Berlusconi al conto alla rovescia

12 Dic

Siamo a poche ore, ormai, dal voto di fiducia al governo Lega-PdL e da un esito, qualunque esso sia, che segnerà la fine del triumvirato Berlusconi, Bossi, Tremonti. Un'idra, secondo alcuni, una trinità, secondo altri, che ha dominato la scena politica di questa Seconda Repubblica.

Una formula di governo, quella berlusconiana, che ha potuto esistere grazie al fatto che in questo quindicennio, il Centrosinistra non ha saputo darsi scopi, metodi e formule tali da porre delle nuove condizioni di stabilità per il paese e che si è fatto comprimere nel ristretto ambito delle basi sindacalizzate e del volontariato sociale. Sarà un caso, ma questa crisi non la aprono D'Alema, Bersani, Di Pietro, Franceschini, Vendola bensì FIni, Casini e Rutelli

Cosa accadrà?

  1. Berlusconi ottiene la fiducia, riapre verso UdC e FLi, rimpasta il governo dando meno potere alla Lega ed a Tremonti, arrivando a fine legislatura. L'ipotesi è poco praticabile, se si considera che servirebbe solo a traghettare il Parlamento oltre l'asta dei BOT, oltre le elezioni amministrative, oltre i due anni e mezzo che sono necessari per ottenere la pensione. Dopo di che, in primavera, saremmo da capo a dodici, visto che crisi diffusa, piazze arrabbiate, rating in calo e predisposizione del DPEF manderanno in tilt tutto.
  2. Berlusconi non ottiene la fiducia e si va al governo tecnico. Ma quale governo tecnico? Se si trattasse di un'alleanza tra FLi-UdC-PLi, gran parte del PD ed una parte del PdL, la cosa potrebbe essere ragionevole e potremmo pensare che un tale governo penserebbe a redigere una legge elettorele decente, riportando la barra dell'economia sulla stella polare del risanamento, obiettivo fallato sia da Visco, sia da Tremonti, sia da Padoa Schioppa. Se, viceversa, fosse altro, potremmo ritrovarci a spendere, in quattro mesi ed in nome della pace sociale, gli ultimi spiccioli rimasti.
  3. Berlusconi non ottiene la fiducia e, dopo qualche tentativo, si va alle elezioni anticipate sotto l'urto di una piazza nostalgica degli Anni di piombo, con il reiterarsi del noto schema anticomunisti vs. antiberlusconiani. Dopo di che, il buio, dato che difficilmente avremmo un governo stabile e dei partiti in grado di gestire il supplemento di crisi che arriva.

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