Hommage a Claude Chabrol

13 Set

https://i0.wp.com/www.cinemah.com/editoriale/2002/1126/chabrol.jpg Claude Chabrol (Parigi, 24 giugno 1930 – Parigi, 12 settembre 2010) si avvicinò, giovanissimo, al cinema lavorando come proiezionista in un piccolo paesino e, dopo gli studi in scienze politiche, diventa critico dei Cahiers du Cinéma, pubblicando, nel 1957, un libro su Alfred Hitchcock con Eric Rohmer. L'anno dopo, fonda  una casa di produzione cinematografica con la moglie, Agnès, e Jacques Rivette e dal 1959 avvia la sua lunga e lusinghiera carriera di regista e sceneggiatore.

Da quei giorni prende avvio una carriera durata cinquant'anni: l'ultimo suo lavoro è stato la regia e la sceneggiatura di Bellamy nel 2009.


Di lui ricordiamo  l'innumerevole messe di film, tra cui , Le beau Serge (1958), Ofelia (Ophélia) (1963), Landru (1963), Les biches – Le cerbiatte (Les biches) (1968), L'amico di famiglia (Les noces rouges) (1973), Pazzi borghesi (Folies bourgeoises) (1976), Violette Nozière (1978), Il sangue degli altri (Le sang des autres) (1984), Una morte di troppo (Poulet au vinaigre) (1985), Madame Bovary (1991), Rien ne va plus (1997), Il colore della menzogna (Au coeur du mensonge) (1999), Il fiore del male (La fleur du mal) (2003), Bellamy (2009).

https://i0.wp.com/www.newwavefilm.com/images/le-beau-serge.jpgChabrol fu uno dei protagonisti con François Truffaut e Jean-Luc Godard della Nouvelle Vague, il movimento cinematografico francese nato sul finire degli anni cinquanta animato da una profonda esigenza di realismo. 

Lo scopo cinematografico della Nouvelle Vague era catturare "lo splendore del vero", come scrisse Jean-Luc Godard sui "Cahiers du Cinéma", eliminando ogni sorta di artificio che potesse compromettere la realtà: niente proiettori, niente costose attrezzature, niente complesse scenografie; i film vengono girati alla luce naturale del giorno, per strada o negli appartamenti degli stessi registi, con attori poco noti, se non addirittura amici del regista, e le riprese vengono effettuate, con una camera a mano  e registrando il suono in presa diretta,  da una troupe tecnica essenziale costituita per lo più da persone che condividono il progetto.

Oggi, tutto questo è finito, ma Chabrol resta.

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