Corruzione? No, è concussione

16 Mar

Con l’espressione “corruzione” si intende il comportamento di un pubblico ufficiale che riceve denaro od altre utilità che non gli sono dovute.  La concussione consiste nel farsi dare o nel farsi promettere, per sé o per altri, denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione.

Nel primo caso, il pubblico ufficiale è vittima “compiacente” del corruttore, nel secondo caso è corrotto e corruttore. E, se in uno stato prevalesse un sistema politico incontrollabilmente corrotto – una “cleptocrazia” – non resterebbe altro da fare che prender atto che è la concussione a dilagare, e non la corruzione.

Ad esempio, andando oltre la definizione molto limitata che il Codice Penale italiano da alla “concussione”, sia lo schema di finanziamento dei partiti emerso con Tangentopoli sia i vari scandali che stanno coinvolgendo il Partito Democratico, mostrano un quadro “operativo” in cui l’appalto, la fornitura, la promessa elettorale, il “piacere” sono sempre stati finalizzati all’ottenimento di “denaro od altra utilità” per se stessi, per sodali, per l’organizzazione di riferimento.

Dunque, come da tradizione latina e greca, è la concussione il male e non la corruzione, che ne è l’effetto. Il “virus” è colui che, pur avendo ottenuto fiducia, consenso, onori e prebende, si dedica all’interesse personale e del clan, piuttosto che a quello collettivo. Gli eventuali corruttori che vadano a solleticare appetiti inconfessabili sono il tessuto infetto e non l’agente primario: da bonificare, certamente, ma fisiologici in una società mercantile.

Non è un caso che i pochi – anzi pochissimi – paesi dove la corruzione ha poco appeal sono quelli anglosassoni, dove, notoriamente, i politici ed i dirigenti pubblici si dimettono anche per una multa non pagata o poco più.

Non sarà, dunque, l’incremento delle pene o l’allargamento della casistica d incidere sul dilagare della corruzione nel nostro paese, come non lo sono le pene draconiane (lavori forzati e pena di morte) già in vigore in molti paesi più corrotti del nostro.

L’unica soluzione è la rapida espulsione dal sistema del “virus”, il concusso, e questo è possibile solo grazie all’applicazione rigida di regolamenti interni e codici deontologici, come nei paesi nordeuropei, e non tramite la giustizia ordinaria, che ha tempi ben diversi.

Non c’è da meravigliarsi se, tra i tanti annunci, si parla di eliminare o derubricare il reato di concussione …

originale postato su demata

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