Evasori: chi sono dove sono

10 Gen

Nel 1999, secondo le stime di Bernardi e Bernasconi, il volume di evasione fiscale relativa all’IRPERF dei “lavoratori autonomi, imprese individuali, società di persone” era pari al 68,5% della base imponibile, mentre l’IVA presumibilmente evasa era al 38%.

Il dato era confermato dallo studio di Bordignon e Zanardi che fissava all’84% l’entità degli evasori tra i lavoratori autonomi e, nel 2002, anche uno studio dell’Agenzia delle Entrate confermava indirettamente i dati di Bernardi e Bernasconi, stimando al 41% l’evasione derivante da “servizi alle imprese”, nel 27,7% quello del “commercio” e nel 17,3% quella del settore “servizi alle famiglie”.
In termini di localizzazione geografica, nel 1998, uno studio dell’Agenzia delle Entrate fissava una “graduatoria dell’evasione IRAP a livello regionale in termini assoluti (diffusione)” che poneva al primo posto la Lombardia ed al secondo il Lazio.

Questo il dato quantitativo della diffusione del fenomeno per categorie e territori, ma ancora più interessante, però, è quello per “intensità” del fenomeno.

Infatti, gli esiti delle verifiche su un campione rappresentativo di circa 500 società di capitali, per l’anno d’imposta 1997, dimostrò che il 94% dei soggetti avevano ricevuto contestazioni per evasioni fiscali entro i 5 milioni di Euro ed, addirittura, il 6% mostrava irregolarità per somme superiori ai 5 miliardi di Euro; allo stesso modo l’elusione fiscale.
Secondo uno studio di Secit del 2000, l’evasione contestata raggiunge il 6,5% della produzione nel Centro Italia, mentre nel Nord Ovest, Sud ed Isole si attesta intorno al 4% (con la Calabria e la Sicilia ben oltre tale valore), mentre nel Nord Est la linea d’ombra fu tale che lo studio riportava valori negativi.

Venendo ad oggi, secondo i dati di Contribuenti Italiani, nel 2011 l’evasione nel nostro paese ha raggiunto la vetta di 180 miliardi di euro l’anno (8,6% del PIL) sottratti all’erario. Il dato è confermato da Tax Justice Network, che stima in 238 miliardi di dollari USA l’evasione nel nostro paese.

Una cifra pesante, anzi pesantissima, se consideriamo che l’evasione fiscale nella Federazione Russa (143.474.000 abitanti) arriva a 221 miliardi di dollari.
Come dire che abbiamo un volume medio di evasione procapite pari ad una volta e mezza quello russo. Ed è tutto dire.

Ma dove sono gli evasori nostrani? Non a Cortina, non a Portofino, non ad Abano Terme e neanche tra i commercianti, salvo il settore “turismo”, ovvero alberghi, ristorazione e spiagge, che da soli evadono per 36 miliardi di Euro l’anno. (fonte La Stampa)

E’ nella falsa fatturazione e/o tra le prestazioni occasionali (professionisti, servizi, artigiani e nel lavoro nero degli immigrati e non) che va ricercata l’evasione, oltre che, come ovvio, nelle attività delle mafie e nei fondi neri della corruttela politica.

Intanto, c’è ancora chi se la prende con il piccolo “negoziante distratto” (ditemi voi quanto può evadere un gelataio …) e con i quattro turisti “finto VIP” che ancora frequentano qualche località turistica.

originale postato su demata

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