Archivio | 2011

Italy: apartheid on trains? A marketing choice …

30 Dic

‘A marketing choice’ so Trenitalia defines the new 4 service levels: Executive, Business, Premium and Standard.
Principal innovation will be that from the carriages of the type Standard, ‘second class’ as usual, you may not access to the bar or to higher class carriages, because ‘if you have booked a trip from Milan to Rome in Executive you do not expect that the bar is crowded’ …

A not really clear concept before to see the images chosen to advertise the new carriages and services: a Standard carriage showing an extraEuropean family, while Premium and Executive Class customers are strictly white skinned …

originale postato su demata

L’Italie et l’apartheid dans les trains

30 Dic

«Un choix marketing» afin de Trenitalia définit les quatre nouveaux niveaux de service: Exécutive, Business, Premium et Standard.
Principale innovation sera que de les voitures du type standard, «seconde classe», vous ne pouvez pas accéder à la voiture-bar ou à les voitures de classe supérieure, car «si vous avez réservé un voyage de Milan à Rome en Executive Class vous ne voulez pas constater que la voiture-bar est bondé …

Un concept qui n’est pas vraiment clair, avant de voir les images choisies pour annoncer les nouvelles voitures et de services: un chariot standard montrant une famille extra-européen, tandis que les clients Premium Class et Executive sont strictement peau blanche …

originale postato su demata

Trenitalia tra marketing ed … apartheid?

30 Dic

«Una scelta di marketing» così Trenitalia definisce la nuova “tariffa deportati”: dalle carrozze del tipo Standard, di  “seconda classe”, non si potrà accedere né al bar né ai vagoni delle altre tre classi, ovviamente superiori, dato che «se hai prenotato un viaggio Milano-Roma in Executive certo non ti aspetti che il bar sia sovraffollato».

Se il concetto non fosse chiaro, l’immagine scelta per pubblicizzare la classe più bassa parla da sola: famiglia di colore, mentre i clienti delle classi Premium ed Executive sono rigorosamente bianchi …

originale postato su demata

Discorso Monti: i commenti sui giornali

30 Dic

Tirando le somme, l’Italia 2011 – e anche quella dell’anno prima – è stata una interminabile  bugia di se stessa. E  nei calici di San Silvestro resterà l’amaro retrogusto di una colossale perdita di tempo. (A)

Vorremmo tanto poter dire che l’atteso segnale di inversione di tendenza è già arrivato, purtroppo non è così. La verità è che siamo al centro dell’attenzione mondiale per sapere se sarà scongiurata o meno la catastrofe dei debiti sovrani. (B)

Oltre a questo fuoco internazionale, il Professor Monti se la deve vedere con un secondo fuoco che cova, in maniera preoccupante all’interno del Paese, dove si moltiplicano i segnali di crescenti diseguaglianze economiche e di disgregazione sociale. (C)

Sempre più chiaro sui pericoli scampati, sempre asettico sulle tante persone che già soffrono un disagio sociale e nell’indicare una mission collettiva, ancora una volta Monti ha condito la lunga conferenza con le sue spruzzate di ironia. Di stile un po’ gesuitico, invece, le parole con quali ha battezzato un nuovo slogan: «Non avrei obiezioni se chiamaste “cresci-Italia”», le misure in gestazione per ridare competitività al sistema. (D)

Monti fa una lezione di quasi tre ore, ma il suo “Cresci Italia” è vuoto. E’ la parabola del tecnico. Parole forbite, sfoggio di inglesismi, qualche freddura. Una cosa, però, la sappiamo: Monti parla ai tedeschi. (E)

Il Professore giura: “Sono sicuro che il Paese ci capisce”. Ma usa termini inglesi incomprensibili all’italiano medio. Non è mai facile riportare sui giornali il senso di una così importante conferenza stampa.  (F)

E’ quasi inutile chiedere a Mario Monti conforto e calore. Il suo governo “di scopo” non è nato per questo. La sua forza, che è anche la sua debolezza, deriva dal vuoto pneumatico della politica che si autosospende momentaneamente per manifesta incapacità. (G)

Non potendo attaccare Monti, Pierluigi Bersani se la prende con Berlusconi. Invece di commentare Monti, il Cavaliere lo tratta come un suo collaboratore e finge di essere ancora a Palazzo Chigi. (H)

