Le misure dell’Italia al vaglio dell’Europa

26 Ott

Solo nel pomeriggio è arrivata a Bruxelles la lettera di intenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, cioè del governo italiano, con l’elenco degli interventi vincolanti di finanza pubblica e di politica infrastruttuale che l’Italia intende attuare con scadenze chiare per invertire deficit e declino.

Cosa sia contenuto in questo documento, al momento non è noto agli italiani, mentre lo è a cittadini quali sono i politici ed i tecnici che valuteranno e determineranno il destino del Bel Paese.

E’ evidente che ci sia un “difetto di democrazia”, che è, solo in certi limiti, comprensibile a causa delle speculazioni e delle proteste che il documento potrebbe scatenare, se fosse reso pubblico prima ancora di diventar legge.

Quello che non è comprensibile, e che l’Europa non dovrebbe avallare, è che questo testo incognito che nasce da un concentrato di “conflitti di interessi”, tra premier, ministri e sottosegretari, vuoi per i noti interessi finanziari di Berlusconi, vuoi per le indagini di mafia, tra gli altri, Cosentino e Romano, vuoi per le “quote latte” e non solo, difese a squarciagola da Bossi e Calderoli. Un “conflitto” che si estende all opposizione, se parliamo dell’UDC e di una parte del PD, che hanno ereditato gli interessi consociativi dell’ex-DC e dell’ex-PCI.

Non è un caso che, finora, si sia sentito parlare di condoni e pensioni, che, tra l’altro, hanno destato notevoli perplessità tra tecnici e politici di maggioranza e di opposizione. Una miriade di proposte, se consideriamo il periodo agosto-ottobre, di cui non si sa “quanto e cosa” sia stato inserito nella stesura finale.

Non può nascere una “nuova” Italia senza trasparenza e non potrà esser chiesto a chi reclamerà di essere “politically correct”, se il popolo neanche sa cosa pende sulle proprie teste e la decisione viene presa all’estero.

E’ un “difetto di produzione”, un greve dubbio che non possiamo permetterci, se tutto va a cambiare e si deve invertire la rotta.

A prescindere dalla qualità degli intenti italiani, elencati in lettera e per ora piuttosco oscuri e confusi, speriamo che l’Europa, prima di decidere, vorrà rendere pubblico tutto, dato che la larga parte degli italiani non merita di essere considerata alla stregua di “B Citizens” perchè sta mostrando, da anni, una pazienza ed un senso di responsabilità, almeno per ora, paragonabile a quello degli islandesi o degli spagnoli.

originale postato su demata

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