Spagna in piazza, pacificamente indignata

20 Mag

Il Day of Rage si avvicina anche per la Spagna.

“No alla speculazione”, “no alla privatizzazione”, “no ai politici corrotti”, questi gli slogan del Movimiento 15-M e Democracia real, i raggruppamenti spontanei dei giovani anticrisi del 15 maggio.

E’ da quella data che nelle piazze si radunano giovani “indignados” che attraverso internet hanno trovato il modo per condividere e per coordinarsi, come mostra, ad esempio, il sito Toma la Plaza con la sua pagina di appuntamenti (link).

Le cause?

Un paese che, come l’Italia, soffre di enormi problemi di ricambio della classe politica e di focalizzazione degli attuali partiti sui vetusti schemi del clientelismo e del bipolarismo. E come la nostra nazione, anche la Spagna ha subito, durante gli Anni ’80, la devastazione di una partitocrazia socialista, che molto investì sull’agricoltura, l’edilizia abitativa ed il turismo quanto poco sulle infrastrutture e le tecnologie, esponendo la nazione ad una debacle, in caso di crisi internazionale.

Gli “Indignados” denunciano soprattutto i rapporti tra politica e finanza, che coinvolge tutto l’arco dei partiti (come in Italia), e cercano le alternative a questo “antisistema” sia nell’autogestione sociale, visto il tasso di disoccupazione giovanile al 50% e quello generale al 21%, sia nelle esperienze radical e demo-liberali, attente al welfare, ma anche alla stabilità della finanza pubblica ed alla capacità produttiva nazionale.

I manifestanti resteranno in piazza fino al 22 maggio, giorno delle elezioni ammnistrative, in uno stato che, ricordiamolo, è una monarchia costituzionale di stampo liberale con forti autonomie locali.

Delle piazze spagnole affollate di giovani (e meno giovani) pacificamente indignati e dei reparti antisommossa democraticamente attestati da ormai una settimana, in Italia non se ne parla, non se ne scrive e non si trasmette. (leggi il Manifesto degli Indignados in italiano)

Come andrà a finire in Spagna direi che è quasi scontato, visto che il Nordafrica è vicino, c’è una generazione sul lastrico e la Costitucion definisce la nazione come uno “stato di diritto, sociale e democratico”: dovrà cambiare qualcosa di più di un volto od una sigla.

Come finirà in Italia non è dato sapere, poiché, se l’ essere un paese di vecchi  dovrebbe rassicurare i lobbisti di turno, c’è sempre un Sud che ha sempre meno da perdere e che è sempre più consapevole che … tutte le strade portano a Roma, ai “suoi” partiti ed ai suoi “poteri”, di grande lustro e tradizione, ma decisamente sempre meno compatibili con uno stato liberale e di diritto.

(leggi il Manifesto degli Indignados in italiano)

Una Risposta a “Spagna in piazza, pacificamente indignata”

  1. donato maggio 22, 2011 a 11:30 pm #

    E’ il solito programma da leonkavallini dire che è una novita è come affermare che G.Napolitano è opportunità
    di rinnovamento.In quanto al nordafrica non si capisce quale sia il vantaggio nell’avere i Fratelli Musulmani al potere.Poi in Libia il movimento popolare è così debole da aver bisogno di 60 gg. di bombardamenti NATO per affermarsi.

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