Archivio | settembre, 2011

Standard & Poor’s rating: risalgono i mutui?

22 Set

Standard & Poor’s punisce le banche italiane:  tagliato il rating a sette istituti di credito.

Un’altra batosta per chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, dato che, così andando, aumenterà il costo del denaro?

Probabilmente, si.

Come non dover recriminare sulla scorrettezza di tante promesse quindicennali di “”stabilità e crescita dei mercati”, paventate dagli operatori finanziari a tanti sottoscrittori di mutui-casa?

Chi mai poteva credere che, per 15 o vent’anni, il costo del denaro rimanesse appiattito all’1% o poco più? E come non farsi due conti e realizzare che, anche se le cose fossero andate a gonfie vele, nel giro di un decennio i mutui a tasso variabile sarebbero risaliti pesantemente?

E che dire di Unicredit,  il cui outlook è passato da stabile a negativo? Come non ricordare le incertezze degli analisti, quando si fuse con Capitalia?

E come non accorgersi della sua debolezza “storica”, visto che nacque da una progressiva fusione di soggetti deboli e/o piccolissimi come Credito Italiano, Credito Romagnolo, Cassa di Risparmio di Modena, Banca del Monte di Bologna e Ravenna, Banca Popolare del Molise, Cariverona, Cassa di Risparmio di Torino, Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Cassamarca, Caritro e Cassa di Risparmio di Trieste?

Per non parlare del’OPA su HBV che portò al controllo di Pekao e Bph, le due principale banche della Polonia che è un paese in grande salute …

Niente paura, in Italia gli scandali “alla Lehman Brothers” non esistono: buona parte della finanza è pubblica o papalina.

Silvio fino a gennaio … No, grazie.

22 Set

Umberto Bossi propone che Silvio Berlusconi resti premier fino a gennaio.

Perchè?

Per portare, con questo escamotage, la legislatura fino al termine, ribaltando, magari, lo stato del consenso fortemente compromesso?

Per avere tempo di emanare qualche decreto federalista, ovvero “democraticamente secessionista”?

Per poter condizionare pesantemente la nuova legge elettorale, dopo la sconcezza del Porcellum di Calderoli & altri, che consegnò e consegnerà alla Lega ed alla Sinistra estreme (Rifondazione ieri, SEL oggi) l’ago della bilancia, oltre che alle lobbies affaristiche?

Per affardellare l’ultima razzia di risorse a danno del Sud, ovviamente con il placet di Roma che incassa anche lei?

Per prendere il tempo necessario a strutturare qualche accordo sotto banco con il Partito Democratico “del nord”?

Per trattenere, un anno di più ed in posizioni apicali presso altri ministeri, le migliaia di semplici impiegati del MEF di Tremonti, frequentemente settentrionali e che nessuno sa come smaltire sia se dovessero tornare al mittente sia se dovessero rimanere al loro posto senza un concorso?

Il declino italiano in tre foto

21 Set

L’arretratezza culturale, tecnologica, economica del nostro Paese è tutta in queste tre foto.

La prima raffigura Matthew Wheeler, delegato alla conferenza dei liberal democratici inglesi in corso a Birmingham. Attenzione, un liberale, non un black bloc od uno spacciatore.

La seconda immagine è stata scattata ad Heathrow e mostra le nuove navicelle con guida laser che porteranno passeggeri a bagagli dagli aerei all’hub e viceversa. Attenzione, navicelle elettriche, autoguida laser, niente facchini, niente emissioni, niente salvataggio dell’Alitalia.

La terza foto arriva dalla Cina, da Taiwan (New Taipei),  capitale dell’omonimo stato, e ne mostra il centro direzionale. Attenzione. La città ha circa 4 milioni di abitanti, come Roma e provincia, ma è la capitale di Formosa (36,008 km2 e 23,061,689), non dell’Italia (301.338 kme 60.681.514 abitanti).

Sondaggi: Ballarò da i numeri

21 Set

Arriva l’autunno e Ballarò ritorna a dare numeri. E’ di ieri l’ultimo sondaggio che vede PDL, LEGA NORD e LA DESTRA collezionare il 38% delle preferenze, FLI, UDC e API attestarsi ad un misero 44%, IDV, PD e SEL riconfermarsi al 44%.

Peccato che il sondaggio, eseguito da IPSOS, riporti che il 43,4% delle 966 persone interpellate  abbia rifiutato di rispondere oppure si è detto indeciso o, ancora, a confermato che si asterrà. Un dato confermato anche da EMG per La7, che, però, stima l’affluenza alle urne al 70%.

