Eurobonds? No grazie.

12 Set

L’uscita di Jurgen Stark dalla Banca centrale europea, cui seguirà la probabile nomina del socialdemocratico Joerg Asmussen, vice di Wolfgang Schaeuble alle Finanze tedesche, preluderà, molto probabilmente, ad una ennesima debacle dell’Euro e dell’Europa.
Si persisterà sulla strada del salvataggio della Grecia, della violazione del Patto di stabilità, degli Eurobond ad avallo dei debiti nazionali, dell’Europa ad una velocità.

Ricordiamo che l’Euro è un percorso intrapreso solo dalla metà dei paesi europei e che la defezione greca non sarebbe un gran danno, anche perchè finalmente potrebbe aprirsi un confronto sui dogmi con cui Prodi, a capo della Commissione Europea, indicò la via dell’unione finanziaria, senza unire fiscalità o parlamenti.
Come anche non va dimenticato che gli Eurobond potrebbero rivelarsi, già alla seconda emissione tra dieci anni, un enorme boomerang ed un problematico cavallo di troia da parte di potentati finanziari internazionali.

Un’Europa che avrà un parlamento di 1500 e passa deputati, senza però poteri nè una lingua comune, spesso espressione di interessi locali o lobbistici.
Sarebbe una follia consegnare a questa Europa un assegno in bianco come lo sono gli Eurobond ed il superamento del patto di Stabilità, come chiede la Sinistra.

Allora sì che faremmo tutti la fine della Grecia.

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