(A) (Mario Bracconi – La Repubblica) – (B) (Dario Di Vico – Corriere della Sera) – (C) (Mario Deaglio – La Stampa) – (D) (Fabio Martini – La Stampa) – (E) (Alessandro Sallusti – Il Giornale) –  (F) (Cristiano Gatti – Il Giornale) (G) (Massimo Giannini – La Repubblica) – (H) (G.Fregonara e M.T.Meli – Corriere della Sera)

originale postato su demata

2011, un anno memorabile

29 Dic

Il 2011 passerà alla Storia come “Year of Rage”, l’Anno della Rivolta.
Tunisia, Libia, Egitto, Siria: nulla sarà più lo stesso. Anche se non dovesse arrivare la democrazia occidentale, la gente si è sollevata contro i tiranni, usando internet e praticamente senza le solite violenze di piazza “contro il potere”.

Anche in questo, venti a passa anni fa, aveva avuto paradossalmente ragione Saddam Hussein chiamando la Guerra del Golfo “la madre di tutte le battaglie”, sia come confronto armato tra due mondi sia come fine delle oligarchie postcoloniali.

Masse, che sono insorte in tutto l’ex Impero Ottomano, non giovani “intellettuali”, che cercano di bloccare le City dell’Occidente e non le “classi lavoratrici”, ormai rassegnate al tramonto del “Sole dell’Avvenire”.

Il 2012 che ci attende non sarà facile, dopo un anno “memorabilis” come quello che è trascorso, tra i traumatici assestamenti nei paesi delle sollevazioni, ma, soprattutto, per l’incapacità sopraffina dell’Occidente di leggere le nuove matrici e le future trame.

Un mondo incomprensibilmente nuovo e cripticamente antico, questo è quello che ci annuncia questo avvio di millennio.
Un mondo incomprensibile ed incontrollabile per chi volesse leggerlo con le ottiche e le ideologie del Novecento.

originale postato su demata

 

Scie chimiche: pioggia o desertificazione?

23 Dic

Far piovere non è poi tanto difficile.

I primi esperimenti risalgono agli Anni ’40, quando Vincent Schaefer, nei laboratori della General Electric di Schenectady (NY), riuscì a coagulare le goccioline di acqua che compongono le nuvole, aggiungendo ghiaccio secco, ovvero anidride carbonica raffreddata.
Oggi il reagente più usato per “inseminare” le nuvole è lo ioduro di argento, una sostanza economica che viene immessa nel carburante di aerei o razzi, che poi andranno ad attraversare le nubi.
L’inseminazione può essere anche fatta con sostanze igroscopiche, come il carbonato di calcio, per far aumentare le dimensioni delle goccioline e provocarne la caduta per l’appesantimento.

«Molti ecologisti concordano sul fatto che queste tecniche, utilizzate  in molti paesi per l’irrigazione, non costituiscono una minaccia per l’ambiente o la salute delle persone, come anche il periodo di influenza attiva sulle nuvole è molto breve». (fonte BBC)

Ovviamente, questi sono interventi su scala locale, ma va ricordato che, nel 2009, la Cina Popolare intervenne su vastissima scala, alterando così il clima, ricorrendo alla pioggia artificiale per porre fine a una lunga e diffusa siccità.

Ed, infatti, la capacità di intervenire sul meteo è anche un business.
Si parla, ormai, di “ingegneria climatica”, di azoto liquido contro la nebbia, di vulcani artificiali contro il riscaldamento globale”, di “microonde contro i tornadi”, di “nuvole sintetiche”, mentre la gente è preoccupata da notizie non verificate riguardo le “scie chimiche” e presunti danni o complotti.
Non a caso, la Weather Modification Inc., azienda leader nel settore che vanta “cinquant’anni di esperienza nelle scienze atmosferiche”, ha clienti negli Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, Mali, Marocco, Arabia Saudita, Spagna, Grecia, India, Tailandia, Australia e Indonesia, enti governativi inclusi.

