Processo Berlusconi, cosa accadrà?

15 Feb

Marco Castelnuovo, per La Stampa, scrive oggi  che “ora che è stato rinviato a giudizio Berlusocni ha davanti due strade.
La prima è quella di dimettersi per sgombrare le nuvole che addensano su Palazzo Chigi. … L’altra strada è quella di dare una scossa vera: … ha ancora pochi mesi per cercare di lasciare un ricordo che non sia solo quello del suo rapporto con Ruby.
Quello che non può continuare a fare è starsene a Palazzo fermo, in attesa che passi questa tempesta, che tanto presto non passerà.”

Veramente c’è la terza opzione, quella che l’editorialista esclude: Berlusconi potrebbe continuare a starsene a Palazzo fermo.
E’ quello che fa da quando è stato rieletto ed è quello che ha fatto dal 2003 al 2005.

La differenza tra un opinionista ed un analista è che il secondo esprime delle stime e non delle opinioni.

Il dato di fatto è che, siamo fermi dai tempi del governo Amato (l’ultimo della prima repubblica) ed il primo governo Prodi.
La riprova è nella nuda brutalità dei fatti e nelle loro datazioni.

Lavoro? Siamo ancora alla Bassolino con correttivi di Biagi.
Pensioni? Peggio ancora: il concept è ancora quello della “momentanea” riforma Dini.
Riforma della giustizia e riforma elettorale? Zero, a cosa serviranno mai?
Aziende di Stato? Tutte in capo al MEF, come (incautamente?) Prodi fece.
La Brunetta? Praticamente, è il dlgs 165-2001 ribadito (si fa per dire) dopo 10 anni di inerzia.
Riforma Gelmini? Le norme vigenti nel 1994 con in più la flessibilità.
Relazioni sindacali? Ferme dai tempi di Bassanini e di un incipit di riforma mai avvenuta. Infrastrutture meno zero, se partiamo dallo smantellamento dell’IRI.
Welfare, zero più i “tagli lineari” di Tremonti del 2002. Sanità? Tutti salvi eccetto i malati, la spesa non cala e le tasse regionali anche.
Professionisti ed artigiani evasori? Zero, mai che ne trovino uno.
Patrimonio culturale? Meno del meno.
Federalismo e decentramento? Zero, bollati di avere conti poco affidabili, di essere, nei fatti, un forte accentramento su Roma, di non garantire correttivi e compensazioni adeguate. Banche ed assicurazioni? Zero, meglio lasciare l’INPS ai sindacati.

Esteri, zero più Libia, Russia ed Ucraina.
Condoni, droga, prebende, corruzione, prostituzione? In aumento.

Silvio continuerà a starsene, almeno per un po’, a Palazzo fermo … è quello che sa fare meglio dato che a molti di noi, alla fin fine, fa anche un piacere.

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