Un sondaggio tutto da verificare nei numeri (la metà dei contatti non si esprime), ma anche nei quesiti, visto che l’ultimo chiedeva “per quali ragioni boccia la finanziaria”e offriva queste quattro risposte: “non è intervenuto nei confronti dei più ricchi”, “non c’è una lotta all’evasione fiscale”, “non sono stati toccati gli interessi delle corporazioni”, “non ci sono misure per la crescita”.

A parte il fatto che in Italia le corporazioni non esistono e, caso mai fosse, dovremmo far riferimento ai sindacati e non alle multinazionali, e mettendo anche da parte la domanda aperta sugli evasori che include ampiamente le coop e le onlus (mica solo aziende, professionisti e commercianti), resta comunque da chiedersi perchè il sondaggio non abbia incluso i tagli alla pubblica amministrazione, “richiesti ” dall’Europa e dal buon senso, la cartolarizzazione dell’edilizia pubblica residenziale, il taglio delle Provincie, dei piccoli Comuni  e dei costi delal politca eccetera …

Un sondaggio, dunque, tutto da verificare  e che non avrebbe dovuto essere mandato in prima serata e sulle prime pagine dei giornali a cuor leggero, se si voleva dare un’ informazione corretta.

Ad ogni modo Ballarò pubblica i sondaggi come vuole e la RAI avalla, visto che avrebbe dovuto essere stata ridfimensionata già da molto tempo.

Il bello, però, è che in questi giorni di sondaggi se ne sono fatti diversi.

Come quello ISPO per il Corriere della Sera, con circa 800 risposte su  oltre 2.000 contatti, dove scopriamo che la vicenda Penati “è un caso isolato che non coinvolge il PD e non ne mina l’immagine” per il 63% degli elettori democratici, ma anche che “è indicatore del fatto che il PD è coinvolto nella politica degli affari” secondo il 56% degli elettori totali, mentre un congruo 17% è dubbioso.

Un dato che conferma l’esigenza di una fortissima delegittimazione popolare della cosiddetta “diversità culturale della Sinistra”, visto che dopo 20 anni riemergono ombre simili a quelle paventatesi per l’affaire Greganti della Prima Repubblica.

Oppure quello di Digis per Sky24 (1001 contatti), che conferma un’indecisone/astensionismo al 40% e che ci racconta come “solo” il 40% dei cittadini ritiene che l’operato del Governo nella manovra finanziaria sia negativo, mentre ISPOS-Ballarò davano la “sfiducia” addirittura al 76%.

Tutto da rifare? Certamente: il numero degli indecisi-scontenti-astenuti è così alta che, in teoria, le elezioni potrebbero vincerle anche il Movimento 5 stelle o La Destra da soli …

Dunque, le poche cose che ci raccontano i sondaggi di questi giorni sono:

  1. esiste ancora lo spazio per la via maggioritaria indicata da Veltroni e, probabilmente, il PD è stato troppo frettoloso nell’abbandonarla;
  2. l’idea di IdV-PD-SEL di riproporre un nuovo Ulivo e di rendersi egemoni va a collidere con il dato di fatto che non si può governare con il 49% alla Camera e molto meno al Senato, specialmente se il 60-70% dei cittadini non li ha votati;
  3. l’apporto di voti derivanti dall’alleanza con SEL sottrae voti al PD sia a sinistra sia al centro, oltre a creare seri problemi con il mondo cattolico e delle imprese;
  4. le promesse di “tagli equi, diritti per tutti” che il Centrosinistra sbandiera e che, a quanto pare, sarà lo slogan elettorale potrebbe rivelarsi un cavallo di troia, visto quello che la maggioranza degli italiani pensa del PD e della suo coinvolgimento nella finanza.

Resta, dunque, un mistero su come abbia fatto RAI-Ballarò a mandare in onda sondaggi e trasmissione e, soprattutto, cosa abbiano commentato ed analizzato politici presenti e giornalisti in redazione.

Governo Berlusconi? Staccare la spina

21 Set

Era quasi un anno fa che, mentre stava per arrivare lo scandalo del Bunga Bunga ed era già emerso quello delle escort, il nostro Presidente, Giorgio Napolitano, dovette preder atto che Gianfranco Fini e FLi avevano abbandonato il PdL e che c’era da verificare la maggioranza.

