Scuola: le buone intenzioni di Profumo

5 Gen

“Concorsi, rilancio delle nuove tecnologie per la didattica, settimana corta, innalzamento dell’obbligo di istruzione, trasparenza e iscrizioni online, piano per il Sud e, soprattutto, stop ai tagli.”  Questo il programma del ministro Francesco Profumo per la scuola.

Tutto bene? No, anzi, tutto da verificare.

  • Nuovo concorso e giovani insegnanti: niente paura, si tratta dell’immissione in ruolo dei 247.000 precari della scuola. Una immissione che dovrebbe avvenire senza “ostacoli”, visto che per “diventare precario” il concorso devi averlo già superato e visto, soprattutto, che sono docenti che da anni ed anni lavorano per lo stesso datore di lavoro con contratti a termine, in barba a qualunque legge.
  • Settimana corta di cinque giorni per tutti: un bel problema per le famiglie, che avranno da “collocare” i figli al sabato, per le regioni che dovranno incrementare i trasporti, già adesso insufficienti, e per le grandi città, dato che tutti gli alunni e tutte le famiglie saranno per strada dalle 13,30 alle 14,30.
  • Piano per il Sud, che dirotti un miliardo di risorse europee in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Peccato che solo per risanare l’edizia scolastica ce ne vogliano almeno 3-4 di miliardi.
  • Tablet sui banchi, per i quali il ministro ha ipotizzato l’uso iniziando dai licei, dove notoriamente la capacità di utilizzo delle tecnologie, da parte dei docenti, è di gran lunga inferiore a quella degli istituti tecnici.
  • Obbligo di istruzione a 17 anni, che significa semplicemente congelare dietro i banchi per ulteriori due anni degli adolescenti che non hanno alcuna intenzione di completare gli studi, con ricadute sul menage familiare, sui compagni di classe e sulla qualità della didattica.
  • Stop ai tagli alla scuola … perchè c’era ancora qualcosa da tagliare?
  • Trasparenza e iscrizioni online: nulla di nuovo, si applicano le leggi che già ci sono …

Insomma, come al solito, siamo alle buone intenzioni: il ministro ne sa poco di scuola e di governance del territorio, gli uomini del MIUR che forniscono dati e supporto alle decisioni sono gli stessi della Gelmini, i soldi da spendere mancano come di consueto, la prepensionabilità di docenti anziani e poco innovativi resta un tabù.

originale postato su demata

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