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4 domande al Sindaco di Roma

22 lug

Il Messaggero a firma di Ugo Trani racconta di “dettagli scottanti” riguardo la vendita della AS Roma: “la previsione di bilancio della Roma, emersa dalla due diligence, era di 36 milioni ed invece è diventata di 53 milioni. Ci sono 17 milioni in più da coprire e sui quali non c’è accordo tra il gruppo Usa e UniCredit. I bostoniani affermano che i 17 milioni deve coprirli chi vende.”

Intanto, in risposta alla sentenza del TAR che obbliga il Comune di Roma a rispettare le “quote rosa”, Alemanno, con un rimpasto lampo, l’ingresso come assessore al turismo con delega alle Olimpiadi dell’ex presidente della Roma, annuncia l’ingresso in squadra di un nuovo “assessore donna”: Rosella Sensi, con delega alle Olimpiadi del 2020.

Una scelta sorprendente, quella della dott.ssa Sensi per diversi motivi:

  1. non ha dimostrato particolari doti manageriali nella gestione della AS Roma, ceduta malamente dopo anni di parziale interdizione dai mercati calcistici a causa dei bilanci in rosso;
  2. il “consenso” che riceve dalle tifoserie delal capitale è molto limitato e ricordiamo tutti i “Rosella bla bla bla” o i “Rosella Vattene” scritti sulle mura degli edifici e scandite allo stadio;
  3. il sindaco Alemanno termina il mandato nel 2013 e, anche se venisse riconfermato, dovrebbe abbandonare il Campidoglio entro il 2018.

A cosa serve, nel 2012, un assessore con delega per le Olimpiadi del 2020, ancora tutte da assegnare in un futuro dove CONI e RAI, “aziende romane”, non saranno certamente quello che oggi sono?

Quale trasparenza, eventualmente Roma vedesse aggiudicarsi la sede olimpica, sarebbe garantita negli appalti europei per le opere da edificare, se l’assessore è notoriamente involved nell’edilizia?

Quali benefici ne verrebbero da un’olimpiade alla cittadinanza già stremata dal traffico e dall’invasività di cortei e pellegrinaggi, in una città dove, oggi, si continua a costurire senza trasporti e nonostante la crisi immobiliare?

Tolto il fatto che la famiglia Sensi abiti a Villa Pacelli, quali sono i meriti  personali e gli obiettivi metropolitani per cui i romani devono sobbarcarsi un altro e così discusso assessore che si occupa di qualcosa, un’olimpiade, che può rivelarsi una mera ipotesi?

Aggiornamento:
I media riportano ulteriori ed imbarazzanti notizie sulla passività accumulata dall’AS Roma.

“La previsione di (ndr. passivo di) bilancio della Roma, emersa dalla due diligence, era di 36 milioni ed invece è diventata di 53 milioni. Ci sono 17 milioni in più da coprire e sui quali non c’è accordo tra il gruppo Usa e UniCredit.” (Fonte: Il Messaggero – Ugo Trani – vocegiallorossa.it 22.07.2011)
“DiBenedetto non molla, avendo già messo la faccia e 9-10 milioni. Nonostante la differenza del passivo di bilancio del 50%, l’accordo non può saltare.” (Il Corriere dello Sport – D’Ubaldo – vocegiallorossa.it 24.07.2011)
“La cordata americana rimprovera Unicredit di “poor managment” per aver lasciato i Sensi a capo della società durante il periodo di transizione. La banca ribadisce che tutto era già noto al tycoon … ” (Fonte: Gazzetta dello Sport – Cecchini – vocegiallorossa.it 24.07.2011)

Alemanno: Roma kaputt mundi

31 mar

Era il 1993, allorchè Rutelli divenne sindaco di Roma; dopo di lui, Veltroni, dal 2001 al 2008, ed Alemanno, fino ad oggi.

Del primo, ricordiamo i controversi consulenti, che gli valsero una condanna, ma, anche e soprattutto, l’informatizzazione dei servizi anagrafici e comunali, la fine delle auto in doppia fila e l’introduzione massiva di parcheggi a pagamento e ZTL, la razionalizzazione della mobilità e delle infrastrutture, l’accatastamento di migliaia di abitazioni che i suoi predecessori avevano condonato ma non sanato, un minimo di trasparenza nelle oscure procedure comunali, l’alto là all’edificazione di nuove cubature residenziali.

Di Veltroni, spiace dirlo, potremo ricordare il ritorno delle auto in doppia fila, l’assenza di manutenzione stradale, la ripresa dell’abusivismo edilizio, dimostrato dai condoni inerenti quel periodo, l’edificazione di nuove cubature residenziali, l’ossessiva esposizione mediatica dell’onnipresente “sindaco di tutti”, lo spaventoso indebitamento comunale, il totale abbandono di migliaia di migranti (regolari e non) accampati praticamente ovunque, l’isolamento di interi settori periferici della città.

Di Alemanno e della sua giunta cosa racconteranno i posteri?