Così accadde che, tra veementi proteste dell’opposizione (escluso il PD naturalmente), a Berlusconi e sodali venne concesso un lasso di tempo enorme per ricostituire maggioranza e governo, cosa che avvenne puntualmente. Ricordate Scilipoti ed i Responsabili? Ecco di questo stiamo parlando.

Passa un anno, il Governo continua a negare la crisi economica finchè l’UE non ci “commissaria” ed i mercati non iniziano la picchiata.

Un anno durante il quale gli scandali, a luci rosse e non, aumentano, mica diminuiscono, delegittimando definitivamente il Premeir Berlusconi, ormai raffigurato dalla stampa nazionale ed estera come una sorta di satiro in balia di donne che hanno l’età per essergli nipoti.

Un anno parlamentare che ha visto la Commissione bicamerale non approvare la proposta di federalismo fiscale perchè i conti non erano attendibili.

Un anno sprecato? Sembrerebbe proprio di si.

Così accade che, oggi, leggendo con occhio distratto i primi strilli giornalistici on line, m’è parso di vedere un “Giorgio Napolitano: ditemi che la maggioranza tiene”, mentre, come pochi secondi dopo ho realizzato,  il testo corretto era “ditemi se la maggioranza tiene”.

Caro Presidente Napolitano, capisco che esiste una ragion di Stato, che l’instabilità dei mercati impone cautela, che sono da evitare delle elezioni al buio, ma guardi che, da un anno a questa parte, Lei è uno dei pochi ad esser convinto che possa ancora esistere una maggioranza atta a governare ed una opposizione che sappia contrapporsi e far proposte.

Non c’è molto da fare, ormai: se si fosse staccata la spina un anno fa, forse potevamo permetterci un governo di transizione (o di unità nazionale), ma, oggi, non resta altro spazio che il governo tecnico istituzionale che vari una legge elettorale.

L’alternativa, ovvero il proseguimento dell’agonia, comporterebbe dei rischi gravissimi per la Repubblica, vista la secessione popolare riaffermata dalla Lega, visti i pesanti coinvolgimenti del PD in fatti di corruzione su scala nazionale e la promessa, impossibile da mantenere, di “meno tagli più diritti” che la Sinistra propone.

Bisogna staccare la spina.

Secessione, secessione!

18 Set

18 settembre 2011, “Festa dei popoli padani”, ecco l’intervento di  Umberto Bossi, ministro della Repubblica Italiana, accolto dalla platea padana al grido di «Secessione, Secessione».

«Come si fa a stare in un Paese che sta addirittura perdendo la democrazia giorno per giorno? Se qualcuno pensa che il fascismo è finito mi sembra sia ritornato con altri nomi e altre facce».

«Bisogna trovare una via democratica forse referendaria perchè un popolo importante e lavoratore come il nostro, non può essere costretto a continuare a mantenere l’Italia. D’altra parte, se l’Italia va giù la Padania va su. Bisogna trovare la strada perchè la gente non ne può più, ma io sono per trovare la via democratica».

La soluzione “democratica” del leader della Lega Nord?

«La soluzione è la secessione. Piano piano, non possiamo illuderci di fare senza la secessione. Dobbiamo avere la forza per ottenere la nostra libertà. L’Italia attuale è uno schifo».

Ancora più “rassicurante” per l’Italia e gli italiani, è il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni: «Il governo non è un mezzo ma un fine per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi». Dopo di che le barricate?

Così la Lega Nord mostra il suo vero volto e ribadisce il suo progetto antitaliano, cogliendo due piccioni con una fava, ovvero delegittimando ulteriormente il Governo della Repubblica Italiana, dove certamente non può esserci posto per dei ministri dichiaratamente secessionisti.

E’ davvero incredibile che in questi 15 anni un partito secessionista, minoritario e rappresentatosolo in poche regioni, abbia avuto tale potere di veto e di governo, sia durante le legislature berlusconiane sia durante il breve governo di Massimo D’Alema, che volle la riforma del Titolo V della Costituzione che, insieme al Mattarellum, ha reso ingovernabile l’Italia.

«Molti dei nostri sono morti durante la Prima guerra mondiale per un paese democratico, ma se sapessero lo schifo di Paese che c’è oggi avrebbero sparato dall’altra parte», l’ha detto Umberto Bossi, ma dovremmo dirlo noi, i nipoti dei Ragazzi del ’99, che dal Sud accorsero in massa alla chiamata dell’Italia per fermare l’oppressore sul Piave sotto il comando di un generale napoletano, Armando Diaz.