Intanto, sono tante le voci che attraversano la Rete, nel timore generale causato dal Global Warming, e che raccontano delle semisegrete tecniche che l’ingegneria climatica sta approntando e diffondendo.
Infatti, oltre alla questione delel cosiddette “scie chimiche”, tutta da verificare, si racconta di certi aeroporti, in cui si utilizzerebbe sistematicamente metodi antinebbia a base di azoto liquido, o degli esperimenti inglesi in Devonshire, che avrebbero provocato il disastroso nubifragio del 1952 con 34 morti, per non parlare dei tentativi USA, di cui si parlò già durante la guerra in Vietnam, per anticipare i monsoni e tagliar fuori i rifornimenti dei Vietcong.

D’altra parte, stante l’incrementale necessità di acqua per colture, allevamenti, industrie e persone, l’esigenza di controllarne il ciclo è un target essenziale per  la nostra società tecnologica e sovraffollata.

In Italia, è operativo, con buoni risulati per l’agricoltura e gli acquedotti, il “Progetto Pioggia”, che prevede l’inseminazione delle nubi con ioduro di argento, una tecnica utilizzata in tutto il mondo e con scarse contestazioni degli ambientalisti, dato che, come detto, si tratta di irrorazioni a bassa quota su scala locale.

originale postato su demata

Cariche incompatibili, la Lega c’è

22 Dic

Marco Azzolini e Vincenzo Nespoli sono sindaci di centro-destra a Molfetta e Afragola, comuni al di sopra dei 20.000 abitanti, e senatori della Repubblica.

Un incarico oneroso, quello del Senato, dove l’assenza di due parlamentari può comportare il successo o l’insuccesso di una proposta di legge. Un incarico oneroso, quello di sindaco, visto che parliamo di comuni di 60.000 abitanti con attività agroalimentari ed industriali di rilievo e con, ahimé, una notoria presenza mafiosa sul territorio.

Finalmente, dopo 3 anni dall’inizio della legislatura, arriva al voto in Senato la questione dell’incompatibilità tra le due cariche, che la Corte Costituzionale ha già sentenziato. Ed il tutto accade proprio mentre l’Italia borbotta sempre più verso un governo che appare “solo del Presidente” e verso un Parlamento che rema contro tutto e tutti.

Serviva un segno di cambiamento? Un segnale di buon senso, mica di “resa”, da parte della Casta? Specialmente dopo che le pensioni di magistrati e professionisti son rimaste fuori dal “pacchetto Fornero”?

Bene, non c’è stato.

Il Partito Democratico del timido Bersani e l’Italia dei Valori del roboante Di Pietro sono uscite dall’assise, il PdL del Berlusconi “ad personam” ha votato come sempre e la Lega anche, giusto per chiarire da che parte stia.

Sono note le preoccupazioni di francesi e tedeschi per il proprio benessere, inesorabilmente legato alla stabilità dell’Italia, ma è davvero difficile pensare che questo Parlamento riesca ad arrivare al termine “naturale” della legislatura, mettendo, tra l’altro, i conti a posto “a senso unico”, visto che la Casta non ci sta, e con i cittadini e la società civile sempre più attoniti od inferociti, a seconda dei gusti.

Qui ci vuole un “Piano B” …

originale postato su demata

Elsa Fornero tra lacrime e contraddizioni

22 Dic

Il bello del ministro Fornero è che riesce a dire tutto ed il contrario di tutto. Il brutto è che, poi, quando legifera, è il contrario del contrario ad essere appioppato agli italiani, o meglio ad una precisa parte di essi.

“Un primo criterio per valutare le nuove misure di aggiustamento, in discussione in questi giorni, riguarda perciò il loro grado di coerenza con l’impianto complessivo, a evitare incongruenze che, nascoste dietro un vantaggio “di cassa” di breve termine, potrebbero invece creare intoppi al funzionamento del sistema nel medio-lungo termine.” (Giugno 2011 – Sole24Ore)
“Non si può prescindere dall’abolizione delle ingiustificate posizioni di privilegio che perdurano per molte categorie”. I “principi, che sembrano banali, sono stati spesso largamente disattesi, nel periodo preriforma, ma anche successivamente, sia con la riforma Amato (1992), sia con la riforma Dini (1995), in modo particolare con la scelta di tutelare i “diritti acquisiti” dei lavoratori meno giovani, scaricando invece sulle nuove generazioni l’onere dell’aggiustamento. E hanno continuato a essere disattesi nel periodo successivo, a ogni nuovo intervento sulla transizione.” (Novembre 2011 – La Repubblica)

