Arrigo Boldrini, comunista

25 Gen

Ieri sera è caduto il Governo proprio mentre i media annunciavano che “il leader del Pd ha annullato a ora di pranzo la partecipazione alle esequie del capo partigiano Boldrini, «costretto dall’evoluzione della crisi».

D’Alema, invece, è andato ed ha tenuto a sottolineare che lui sarebbe andato a dare «questo saluto in qualsiasi momento» e c’era anche Fassino, e non solo, ai funerali di Arrigo Boldrini, detto il Comandante Bulow.

Chi era Boldrini, un uomo i cui funerali “fanno la differenza” a Sinistra? E siamo sicuri che cittadini di chiari sentimenti democratici possano andare orgogliosi di questo Comandante di milizie partigiane?

Una lettura superficiale ci presenta un eroe di guerra, anche se Bulow è un’esagerazione, dato che Boldrini partecipò ad un solo combattimento ‘vero e proprio’, cioè in cui vennero impiegati carri ed artiglieria, come del resto tutte le milizie partigiane. Solo gli insorti di Napoli ingaggiarono combattimenti con gravi perdite, ottenendo una vittoria schiacciante.
Andando a fondo, però, emergono fatti particolarmente inquietanti sull’operato dei partigiani comunisti: giunti a Codevigo a fine aprile del ’45 al seguito degli angloamericani, i partigiani della XXVIII Brigata Garibaldi (comandata da Arrigo “Bulow” Boldrini) rastrellarono centinaia di fascisti, che vennero poi seviziati e massacrati a gruppi lungo le rive del Brenta e del Bacchiglione.

La stragrande maggioranza degli uccisi erano operai e braccianti agricoli ravennati colpevoli unicamente di aver aderito alla RSI , che si trovavano  agli arresti domiciliari, con l’unico obbligo di recarsi quotidianamente alla caserma dei carabinieri e al comando del CLN per apporre la loro firma di presenza.

Il parroco del paese, don Umberto Zavattiero racconta: «Il 30 aprile, previo giudizio sommario fu uccisa la maestra Corinna Doardo. Poi furono uccisi con la stessa procedura dai partigiani inquadrati nella divisione “Cremona” altri quattro di Codevigo, tre della brigata nera e uno della milizia: Gino Minorello, Primo Manfrin, Fiore Broccadello, Gerardo Manoli.

Vi furono circa 130 morti. Venivano seppelliti dagli stessi partigiani di qua e di là per i campi, come le zucche. Altri cadaveri provenienti da altri paesi furono  visti passare per il fiume e andare al mare. Furono uccisi diversi anche a Castelcaro e vennero seppelliti a Brenta d’Abbà. Meritano un elogio gli uomini che con tanto sacrificio si prestarono per dissotterrare i morti e portarli al cimitero per ivi tumularli».

Nella seconda metà degli Anni ’50, Arrigo Boldrini fu denunciato dai parenti delle vittime di Codevigo e prosciolto per intervenuta amnistia. In seguito, Arrigo Boldrini venne eletto parlamentare del PCI, presidente dell’Associazione nazionale partigiani e gli venne conferita dagli inglesi la medaglia d’oro al valor militare.

Molti anni dopo gli assassini commessi dalla Brigata, Gianfranco Stella – che aveva mosso le principali accuse contro la brigata partigiana – dovette sostenere un processo intentatogli dallo stesso Boldrini per vilipendio alle forze armate e diffamazione dei suoi subalterni.

In due gradi di giudizio Stella fu stato assolto dall’accusa di vilipendio e la sentenza definisce il libro “un’opera storica supportata da prove”.

