentennio trascorso, se non per aver dilazionato il giorno in cui Cina e Terzo Mondo potranno raggiungere un benessere paragonabile al nostro, innescando una competizione “pericolosa” per i mercati e per la pace.

Anzi, perchè non chiederci se la via intrapresa “dai liberisti” non sia del tutto “errata”, visto che la tendenza appare inversa, a tener conto che Cina, India e Germania liberisti non sono. I consulenti finanziari delle oligarchie saranno anche bravissimi, faranno anche arricchire pochi a discapito di tanti, ma il “dono profetico” è un’altra cosa ed errare humanum est.

D’altra parte, a chi mai può sembrare sensato portare il prelievo fiscale italiano a circa il 60% del reddito, come accadrà con l’inroduzione dell’IMU non accopagnata dalle dovute riduzioni di aliquota su quanto dovuto allo Stato?

A Mario Monti e colleghi, oltre che a non si sa ancora quanti parlamentari … magari per, poi, anunciarci che c’è recessione.

originale postato su demata

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