Pedaggio sul GRA? No, ma …

30 Giu

«Pedaggio sul Grande raccordo anulare? Impossibile: se qualcuno mette
qualcosa per far pagare il pedaggio vado io con la macchina e lo
sfondo», tuona Alemanno. Secondo il sindaco di Roma «quello che è stato garantito dal governo è che non
c’è un pedaggio sul Gra per i cittadini che si spostano da una parte
all’altra della città».

La Provincia di Torino ricorrerà al Tar del Lazio
contro il decreto che individua i caselli di Bruere, Falchera e Settimo
sui quali Anas può far applicare l’aumento del pedaggio.

"Per la Coldiretti l’aumento dei pedaggi si scaricherà tutto sulle
tavole
degli italiani: ogni pasto, sostiene l’organizzazione, percorre in
media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole, e l’aumento
dei costi rischia di così di determinare un effetto valanga sulla spesa
alimentare." (La Stampa) Secondo il Codacons del Lazio «ad
essere penalizzati sono esclusivamente i cittadini che abitano fuori dal
Grande Raccordo Anulare, e che utilizzano con frequenza arterie di
interconnessione come l’A24 o l’A12. Pensiamo soprattutto ai pendolari
che si spostano in auto, e per i quali il nuovo balzello peserà come un
macigno, creando una evidente disparità rispetto ai cittadini che invece
risiedono all’interno del GRA».

Catastrofe annunciata per colpa di una decina di euro al casello?

Non credo proprio.

Riguardo il mercato ortofrutticolo, basterebbe rimodulare i consumi su base regionale, ovvero puntando sulla produzione locale, per pagare meglio i coltivatori, abbassare i costi al dettaglio, consumare meno energia in trasporti e refrigerazione. Basterebbe uno shipping settimanale da Napoli-Salerno a Genova per eliminare centinaia di camion, spendendo meno.

… altro che il costo di un casello.

Riguardo i pendolari, andrebbero fatti dei distinguo: un conto sono due caselli alle porte di Torino, Roma, Napoli, Milano eccetera … un altro è il Grande Raccordo Anulare di Roma, lungo oltre 150 chilometri, includendo bretelle e lunghi svincoli, con numerosi ponti, cavalcavia e tunnel, che vanno manutentati di continuo e che continuamente sono in fase di espansione, visto che il territorio intorno si va progressivamente urbanizzando. Ormai, va detto, l'unica sezione autostradale romana che interessi l'Italia e gli Italiani è il raddoppio del GRA a nord, che collega l'autostrade che si immette da Napoli con quelle dirette a Pescara, Firenze e Civitavecchia, ovvero bypassando il GRA e Roma.

E', dunque, evidente che il grande raccordo anulare sia ormai solo un'enorme e costosissima tangenziale "interna a Roma" e che i costi di questi 150 chilometri non possano ricadere tout court sull'ANAS, come anche è impensabile paralizzare ulteriormente il traffico della Capitale con caselli e pedaggi.

Piuttosto, è il Comune di Roma, che ha urbanizzato senza sosta dal dopoguerra ad oggi, a doversi assumere le proprie responsabilità, contribuendo a larga parte dei costi di manutenzione e di eventuale ampliamento.

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