Qui di seguito diamo i nomi di alcuni dei Caduti nello spaventoso eccidio. I corpi di 114 fucilati giacciono dal maggio 1962 nell’Ossario eretto all’interno del cimitero di Codevigo per interessamento dei reduci repubblicani e con il concorso del “Commissario generale Onoranze ai Caduti in guerra” e del Comune di Codevigo:

  • Alessandroni Goffredo, anni 30, residente a Ravenna, impiegato
  • Allegri Alessandro, anni 20, Bagnocavallo, agricoltore
  • Allegri Teodoro, di Giuseppe, anni 51, Bagnocavallo, impiegato
  • Allegri Teodoro, di Innocente, anni 48, camionista
  • Badessi Jader, anni 38, Ravenna, tipografo
  • Bagnoli Armando, anni 41, Ravenna
  • Baraldi Osvaldo, anni 40, Concordia sulla Secchia (Modena)
  • Baruzzi Carlo, anni 42, Cottignola, muratore
  • Baruzzi Giambattista, …?…
  • Baruzzi Giuseppe, anni 30, Faenza  inbile al lavoro
  • Bertuzzi Cesare, …?…
  • Bezzi Giuseppe, anni 41, Ravenna
  • Biancoli Gioacchino, anni 47, Ravenna
  • Boresi Raffaele, anni 50, Ravenna, bracciante agricolo
  • Broccadello Edoardo, detto “Fiore”, anni 32, Codevigo, guardiano idraulico
  • Bubola Ludovico, anni 31, Codevigo, agricoltore
  • Cacchi Icilio, anni 46, Ravenna
  • Cacchi Sergio, anni 25, Ravenna, impiegato
  • Calderoni Luigi, anni 50, Ravenna
  • Canuti Ugo, anni 40, Faenza, capomastro
  • Cappellato Antonietta, anni 41, Codevigo, impiegata
  • Cappellato Giovanni, anni 35, Codevigo, esercente
  • Casadio in Solaroli Maria, …?…
  • Casadio Walter, anni 32, Ravenna
  • Cavassi Pietro, anni 35, Bagnocavallo, bracciante
  • Cavina Domenica ch. Pierina, anni 31, S. Stefano di Ravenna
  • Cavini Otello, …?…
  • Cavini Salvatore, …?…
  • Civenni Ugo, anni 39, Ravenna, bracciante
  • Conti Sante, anni 20, Terni
  • Contri Silvio, anni 32, Codevigo
  • Cottignoli Luigi Carlo, anni 36, Ravenna
  • Crivellaro Ernesto, anni 32, Correzzola (Padova)
  • D’Anzi Giorgio, anni 19, Ravenna
  • D’Anzi Odone, anni 22, Ravenna
  • Deletti Giuseppe, S. Leo (Pesaro)
  • Del Greco Umberto, anni 43, Firenze
  • Doardo Corinna, anni 39, di Tognana (Padova), insegnante elementare
  • Fabbri Terzo, anni 40, Ravenna, bracciante
  • Farnè Enrico, anni 32, Bologna, operaio
  • Fenati Domenico, anni 44, Ravenna
  • Ferranti Mario, anni 32, Bussolengo (Verona)
  • Fiumana Ernesta, anni 19, Ravenna, operaia
  • Focaccia Vincenzo, anni 42, Ravenna
  • Focaccia Leonida, Ravenna
  • Fontana Farinacci, anni 18, Codevigo, studente
  • Forti Massimo, anni 47, Carpi
  • Gavelli Vincenzo, anni 35, Faenza, lattoniere
  • Giunchi Elviro, anni 53, Ravenna
  • Golfarelli Guerrino, anni 27, Villa d’Albero
  • Greco Giuseppe, anni 54, Ravenna
  • Greco Rinaldo, anni 50, Ravenna
  • Guidetti Eugenio, anni 57, Porto Corsini (Ravenna)
  • Lami Giuseppe, …?…
  • Lanzoni Federico, anni 53, Ravenna
  • Lombardi Samuele, anni 22, Cireggio d’Omegna (Novara)
  • Lorenzoni Giulio, …?…
  • Lunardi Giacomo, anni 32, Piove di Sacco (Padova), contadino
  • Maneo Angelo, anni 27, Piove di Sacco (Padova)
  • Manfrin Primo, anni 30, Codevigo, sarto
  • Manoli Gerardo, anni 55, Codevigo, agricoltore
  • Marescotti Agostino, anni 42, Alfonsine (Ravenna)
  • Maroncelli Marino, anni 46, Ravenna, operaio
  • Masetti Loris Pasqualino, anni 29, Mesola (Ferrara)
  • Mazzetti Agostino, anni 42, Ravenna
  • Merendi Francesco, anni 45, Ravenna
  • Merendi Giovanni, anni 40, Ravenna
  • Milandri Sergio, anni 28, Ravenna
  • Minorelli Gino, anni 23, Codevigo, organista
  • Orsini Nello, anni 43, Ravenna
  • Pasi Francesco, anni 45, Ravenna
  • Picello Giuseppe, …?…
  • Polato Tarcisio, anni 31, Piove di Sacco (Padova), agricoltore
  • Pozzi Amleto, anni 35, Ravenna, impiegato
  • Pretolani Antonio, anni 38, Ravenna
  • Ranzato Giuseppe, Pontelongo (Padova)
  • Righi Crescentino, anni 36, Urbania (Pesaro)
  • Rossi Angelo, anni 45, Ravenna, facchino
  • Ricci Antonio, anni 35, Ravenna, tipografo
  • Saviotti Amedeo, anni 31, Ravenna, muratore
  • Scarabello Anacleto, …?…
  • Scarabello Ernesto, …?…
  • Spazzoli Ferdinando, anni 43, Ravenna
  • Tampellini Alfredo, anni 52, Ravenna, bracciante
  • Tedioli Saturno, anni 42, Brisighella (Ravenna)
  • Tedaldi Primo, …?…, di Giacomo, anni 32, Piove di Sacco (Padova), contadino
  • Toni Attilio, anni 42, Ravenna, bracciante
  • Toni Emilio, anni 53, Ravenna, bracciante
  • Valenti Aldo, anni 23, Ravenna, operaio
  • Valenti Sesto, Ravenna
  • Vestri Valeriano, anni 31, Ravenna, bracciante
  • Virgili Carlo Emilio, anni 36, Ravenna, insegnante
  • Villa Alfredo, anni 30, Ravenna
  • Villa Nazario, anni 20, Ravenna
  • Villa Vincenzo, anni 22, Ravenna
  • Zampighi Luigi, anni 46, Ravenna
  • Zara Claudio, anni 27, Ravenna
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2 Risposte to “Arrigo Boldrini, comunista”

