Pensioni inique, meglio lavorare a vita

30 Nov

Il Corriere della Sera annuncia che “potrebbe aumentare la soglia minima dei 40 anni di contributi necessari ora per la pensione indipendentemente dall’età anagrafica. Secondo quanto si apprende tra le ipotesi allo studio del Governo c’è un innalzamento tra i 41 e i 43 anni di contributi per uscire dal lavoro a qualsiasi età.” Eppure, solo pochi giorni fa, avevamo letto che “la riforma delle pensioni va bene così, c’è solo da accelerare i tempi”.

Dunque, se qualcuno aveva dei dubbi, è ormai chiaro a tutti che il governo Monti intende intervenire pesantemente sulle pensioni “del futuro”, senza affatto “moralizzare” il sistema pensionistico italiano, cassando le pensioni d’annata ed uniformando le spettanze.

I diritti acquisiti non si toccano se si tratta di over60, i diritti promessi sono carta straccia se parliamo di under60.

Non è un problema meramente legislativo, non solamente interno al governo Monti ed al Parlamento, dato che la magistratura potrebbe, con le proprie sentenze e contro la volontà popolare eventualmente espressa dalle leggi, annullare qualunque taglio a carico di coloro che sono già pensionati. Costituzionalità …

Cosa fa il governo Monti? Dare battaglia, consegnare il problema ad un governo eletto o trovare un escamotage, seppur vistoso, dato che portare “i nati dal 1950 al 1962” al contributivo tout court sarebbe particolarmente iniquo?

Da quello che si legge sul Corriere, sembra stia passando la scelta più semplice: violare l’ultimo margine che ci separa dallo schiavismo ed abolire il limite di 40 anni lavorativi per l’ottenimento della pensione.

Così andando, dal 1 gennaio 2012, avremo un rigorosa linea di demarcazione tra gli italiani: i nati prima o dopo il 1950. I primi fruiscono di pensioni, invalidità e case popolari, i secondi “dipende” e per gli under40 anche il lavoro è un optional. Tutto molto costituzionale …

La televisione fa miracoli, è vero, gli imbonitori sono già all’opera, a parlare nei talk show di un governo senza conoscerne il programma, ma è proprio da vedere come potranno convincere i giovani che è nel loro interesse rallentare lo svecchiamento del paese.

Se l’attuale parlamento intende avallare (e soprattutto votare) un provvedimento del genere, è difficile credere che gli stessi partiti (PDL, PD, AN, UDC, IdV) potranno pensare di andare a raccogliere voti tra i nati dopo il 1950 …

(leggi anche Pensioni, quel che propone Confindustria e Pensioni, quelle d’annata non si toccano e Pensioni – Fornero, pessime idee)

originale postato su demata

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