L’implosione italiana

14 Feb

Non è facile scrivere di politica in questo momento in Italia, senza rischiare di non dire altro che nulla.

Il fatto è che siamo sostanzialmente all’implosione istituzionale.
Stiamo scoprendo, infatti, che la nostra Costituzione non prevede una procedura certa e praticabile che permetta ad un Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere senza la collaborazione del Presidente del Consiglio di turno.
Inoltre, a quanto pare, il nostro Parlamento, in più riprese, ha prodotto un tale pasticcio normativo per cui le relazioni private di Berlusconi, come l’amicizia con Ruby, si ritrovano ad essere, secondo alcuni, un’attività istituzionale da portare al Tribunale dei Ministri.

Come se non bastasse, la fiducia nella Magistratura è poca, dato che è raro ottenere giustizia in tempi giusti ed è infrequente che le grandi inchieste non siano costellate da intercettazioni e fughe di notizie.
E, giusto per non farci mancare nulla, quasi nessuno si fida dei conti italiani, vuoi perchè si evade allegramente in fisco, vuoi perchè siamo un paese di prebende e sussidi, vuoi anche perchè la corruzione è tutta a nero.

Un panorama scellerato, se parliamo di pensioni visto che tra le vette delle privilegiate e gli abissi delle minime, qualunque governo e qualunque sindacato avrebbe potuto trovare una mediazione.
Un panorama desolante, se constatiamo le attese bibliche che ci toccano ogni qualvolta ci accostiamo ad un servizio sanitario convenzionato.
Uno scenario inquietante, se proviamo a considerare la situazione dei giovani, destinati al precariato “a vita”, a causa di leggi inique, od alla marginalità, “grazie” ad una formazione inadeguata, ed alla criminalità, vista cosa propongono i media.

Questa è l’Italia del Bunga-bunga, dove un politico da anni non si dimette a fronte di tali e continui scandali, dove la Sinistra da anni non ha un programma  e dove l’unica “pistola fumante” è sempre la solita intercettazione divulgata ai quattro venti.
Un paese dove da 20 e passa anni sono attese la riforma elettorale, degli enti locali, della giustizia, del sistema assicurativo, dell’università, della pubblica amministrazione, della finanza pubblica, del lavoro, del sistema sanitario, eccetera.

Ci vorrebbe un governo tecnico ed una Assemblea Costituente, ma questo può concedercelo solo lo straricco ultrasettantenne che abbiamo eletto, pur essendo già accusato di diversi reati, oggetto di numerose indagini e notoriamente vulnerabile da parte del gentil sesso.

Sapevamo tutti che sarebbe potuta finire così, ma quello che sta accadendo non era nel Patto con gli Italiani.

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