WikiLeaks racconta i Casalesi

13 Gen

WikiLeaks riporta quanto riferito dal console generale Usa a Napoli, J. Patrick Truhn, riguardo la Camorra, nel giugno 2008.
Si parla di “importazioni a basso costo”, come “le mele cariche di pesticidi della Moldova” o il “sale del Marocco infestato da Escheritia coli”, menzionati da un “comandante dei carabinieri” di Napoli.
Il diplomatico USA racconta di “due terzi” dei panifici nelle mani della camorra dove si utilizzano materiali tossici, come anche le “fabbriche illegali che fanno mozzarella e usano latte in polvere boliviano” o “le industrie che risparmiano l’80%” affidando la gestione dei rifiuti tossici alla camorra”.

Secondo il console generale Usa a Napoli, J. Patrick Truhn, che cita nel suo dispaccio Roberto Saviano, “la gran parte di queste industrie è al nord”.

Nei dispacci si legge anche che “nonostante le imprese americane stabilite nel sud non si siano lamentate con il Consolato generale di Napoli della criminalità organizzata, innumerevoli potenziali investitori hanno espresso al nostro ufficio commerciale una certa riluttanza a investire per paura della mafia”.
“Alla fine, i costi della criminalità organizzata vengono avvertiti, direttamente o indirettamente, da quasi ogni cittadino italiano”.

Ci volevano l’ambasciatore USA e Wikileaks per scoprirlo?
Forse son questi i fatti che un sistema mediatico opaco ed oscuro non ci racconta, visto che da un ventennio è possibile leggerli sui quotidiani locali del Sud, ma non sulle agenzie.

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