Un Giorno della Memoria anche per il Sud

27 Gen

Il Giorno della Memoria, a Sud, è un giorno “speciale”, vuoi perchè i Nazisti li cacciammo senza l’aiuto degli Alleati e senza scappare in montagna, vuoi perchè quelle facce smunte dietro i reticolati ce ne ricordano altre.

Anche noi Meridionali abbiamo una memoria e, trascorso il Centocinquantenario ed i suoi fasti, sarebbe il caso di indire un giorno “a nefasta memoria”.

Per ricordare le centinaia di migliaia di morti,  caduti nei campi di concentramento sabaudi, mitragliati come briganti, seppelliti sotto le macerie di un villaggio raso al suolo per rappresaglia, fucilati sul posto per non essersi inginocchiati al passaggio delle truppe del Nord.

Per non dimenticare  l’enorme bottino in oro e rendite, indispensabile alla nascita dell’industrialesimo padano, che venne asportato non al re Borbone, ma alla gente comune, tramite gli espropri, i saccheggi, l’introduzione della cartamoneta.

Per ricordare l’immediato raccordo tra potere “straniero” e criminalità locale, ampiamente documentato sia per quanto riguarda il Napoletano sia per quanto relativo il Palermitano, che portò al crollo dell’economia meridionale ed all’instaurarsi di Mafia e Camorra.

Per non dimenticare la rinuncia ad una qualsiasi politica mediterranea, in cambio della benevolenza delle allora nascenti corporation, e della cancellazione del trasporto via mare, al fine di creare un asse commerciale Roma-Bologna, indispensabile per portare un po’ di ricchezza nel Centro Italia roccioso ed impervio.

Per prendere semplicemente atto – visitando Napoli, Palermo, Otranto, Cosenza, eccetera – che il Meridione era ricchissimo ed efficiente fino a 150 anni fa e che “inspiegabilmente”, da un giorno all’altro, è diventato il contrario di quello che è stato per almeno duemila anni …

Anche il Meridione dovrebbe avere il suo “Giorno della Memoria”.
Ma non ce l’ha.

originale postato su demata

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Una Risposta to “Un Giorno della Memoria anche per il Sud”

  1. salvatore gennaio 27, 2012 a 11:33 am #

    purtroppo caro amico mio,la storia la scrivono i vincitori e non i vinti. questa è la mia amara constatazione,è avvilente che io ,lei e pochi altri sappiano la verita’ su quello che è realmente successo 150 anni fa’.cionondimeno non disdegno mai di parlare e diffondere la nostra gloriosa storia anche se so’ che è una lotta impari,l’establishment politico economico e culturale del paese non ammettera’ mai l’ abominio compiuto ai danni di una nazione pacifica e prospera come il regno delle due sicilie.il problema piu’ grande è dissolvere l’oblio caduto su tutta la nostra storia ma io non demordo e mi rincuora leggere il suo articolo,significa che non tutto è perduto,la saluto cordialmente.

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