Per la Sicilia, per il Sud

22 Gen

La Sicilia è totalmente ferma da una settimana.
Sembra l’alba di un day of rage, quasi come due giorni prima la cacciata di Ben Alì in Tunisia.
Niente benzina, poche merci sugli scaffali di quel poco che rimane aperto, zero trasporti, gente, tanta gente per strada.
.

Sigle poche, i soliti “ribelli” di destra e dei centri sociali, la mafia, se c’è, ancora non ci ha messo la faccia.

Una regione ricchissima e civile, una sorta di scrigno d’oro nel bel mezzo del Mediterraneo, ridotta da decenni e decenni alla fame da uno stato unitario, che sembra quasi che non sappia che farsene del Sud, se non fosse per le braccia ed i cervelli che hanno costruito la ricchezza di Roma e del Nord.

Come, ad esempio, l’HUB aereoportuale internazionale che dovrebbe stare in Sicilia e non a Fiumicino e ad Atene.
Oppure, come il traffico merci, che dovrebbe sbarcare tra Siracusa e Catania, per non far entrare le grandi navi e petroliere nel Tirreno.
O lo zolfo, gli agrumi ed il grano, che sono da sempre la ricchezza dell’isola, oltre al turismo, che potrebbe movimentare volumi ben superiori a quelli che viceversa beneficiano la piatta costiera adriatica.

Una Sicilia disastrata da una governance scellerata, che paga per intero il prezzo dell’assenza italiana nel Mediterraneo, del trasporto su gomma che arricchisce Torino e Bologna, di un turismo che, senza legalità, non potrà mai oltrepassare il Tevere.
Tra l’altro, una qualunque politica meridionalista avrebbe affrancato la Sicilia dall’oneroso trasporto su gomma, costruendo porti anzichè tentare il flop del ponte sullo Stretto.

E cosa fa il governo Monti? Nulla, tanto i media parlano di “protesta dei forconi” e non di società civile allo stremo.
Intanto, mentre Confindustria delegittima una protesta palesemente spontanea ed ancora relativamente pacifica, Marcegaglia chiarisce, molto inopportunamente, che è bene “lasciarli strillare” …

Speriamo che almeno il Parlamento decida di occuparsi di un forte e profondo malcontento, che potrebbe sfociare in risentimento popolare.

Anche perchè i manifestanti hanno annunciato che faranno riprendere il trasporto merci, ma confermano che la protesta in Sicilia proseguirà ”in maniera pacifica fino al 26 gennaio”, quando si terrà l’incontro tra governatore, governo e cittadini.
E dopo?

originale postato su demata

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