Conflitto d’interessi 1

6 Mag

Alcuni esponenti della sinistra “di lotta madi governo” parlano di escludere dal pieno accesso ai diritti politici tutti quelli che possiedono un patrimonio superiore ai 15 milioni di Euro.
L’incostituzionalità di una così eclatante discriminazione è probabile, se non certa.
Ma chi sarebbe escluso dalla possibilità di partecipare al governo del nostro paese?

Ad esempio hanno attività patrimoniali i fortunati proprietari di:
un albergo a quattro stelle con 80 camere in Sardegna
o a 3 stelle nel centro di Roma
una fattoria in Toscana completamente da ristrutturare
un palazzetto del ‘500 perfettamente restaurato dalle parti di Siena
un palazzetto in centro a Milano.

Come anche 4-5 capannoni industriali in lombardia, un oleificio in Puglia o una viticoltura in Emilia, oppure una delle tante tenute agroboschive del Piemonte o della Calabria.
Praticamente dovrà liberarsi delle proprie attività qualunque italiano che abbia le capacità di realizzare o gestire, dopo un’eredità, qualunque qualcosa che non sia una piccola azienda.

E, magari diranno alcuni, alle comunali includeremo anche le ville di prestigio, gli appartamenti in centro o la casa per i figli.

Non sono un “possidente” e sono lo stesso senza parole.
Solo un quesito: quale beneficio ne trarrebbe la nostra democrazia?

3 Risposte a “Conflitto d’interessi 1”

  1. donnanonmoderna maggio 7, 2007 a 11:21 am #

    Il beneficio è semplice: si spera che andrebbero a governarci soltanto persone che vogliono il bene del Paese e non il loro bene “pecuniario” privato. Ma chi l’ha detto che un riccone deve prendersi anche il Governo? Per quello che ne so non potrebbe andare nemmeno in Paradiso, o sbaglio? Io abbasserei ancora la soglia, altro che 15 milioni! Quando il denaro lo si ha già, non si capiscono certo i problemi per tirare avanti della gente comune! Al governo ci vorrebbe una madre di famiglia di quelle giuste, e allora si che i conti tornerebbero!
    Scusa se ti sembro eccessiva, ma mi sembra di vivere in un mondo sensa buon senso e spesso mi chiedo se valga la pena di averne!
    ciao
    Carmela

  2. demata maggio 7, 2007 a 10:40 pm #

    Questa è la risposta che molti italiani vorrebbero sentir dire: escludere dai diritti politici quelli che appartengono ai ceti medio-alti.
    Come si fa in tutti i regimi, totalitari e non, comunisti e non.
    Cosa saranno mai alcuni “piccoli particolari” come il fatto che siano cittadini come tutti noi, che spesso hanno competenze ed esperienze di rilievo, che probabilmente sono anche delle persone oneste e sensibili. Come tutti.
    Quanto al resto, temo che ci voglia molto di più di un diploma di liceo per gestire 57000000 abitanti nella 7-8 potenza mondiale.
    Altro che madri di famiglia e operai delle fabbriche.
    Se ognuno pensasse a fare quello che sa fare, già sarebbe un passo avanti.

  3. Sonia maggio 9, 2007 a 8:07 am #

    Un autobus pieno di politici, percorrendo una strada di montagna, precipita per una scarpata e si va a fermare alcune centinaia di metri di sotto vicino alla casa di un contadino. Questi esce per vedere l’accaduto, poi scava una fossa e seppellisce tutti i politici. Alcuni giorni dopo passa di li’ una macchina della polizia che ritrova il bus e chiede al contadino se sa dove siano finiti i politici. “Li ho seppelliti”.
    “Ma perche’ erano morti tutti?”.
    E il contadino: “Veramente alcuni dicevano di no, ma tanto lo sappiamo tutti come siano bugiardi…”
    saggezza contadina… 🙂 ciao Sonia

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