Carta d’identità elettronica, arriva il Grande Fratello

6 Mag

Sta destando notevole scalpore internazionale l’articolo pubblicato sulla rivista del Partito comunista cinese «Qiushi» (Ricerca della verità), dove si propone di creare un database unificato che “schedi” ben 1,34 miliardi di cinesi.

La proposta arriva da Zhou Yongkang, ex-ministro della Pubblica Sicurezza e  membro del Politburo, che vorrebbe creare una supercarta d’identità per garantire la «stabilità sociale» e «l’amministrazione della società»: in due parole, il controllo sociale.

In questo modo, con un unico identificativo (come fosse il codice fiscale che usiamo in Italia) sarà possibile accedere ai dati riguardanti il livello di istruzione, il curriculum lavorativo e quello fiscale, i dati anagrafici e familiari, la storia medica di ognuno, i telefoni, gli immobili e gli autoveicoli.

Grande Fratello in Cina? No, in Italia.

L’allarmante notizia di una tale proposta arriva proprio mentre in Italia si decreta il Piano di Sviluppo, che prevede la carta di identità elettronica,  “documento obbligatorio di identificazione” anche per i neonati, da unificare  con la tessera sanitaria, a sua volta correlata al codice fiscale, con il rilevamento obbligatorio delle impronte digitali per i minori dai 12 anni.

E la privacy? Lo stato di diritto? La costituzione?

Che fine faranno?

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