Sappiamo tutti come è andata a finire: colpiti i lavoratori dipendenti nati dopo il 1950, i lavoratori “precoci”, le donne, l’indicizzazione delle pensioni “intermedie”. Allo stesso tempo, salve le casse previdenziali dei professionisti, le pensioni d’annata e quelle di militari e magistrati.
Il tutto condito da qualche lacrima (di coccodrillo) e dalla quasi esultante rassegnazione degli elettori del Partito Democratico dinanzia ad una manovra “ingiusta ma inevitabile”, come hanno suggerito i sondaggi.
Peccato anche che inevitabile non fosse e che, se c’era da far cassa per 3-4 miliardi di Euro, bastava decretare che le tredicesime del pubblico impiego fossero pagate in titoli di Stato, come la legge consente, con un impatto positivo sullo spread …

Passano pochi giorni e ci risiamo con “Crocodile” Fornero.

Riguardo l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, “non voglio dire che ci sia una ricetta unica precostituita, ma anche che non ci sono totem e quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte”. (dicembre 2011 – Corriere della Sera)
Pochi giorni dopo, dinanzi ai rumours di scarsa legittimità di tali norme se emesse da un governo tecnico, “il lavoro e la creazione di posti di lavoro sono la mia prima e unica emergenza. L’articolo 18 manco lo conosco, c’è tanto da fare sul mercato del lavoro prima di arrivare lì”. (dicembre 2011 – Leggo)

Intanto, le richieste di cassa integrazione (speciale o in deroga) aumentano e, guarda caso, vanno a vertere proprio su quell’INPS, che la manovra sulle pensioni avrebbe “messo a posto”. Come fare, se le aziende non possono licenziare (con “equo indennizzo) quando le commesse e la produzione calano, visto che l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori questo vieta?

Quale sarà la prossima “uscita” del ministro Fornero, visto che di questo passo, tra qualche anno ci sarà da metter di nuovo mano alle pensioni, dato che l’INPS, da sempre, non si occupa solo di pensioni e previdenza ma anche di assistenza e welfare, destinando a sostegno cassaintegrati e disoccupati le risorse accantonate dai lavoratori per la propria pensione?

E, soprattutto, se la disoccupazione aumenta, perchè farne un problema di “solo” welfare, scaricando tutto sulla Fornero e sui lavoratori, mentre la soluzione è sul fronte della ripresa infrastrutturale, di cui dovrebbe occuparsi il ministro Passera, e della Conferenza Stato-Regioni in carico al ministro Barca?

originale postato su demata

Aria di inciucio

22 Dic

Dopo i rumours ed i “mal di pancia” relativi la legittimità dell’azione di governo condotta dal senatore a vita Mario Monti, arriva una prima presa di posizione del Presidente Giorgio Napolitano, che ha precisato come Alfano, Bersani e Casini dovranno fissare un comune percorso di riforme.

«Il Capo dello Stato ha detto che le forze politiche devono dar luogo a un’agenda di riforme istituzionali che comprenda la riduzione del numero dei parlamentari, la legge elettorale e i costi della politica», questo è quanto riferisce a riguardo Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico.

Una richiesta molto impegnativa per i tre partiti che sostengono questo governo, visto che andrebbero a confermare una nuova maggioranza politico-programmatica, che i propri elettori, specie quelli del PD, non comprenderebbero.
Male minore, visto che quello maggiore arriverebbe dai “capobastone” di partito, che mal digerirebbero i profondi tagli ai costi ed ai numeri della politica, come chiedono gli italiani.

Non a caso, ieri, al Senato, dove si votava riguardo il cumulo di cariche politiche, la Lega ed il Pdl hanno votato contro, mentre Pd e Idv lasciavano l’aula.

Dunque, nonostante il tentativo del Presidente della Repubblica nel sollecitare un programma “politico” di governo, aumentano i dubbi relativi alla legittimità dell’attuale situazione politica italiana.

Democrazia “sospesa”, forse. Inciucio? Ancora più probabile.

originale postato su demata