La lettera benedetta

18 Giu

L’ex Presidente Francesco Cossiga ha “esternato” il proprio punto di vista sul Gay Pride, con una lettera al Papa, pubblicata oggi dai media.
Eccone uno stralcio, mi sembra ampiamente condivisibile.

“Santo Padre,
Le scrivo questa lettera per chiederle scusa, oltre che a Lei come Vescovo di Roma, come a cittadino elettivo di questa città che La ospita da oltre venticinque anni.
Le chiedo scusa per le offese che sono state recate alla Chiesa di Roma, ai suoi simboli e ai suoi principi, e direttamente alla Sua persona da parte dei partecipanti di una manifestazione priva di decoro e di dignità.
Io le chiedo scusa come semplice cittadino di questa città e come cattolico,
cattolico liberale che crede fermamente nella libertà e nella civile tolleranza, ma «cattolico infante» …
Questa lettera aperta di scuse, visto il Concordato esistente, avrebbe dovuta forse scriverla il Presidente del Consiglio dei ministri, cattolico e «cattolico adulto», perché il suo Governo ha dato il suo patronato a questa carnascialesca e volgare manifestazione e tre suoi ministri vi hanno partecipato insieme a leader di partiti della sua coalizione di governo.

3 Risposte a “La lettera benedetta”

  1. Dafne Eleutheria dicembre 13, 2007 a 7:54 am #

    Sottoscrivo le sue “indignazioni” e in più aggiungo che non solo, durante la mia infanzia, mi commuovevo vedendo i pellerossa cadere nei vari western, ma ho provato dolore quando ultimamente i “bianchi” hanno portato via loro un sito sacro per costruire un osservatorio astronomico. Tuttavia Roma è una grande città in cui vivono tante persone, diciamo che appartiene un po’ a tutti, non crede? Ed una manifestazione che nasce per difendere i diritti di chi ancora lotta per averli non è detto che la debba necessariamente desacralizzare.

  2. demata dicembre 11, 2007 a 8:50 PM #

    Io mi sono indignato, rattristato quando i Comunisti cinesi bombardavano i templi buddhisti in Tibet.
    Mi sono davvero incazzato quando i Talebani hanno abbattuto le statue del Buddha “alessandrino”.
    E sinceramente mi secca alquanto che trattino male i monaci quei teppisti dei Comunisti birmani.
    Credo che Khom sia comunque una città santa, visto che lo è per gli Sciti, e lo stesso vale per la Mecca.
    Facevo il tifo per gli Indiani da piccolo e rimasi molto impressionato dalla difesa delle sacre Black Hill negli Anni ’70.
    Lo stesso provo per Roma.

  3. Dafne Eleutheria dicembre 10, 2007 a 11:34 PM #

    Veramente “sentita” e piena di dolore questa lettera…. peccato che nessuno chieda mai scusa quando i froci vengono insultati, pestati ed uccisi, peccato che nessuno si senta in dovere di scrivere una lettera quando un ragazzino omosessuale, stanco per il clima d’intollerante omofobia decide di buttarsi giù dal balcone o decide di darsi fuoco morendo carbonizzato come ha fatto l’amico Alfredo Ormando alcuni anni fa in piazza del vaticano. Nessuno ha mai scritto una lettera di scuse dopo tutti i disordini, le vetrine infrante, le macchine sfasciate, i feriti ed i contusi delle varie manifestazioni contrarie ai vari G7 o G8…. niente in confronto a quelle colorate e pacifiche manifestazioni che avvengono a Roma ogni anno in occasione del gay pride.
    Ecco un esempio di quello di cui parlavamo carissimo, questa lettera di Cossiga è molto ma molto più devastante di tutte le scorregge di Luttazzi e compagnia bella.
    Che tristezza….

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