Fortunatamente, noi ci sentiamo ancora italiani.

Shministit, in ebraico “obiettori”

18 Set

Shministit, in ebraico, vuol dire “nel 12° anno”, vuol dire “obiettore di coscienza”.

Sono tanti i giovani ebrei che accettano “dodici anni di disgrazie” pur di non agire contro i palestinesi, mussulmani o cristiani che siano.

La loro esistenza testimonia a tutto il mondo che ebreo non significa sionista e semita non equivale ad usurpatore.

Sono anni, molti più di dodici, che va avanti questa vicenda ed ormai siam oalla seconda generazione di obiettori, ormai, che hanno rinnegato la politica di occupazione militare dei Territori, iniziata nel 1967 da “falchi” come Moshe Dayan e Golda Meyer ed alimentata per due decenni dalle scelte di Ariel Sharon.

I governi israeliani fingono che il fenomeno non esista e quello di Netanhyau, dinanzi ad una popolazione turbata dagli eccidi di Gaza, sta facendo altrettanto.

Potrebbero ricordarglielo gli Europei, ma non lo faranno ed, intanto, giovani ebrei e giovani arabi continuano a morire ed a soffrire, senza un futuro che possa chiamarsi Pace.

Gomorra: la beffa annunciata della prescrizione

18 Set

Secondo gli inquirenti centinaia di tonnellate di rifiuti speciali vennero “smaltite” dal Veneto e dal Piemonte e seppellendole in provincia di Caserta, in Umbria, nel Lazio, in Sardegna, in Puglia e in Calabria. Indagini durate ben 12 anni, che vedono coinvolti industriali, politici, forze dell’ordine, mafiosi.
Un disastro ambientale senza precedenti, intere popolazioni esposte al rischio tumorale, territori fertilissimi devastati, una rete di corruttele senza precedenti.

“Una ventina di viaggi alla settimana, così come documentato dai carabinieri, treni di Tir carichi di scorie il cui rischio cancerogeno, è stato accertato, era particolarmente alto. Dalle polveri da abbattimento dei fumi delle industrie siderurgiche e metallurgiche alle ceneri da combustione di olio minerale. In tre anni di indagini gli investigatori scoprirono un’organizzazione in grado di «collocare» a prezzi stracciati qualsiasi tipo di rifiuto.” (La Stampa)
“Partivano da Milano, Vicenza, Padova, Treviso, Verona, Venezia, Bergamo e Brescia con una regolarità di circa cento viaggi a settimana per essere sversati nelle campagne campane. I camion trasportavano fusti che contenevano polveri residuate dall’abbattimento dei fumi delle industrie siderurgiche e metallurgiche, oli minerali, lubrificanti delle macchine, scarti delle vernici, ceneri residue da combustione, solventi, e le acque proveniente da stabilimenti di industrie chimiche e acidi. Appena arrivavano in Campania venivano sepolti nelle campagne coltivate, lungo le strade sterrate, in terreni comprati da contadini indebitati o spesso nemmeno comprati”. (La Repubblica)

Parliamo di truffa ed abuso d’ufficio, getto pericoloso di cose, realizzazione e gestione di discariche abusive, reati associativi, finalizzati alla delinquenza e al disastro ambientale, senza considerare che non sono mai stati contestati gli omicidi ed i danni biologici a danno di chi si è ammalato.
Eppure, in quei territori del Casertano, i casi mortali di cancro sono incrementati del 20% (dati Istituto Superiore di sanità), come anche le malattie polmonari, le allergie infantili, i feti deformi, le dermatiti.

Tutto prescritto, grazie a udienze preliminari rinviate, competenze territoriali contestate, accuse sostenibili e non, difetti di notifiche.
Sono andati tutti prosciolti i 95 imputati. Eppure, avevano intombato fusti tossici persino nelle falde acquifere compromettendo l’acqua, secondo le accuse, ma il proscioglimento rassicura: “Escluso l’inquinamento delle falde”.

