Comitati di redazione: un’altra Casta

15 Dic

Il Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico, siglato dalla FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) dedica il dovuto spazio ai diritti ed ai compiti dei Comitati di Redazione, ovvero di quelle che si configurano come le Rappresentanze Sindacali Unitarie di base degli altri comparti.

Leggendo il contratto è possibile scoprire molte cose interessanti sugli “interessi”, soggettivi o di categoria, che vengono tutelati in favore dei giornalisti, tra cui la defiscalizzazione delle componenti accessorie della retribuzione, ma, soprattutto, ci permette di prender atto di quali siano i poteri riservati ai Comitati di Redazione.

Ad esempio, tocca ai CdR “controllare l’applicazione esatta del contratto di lavoro”, “intervenire per l’osservanza delle norme di legislazione sociale” e “tentare la conciliazione delle controversie individuali”.

Tre attività che, per analogia con gli altri contratti di lavoro, dovrebbero competere all’Ordine dei Giornalisti ed ai Tribunali del lavoro.
D’altra parte, l’idea che i sindacati “controllino l’applicazione esatta del contratto di lavoro” è del tutto folle, visto che sono parte in causa quali firmatari, per l’appunto, degli accordi.

Ma il potere dei Comitati di Redazione è molto più ampio.
Possono, infatti, esprimere pareri preventivi e formulare proposte sugli indirizzi tecnico-professionali e i criteri per la loro realizzazione, anche in rapporto alle esigenze dei singoli settori della redazione, l’utilizzazione delle collaborazioni fisse, gli orari, i trasferimenti, i licenziamenti.

Pareri che, in alcuni casi, sono obbligatori e che non trovano alcun riscontro nei contratti nazionali delle altre categorie e che rappresentano un notevole elemento di pressione su direttori e redattori non sindacalizzati, oltre che, soprattutto, hanno un pesante effetto riguardo le notizie pubblicate e commentate, ovvero sulla libertà e qualità di informazione.

Non non finisce qui.
I Comitati di redazione possono “esprimere pareri preventivi o formulare proposte su ogni attività che possa procurare pregiudizio alle specifiche prerogative dei giornalisti.”

Prerogative, mica diritti e doveri …

leggi anche Dalla parte di Enrico Mentana

originale postato su demata

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