Sotto il fuoco “amico”

9 Gen

Tante tonnellate di monnezza puzzano per davvero, e nessuno le vuole.

Molte Regioni si rifiutano, al pari degli abitanti di Pianura, di accogliere questi rifiuti, ma questo era ovvio: la legge l’hanno fatta apposta.


Di sicuro quest’enorme cumulo di “monnezza” non può, ma soprattutto non doveva, essere stipato nè tra le case nè tra i fertilissimi campi del luogo.

Sarebbe importante, nell’interesse nazionale, rendersi conto che questa “frittata” è tutta italiana, non napoletana: i ben sei Commissari Governativi li ha nominati lo Stato, cioè i Governi, e non la Regione.


Già adesso il questore parla di “una specie di guerriglia”, i pompieri non sono completamente al sicuro ed ormai i facinorosi operano e sconvolgono un territorio enorme e strategico per i trasporti Nord-Sud e le forniture agro-alimentari di mezza Italia.
Gli stessi imprenditori sono disposti a “rinunciare” a diversi milioni di Euro, dovuti dalla Pubblica Amministrazione, se contribuissero ad evitare la riapertura della discarica di Pianura.

Non è una “semplice” questione di Camorra.
E’ la tragedia di tanta gente come noi, che siamo altrove, che dovrà traslocare, a proprie spese e chissà dove, per il puzzo che arriverà dalle discariche.
Di contadini che vedranno crollare il valore dei propri terreni e dei propri raccolti, di perdite d’immagine per le aziende oneste e per le tante istituzioni che resistono in frontiera.
Di morti di tumore per la monnezza troppo vicina, troppo concentrata, troppo bruciata, troppo abusiva.

E peccato che fino a 15-20 anni fa a Napoli ci fossero autentici disgraziati o perfetti artigiani che recuperavano e riciclavano di tutto.

L’arte d’arrangiarsi è l’arte del riciclare.

Cos’è che non ha funzionato, i napoletani?

Ma vogliamo scherzare?

Una Risposta a “Sotto il fuoco “amico””

  1. demata gennaio 10, 2008 a 2:56 PM #

    Da Il Giornale:
    “Un corteo di studenti di 8 licei partenopei sta sfilando per le vie principali della città.
    Si tratta di circa 200 ragazzi, che in un volantino hanno scritto “La Camorra siete voi” sostenendo che “il clan più pericoloso e incontrollato è la partitocrazia”, che “cittadini inermi e madri preoccupate per il pericolo di malattie vengono spacciati per camorristi” e chiedono ai politici “di fare i nomi se li sanno o altrimenti di tacere nella loro vergogna”.”

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