Costi della politica: come risparmiare?

16 Lug

In base ai dati ISTAT dell’anno 2007,  l’Italia ha 8.092 comuni, di cui circa seimila hanno meno di 3.000 abitanti, centocinquanta superano i 50.000 abitanti e solo quindici i 200.000. I capoluoghi erano 117, di cui settanta hanno una popolazione inferiore ai 100.000 abitanti, mentre, dei quarantasette che vantavano oltre i 100.000 abitanti, solo Roma e Milano superano ancora il milione di cittadini.

Torino, Napoli e Palermo si presentano fortemente recessivi rispetto ai valori demografici degli Anni ’70-’80, mentre Milano appare sostanzialmente statica, poiché i distretti metropolitani hanno travfalicato la dimensione dei comuni da cui hanno avuto origine, riversandosi su comuni e provincie limitrofe.

Il costo della politica dei comuni è stato riportato, parzialmente, a regime con la Legge Finanziaria del 2007 che ha reso obbligatorie le circoscrizioni/municipalità nei comuni con più di 250.000 abitanti, mentre sono opzionali, se la popolazione è compresa tra 100.000 e 250.000 abitanti.

Una misura che, in cinque anni, non ha trovato altro seguito, nonostante sia difficile comprendere  quale sia la necessità, per paesini di un migliaio di anime, avere dei consigli comunali e, soprattutto, che questi siano composti da 15-20 persone.

Dunque, se questo intervento ha rappresentato un primo contingentamento dei costi della politica locale, pur lasciando irrisolta la questione delle piccoli (e costosi) comuni, sono rimaste aperte anche altre grandi sfide, come la riduzione della complessità delle grandi aree metropolitane, la semplificazione amministrativa a livello locale/periferico, la razionalizzazione ed il rilancio delle aree montane e delle isole minori.

A ben vedere, tutti e tre i processi condividono un elemento strutturale in comune: le Provincie.
Per definizione, esse sono dei distretti amministrativi e non degli organi di governo e, nella prassi, operano come sub-unità decisionali delle strutture regionali o dei ministeri. Non vi alcun motivo gestionale per cui debbano avere degli amministratori politici.

Se consideriamo i distretti metropolitani, dovremmo almeno prendere atto che Milano, Napoli e Bari si estendono su provincie che non sono sono le “proprie” e che questo ne inficia profondamente la gestibilità, sia per gli aspetti organizzativi sia, soprattutto, per la costituzione del consenso.

Riguardo la semplificazione amministrativa, le Provincie, come intese oggi, comportano un ulteriore strato decisionale, fatto di accesso ai fondi, di contrattazione sindacale, di concertazione degli interventi, che causano dei tempi morti ed una minor trasparenza, oltre ai costi aggiuntivi, che oggi non possiamo più permetterci.

Se parlassimo, poi, delle comunità montane, è evidente che in molti casi è necessaria la loro sopravvivenza e che questo è antitetico sia all’esistenza di un organismo politico provinciale sia al mantenimento dei comuni nei territori montani.

Non è un caso ci siano proposte di legge per l’accorpamento dei comuni al di sotto dei 5.000 abitanti o per l’abolizione delle Provincie. Naturalmente, sarebbe da chiedersi se adottare ambedue i provvedimenti, intaccando solo la parte politica e non quella gestionale, e, soprattutto, perchè non sono state ancora discusse in Commissione o Assemblea parlamentare.

I risparmi?

Parliamo di oltre 20.000 politici in meno, con relativi uffici e arredi, edifici e funzioni, “rimborsi” e prebende, staff personale con eventuale auto blu  eccetera eccetera, inclusi i compromessi, le concertazioni, i tempi morti, le spese accessorie e quant’altro.

Se il costo di ognuno di loro equivalesse, per difetto, a 20.000 Euro di media, il risparmio sarebbe nell’ordine di mezzo miliardo di euro annui, senza considerare tutta l’efficienza in più che ne verrebbe da iter procedurali più corti di circa 6-8 mesi e dalla maggiore responsabilizzazione della politica, sia in termini di competenze effettive sia come maggiore visibilità pubblica.

Mezzo miliardo di euro l’anno, senza eliminare un ufficio, un impiegato, un servizio sociale …  

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