Scuola, addio causa di servizio

18 Gen

Il Decreto Monti (D.L. 201 del 6 dicembre 2011) vengono abrogati i cosiddetti “istituti per l’accertamento della dipendenza da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata.

Cosa significa?

Facendo, ad esempio, riferimento a casi effettivamente verificatisi, iniziamo a chiarire che parliamo anche di lavoratori anziani che, spintonati da alunno bullo e caduti malamente, si ritrovano con una frattura del femore e crisi di panico. Oppure di altri che, al rientro in servizio dopo essere stati distaccati e/o dopo un’ospitalizzazione, non trovano nè la propria sede nè quella dove avrebbero dovuti essere destinati. Oppure, ancora, quelli che dopo 20 anni in una scuola zeppa di eternit si ritrovano dopo altrettanti 20 anni con qualche tumore o malattia strana.

Non parliamo di eccezioni: ricordiamo che si tratta degli ambienti di lavoro chiamati scuole, che spesso non sono a norma e che i bulli, prima del ministro Fioroni, si chiamavano “disagio e/o delinquenza minorile”.

Tra l’altro, per la scuola e l’università non si applica l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. Infatti, il DPR 1124 del 1965 prevede che tale assicurazione sia obbligatoria solo per quei lavoratori che siano addetti od operino in ambienti organizzativi che comportano l’impiego di macchine, apparecchi o impianti. Dunque, solo i docenti che operano “in laboratorio” hanno tale copertura, come, infatti, precisa l’articolo 4 del Decreto.

E gli altri? E se i docenti di materie tecniche si dovessero infortunare in aula anzichè in laboratorio?

Cosa possono fare per tutelare i propri diritti verso un datore di lavoro che nicchia riguardo la sicurezza ed i finanziamenti necessari a garanrtirla?

Nulla, praticamente nulla.

Dal 2012, un docente che dovesse subire un danno fisico per causa di servizio non avrà altra alternativa che rivolgersi al tribunale ed avviare una costosa causa penale, che si protrarrà per anni ed anni con un farragginoso e difficoltoso accertamento delle competenze e delle responsabilità, che sono confusamente distribuite tra scuole, enti locali ed amministrazione periferica del MIUR.

Lo stesso docente, attenzione, sarà costretto a rimanere in cattedra finchè la sua vertenza non si sarà risolta, con costi rilevanti per le assenze e per le cure (aggravamento), oltre che una resa del servizio didattico decisamente inferiore, con la conseguenza diretta che la “riforma” potrebbe costare, a conti fatti, ben più delle cause di servizio che Monti ha abrogato.

La speranza? Una e sola.

Infatti, la norma va a colpire una categoria di circa 1,5 milioni di lavoratori, di cui una discreta parte dotata di buone o rilevanti competenze matematiche e sistemiche.

Sarà la volta buona che, oltre a questo blog, anche qualche accademico inizi a sollevare rilievi sul modus operandi di Mario Monti e sulla solidità dei suoi conti e dei suoi scenari?

originale postato su demata

Una Risposta to “Scuola, addio causa di servizio”

  1. Saro Abbate gennaio 18, 2012 a 12:31 pm #

    Per quanto di mia conoscenza, nel settore scuola i casi in cui le Commissioni medico-sanitarie provinciali concedevano “l’istituto per l’accertamento della dipendenza da causa di servizio” erano molto rari, avvenivano dopo lunghi e costosi iter burocratici e sempre per casi abbastanza gravi.
    Il Decreto Monti (D.L. 201 del 6 dicembre 2011) contribuirà ulteriormente ad incrementare il disagio di lavoratori che saranno ulteriormente penalizzati in un’attività professionale, sempre più a rischio per lo stress e la sindrome del burnout

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