  1. demata febbraio 3, 2008 a 9:33 am #

    Come è andata a finire?
    Ecco qua:
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=238525&START=1&2col=

  2. Antonio Montanari febbraio 6, 2008 a 6:43 pm #

    Mi permetto d’intervenire soltanto per precisare che l’argomento che io avevo affrontato esulava completamente dalle argomentazioni storiche addotte qui e dal lettore nel commento al mio blog.
    Desidero lasciare un segno della lettura pure per testimoniare l’interesse verso quello che scrivi.
    Ti ho spedito anche una mail privata in cui dicevo che purtroppo per vari impegni non riesco a leggere i blog che mi interessano e se lo faccio, spesso non commento perché non voglio sovraespormi e perché me ne manca il tempo.
    Conosco bene il discorso di Pansa ed ha perfettamente ragione quando denuncia certe cose accadute e dimenticate. L’ho fatto anch’io in un libro “I giorni dell’ira”, che è scaricabile dal mio sito. Me lo potete chiedere e lo invierò “in dono”.
    Però la scoperta della verità dev’essere a doppio binario. Non si deve far finta del fatto che alla base di tutto quanto è accaduto in Italia durante e dopo la guerra, c’è la responsabilità ben precisa del fascismo.
    È troppo comodo ricordare soltanto le vendette. E le rese dei conti. Occorre mandare a mente anche chi le ha moralmente causate. So di dire cose non facili da accettare, abbiate pazienza della mia sincerità. Avrei potuto chiudere nel capoverso precedente. Ma voglio essere chiaro soprattutto con me stesso.
    Buon lavoro e un saluto a tutti.

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