Alla fine ha vinto lui

22 Mar

“Merah ha venduto cara la pelle, alla fine ha vinto lui”, con queste parole l’inviato Paolo Berizzi da Tolosa per il Corsera, ha tratteggiato l’epilogo tragico dell’assedio a Mohammed Merah, il jihadista di Tolosa.

”L’assalto delle teste di cuoio è durato tre interminabili minuti. Il terrorista ha reagito con violenza, aveva detto di voler colpire più persone possibili: così ha fatto. E’ morto combattendo, da jihadista come si era presentato”.

Un atteggiamento che, in Francia e nel Maghreb, avrà un grosso impatto emotivo, dato che il giovane francoalgerino ha agito, nel condurre il suo piano, più o meno come operavano i suoi padri contro i francesi durante la Guerra d’Algeria.

Lo volevano prendere “vivo” per processarlo, l’avevano chiamato “serial killer”, “psicopatico”, “disadattato”. Era solo un semplice “jihadista” e l’ha dimostrato.

Jihad, una realtà “di lotta” ma anche una condizione dello spirito, che faremmo bene a comprendere meglio, invece di confinarla nel Talebanistan … visto anche che ce l’abbiamo (e ce l’avremo) nel cortile di casa.

La Jihad è una “guerra per la purezza dell’uomo”, almeno stando alla tradizione sunnita, e non è mica detto che sia necessariamente contro l’Occidente od i Cristiani.
Non a caso, Mohammed Merah non ha colpito “caucasici” o cristiani, pur essendo islamico ed etnicamente maghrebino …

originale postato su demata

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