Smaltire rifiuti pericolosi comportava (e comporta ancora oggi) un costo insostenibile per le piccole e medie imprese padane, in un paese dove, però, il traffico illecito di rifiuti non era un sanzionato penalmente mentre i reati ambientali vengono spesso derubricati per il “giusto convincimento” del magistrato, anzichè perseguiti sulla base delle perizie dei chimici delle Forze dell’ordine.
Facile, facilissimo, creare un network criminale per eludere i controlli al Nord e smaltire illegalmente al Sud.
“Le imprese risparmiano molto danaro che reinvestono, e le campagne, l’acqua, la terra, meridionali vengono per sempre compromesse spesso con il consenso dei piccoli proprietari terrieri e delle amministrazioni locali. In tutto questo la camorra è ovviamente il grande e innominato soggetto tenuto fuori dall’inchiesta proprio perché questa inchiesta voleva o meglio avrebbe voluto dimostrare il segmento imprenditoriale che strutturava il traffico dei rifiuti tossici. Molte imprese del nord Italia hanno delle responsabilità ciclopiche nell’avvelenamento ormai irreversibile delle terre meridionali, questo processo avrebbe potuto iniziare un percorso che avrebbe avuto come necessaria conseguenza politica l’investimento nel risanamento e nella bonifica di queste terre.” (Roberto Saviano)

“Nulla sembra più difficile di dimostrare in un tribunale le responsabilità del nord Italia nelle dinamiche mafiose del nostro paese.”
In Cina Popolare avrebbero dato la pena di morte ed i lavori forzati a vita, in Italia, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una sentenza di non luogo a procedere.

L’unica cosa da aggiungere è che la data del 17 settembre 2011, come quella del 6 aprile 2009 (Terremoto di L’Aquila) segna un punto di non ritorno per lo Stato Italiano.

Sono la prova provata che, dopo 150 anni, i Meridionali sono cittadini di Serie B ai quali non sono necessariamente dovute solidarietà e giustizia: quante ditte del Nord avrebbero dovuto chiudere i battenti se questo processo fosse andato avanti “presto e bene”?

Leggi anche  “Immondizia in Campania: un affare di camorra, politica e grandi aziende

Vasto: Bersani ricomincia da tre

17 Set

A Vasto, un’amena località marittima ad un tiro di schioppo da Montenero di Bisaccia, il paese natale di Antonio Di Pietro, si tiene la Festa nazionale dell’ Idv, alla quale quest’anno hanno partecipato anche Bersani e Vendola.

Il segretario del Pd, nella speranza che si ritorni al Mattarellum, rilancia la rinascita dell’Ulivo di Romano Prodi, che, con quella legge elettorale, potrebbe risultare egemone anche se non dovesse superare il 40% dei voti.

“Il Paese è nei guai, dice Bersani, dobbiamo essere il motore della speranza italiana. Ma le alleanze non si fanno ad ogni costo”.

Il messaggio è per Casini e per l’UdC, che non vogliono associarsi in un’alleanza suicida con Sinistra e Libertà, ormai di nuovo affratellata con il Partito Democratico, e serva a rassicurare l’Italia dei Valori che vuole essere l’elemento centrista (sic!) della cordata.

Anzi, a dire il vero, se Di Pietro attacca con il solito stile politically scorrect, definendoli “Escort della politica”, anche il segretario del PD ci va pesante: “Loro vogliono andare con chi vince, abbiamo a che fare con un partito che dice ‘siccome riesco ad andare a letto anche con la bionda, li’ vado con la bionda mentre altrove vado con la mora”.

E del resto, meglio rompere i ponti sul nascere, se Sinistra e Libertà punta a raccogliere il voto degli omosessuali (il primo partito sessista?) con Vendola che spiega: “come facciamo ad allearci con forze politiche che sono contrarie alla legge contro l’omofobia? Come facciamo ad allearci con coloro che sono contrari al riconoscimento delle coppie di fatto?”

Non si fa strategia sul default che incombe, non si parla di riforme mai attuate, non si riflette sugli errori sicuramente commessi, non si rammentano gli accordi voltagabbana con la Lega: il declino dell’Italia è dovuto al fatto che non si è affidata alla “superiore” cultura di sinistra e che non spendiamo molti più soldi (che non abbiamo) per il welfare.

Tra l’altro, proprio non si cvapisce perchè  IdV, PD e SEL pensino di poter essere il “motore della speranza italiana” se poi dobbiamo ricordare che, in 18 anni di Seconda Repubblica, le due coalizioni (Centrodestra e Centrosinistra) hanno vinto due elezioni a testa ed, evidentemente, hanno pari responsabilità nel disastro generale.

Come al solito, siamo alle solite: solita Sinistra, solite facce, solite (e scarsissime) idee.