Il tesoretto ed il fantasma della crisi

12 Feb

Il tesoretto non c’è. L’ho detto a dicembre e nel frattempo la
situazione è solo peggiorata”, ci dice  Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell’Economia: stiamo parlando di un fantomatico “Tesoretto 2008”.

Intanto l’IStat ci racconta, oggi per il 2007 (l’anno del Tesoretto), che la produzione industriale segna un allarmante – 6,5 %.

Ne parlavano tutti, tutti davano indicazioni, tutti avevano l’idea giusta, tutti avevano delle perplessità.
A maggio scorso veniva annunciato “l’Italia ha incassato ben 8,6 miliardi in più rispetto al previsto”, “numeri scritti nero su bianco nei documenti ufficiali dei ministeri delle Finanze”.

Oggi l’Unione Europea vede «L’Italia ancora ben lontana dal raggiungere il suo obiettivo di medio termine, quello del pareggio di bilancio. E l’aggiustamento dei conti nel 2008 è lento e sottoposto a rischi»

Eppure, molti mesi fa ormai, Bankitalia indicava che “Non esiste un tesoretto da spendere”,  “deve essere utilizzato per ridurre il disavanzo e il debito”. Se non si procede così, “il rischio è quello di dover fare correzioni in futuro quando il ciclo torna ad essere meno positivo”.

Cose ben diverse da quelle dichiarate dal rassicurante Padoa-Schioppa: “Riguardo al rischio di 7 miliardi di maggior spesa rispetto al previsto «Non esiste alcun buco» nei conti del 2008, dice il ministero dell’Economia, anche se «come sempre vi sono nuove spese non ancora iscritte a bilancio, che è prevedibile si rendano necessarie nell’anno o successivamente». «Tra queste, quelle derivanti dal rinnovo dei contratti pubblici per il periodo che inizia nel 2008»

Il quadro è chiaro, no?

Non c’e una lira ed il paese è in declino.

4 Risposte a “Il tesoretto ed il fantasma della crisi”

  1. luigi febbraio 12, 2008 a 11:24 PM #

    Lasciati dire che mi fa piacere ed hai fatto bene a non lasciare questo blog. E permettimi anche di ribadire che i blog si leggono o meno non perchè abbiano un colore ma per mille altre ragioni.
    Quanto al merito del post è giusto il richiamo all’art. 81 della Costituzione che obbliga alla preventiva copertura di ogni nuova spesa. Il debito pubblico è il macigno che ammazza le speranze del paese. Non si può che confidare nel buon senso di chi governerà il paese.
    luigi

  2. Antonio Cracas febbraio 14, 2008 a 7:57 am #

    Un saluto a te ed i miei complimenti per Luigi, mi rende sempre felice vedere la volontà di dialogo a prescindere delle proprie convinzioni.
    Ciao.
    Antonio

  3. demata febbraio 14, 2008 a 4:40 PM #

    Grazie per la partecipazione.
    Spero che nel tempo si comprenda, percepisca che non è il colore che rende più o meno valide le cose.

  4. luigi febbraio 15, 2008 a 1:56 PM #

    Hai ragione demata il color non rende vere o false le cose così come non le rende leggibili o meno.
    uigi

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