Sicuramente, ricorderanno Parentopoli e le migliaia di familiari ed amici assunti (per centinaia di milioni di euro annui di stipendi) nelle cosiddette “aziende municipalizzate”, che, per altro, costavano già mediamente tanto a fronte di una città che a stento riesce a cosmetizzare il degrado nelle zone turistiche e del potere. Una città in profondo declino alla quale l’Italia aveva già “regalato” il mantenimento di Alitalia e l’Hub di Fiumicino, un sindaco che aveva “denunciato” i folli indebitamenenti di Veltroni e ricevuto aiuti governativi miliardari per “Roma capitale”, spesso sottratti alle risorse per il Sud.

Altrettanto certamente, Alemanno verrà ricordato per l’immobilismo, visto che gli interventi (metropolitane, ponti eccetera) in corso di realizzazione furono avviati dai vari Veltroni e Rutelli, ed il basso profilo, considerato che Roma è oggi una città meno sicura e meno solidale di 2-3 anni fa, quando si lagnava, giustamente, il lassismo di Veltroni.

Un quadro sconfortante che l’attuale leadership romana riesce a peggiorare drasticamente con la proposta di creare (ndr. edificare cosa mai, altrimenti) dei centri commerciali a Castel Sant’Angelo, Villa Pamphili, Borghese, Torlonia eccetera.

Inutile dire che un maggiore afflusso automobilistico nei luoghi in questione paralizzarebbe pendolari e fornitori che dai municipi periferici vanno verso gli uffici ed i negozi siti nell’area “umbertina” della città.

Un sindaco serio avrebbe già spiegato ai romani ed ai loro palazzinari, da 20 anni almeno, che “non c’è trippa per gatti” in una città di “soli” 4 milioni di abitanti, che si estende, però, su 900 km quadrati e che è riuscita a costruire 250 km di strade interne, che è pressochè priva di una solida realtà industriale, che si è sviluppata enormemente in soli 150 anni esclusivamente grazie ai capitali sottratti al Sud ed estorti al Nord.

Una città millenaria incapace di sviluppare un’industria turistica adeguata (vedi Parigi o Firenze) in modo da trasformare i propri beni archeologici in utili (per se stessa), anzichè in spese (per lo Stato).

Una città del Novecento, già ricca di negozi, dove nell’ultimo decennio sono stati già “creati” dei megacentri commerciali con il risultato che i pensionati oggi son costretti a far chilometri per trovare quello … che prima avevano sotto casa.

Che Alemanno e la sua giunta svenda pure i “gioielli di famiglia”, se non c’è altro da fare, ormai, perchè non si è capaci di qualcosa di diverso dall’affaruccio edilizio: la storia di Roma avrà modo di ricordarli adeguatamente.

Sacco di Roma: è l’ora di Alemanno?

26 gen

A Roma stanno arrivando “oltre 17 milioni di nuovi metri cubi di cemento in piú in mille giorni di governo della città, quasi 17mila metri cubi al giorno”.

Questo è uno dei dati forniti dalla Legambiente Lazio, che ha presentato il dossier “Roma al metro cubo” che dimostra come “i Re di Roma continuano ad essere i costruttori”.

Dieci i punti critici denunciati:

  1. l’housing sociale (ndr. case popolari) che ricade sull’Agro romano,
  2. il raddoppio delle centralità da pianificare,
  3. l’operazione Tor Bella Monaca,
  4. gli stadi di Lazio e Roma,
  5. le varianti dell’area Casilino-Parco Somaini
  6. il nuovo tracciato della metro B1 e B2,
  7. la cosiddetta “valorizzazione” delle caserme,
  8. la (tramontata) Formula 1 dell’Eur,
  9. il cambio di destinazione d’uso del Velodromo ad uso residenziale
  10. la modifica degli indici edificatori nei toponimi.

“Se tutti i dieci punti fossero attuati il Prg crescerebbe passando dagli oltre 65.886.062 metri cubi previsti a 83.589.294 divisi tra uso residenziale 58%, non residenziale 38% e uso flessibile 4%.”

Inoltre, “si continuano a costruire case destinate al mercato in proprietà e non case per risolvere l’emergenza abitativa, … La dimostrazione di quanto denunciamo – secondo il presidente Lorenzo Parlati – sta nel numero di alloggi di edilizia sociale previsti: 140″.

In poche parole, Alemanno starebbe lavorando non per risolvere i problemi dei romani, ma, viceversa, per caricare la città di un altro milione di sottoccupati e pubblici impiegati …

Caporetto in uno stadio chiuso

12 nov

Pochissimi giorni fa, in una trasmissione condotta da Lucia Annunziata, veniva intervistato l’On Fini e, nel dialogo tra i due, emergeva “una cifra” enorme: solo a Roma c’erano da espellere 20000 persone, in Italia 200000, se ricordo bene.

Ripeto, UNA CIFRA ENORME.

Zaire_2 Qualcosa che “altrove” avrebbe provocato una crisi nazionale, dallo xenofobo “Emergenza Assassini” all’accorato “E mo’ ndò vanno ?”, ma sicuramente in tempi brevi e regole “corte e chiare”.
Infatti attendiamo.
CCome attendiamoche qualcuno intervenga per le violenze degli ultrà.

Ieri, c’erano le famiglie allo stadio Olimpico e le abbiamo rimandate a casa, mentre i ragazzini non  hanno trascorso la domenica ad esultare per il campione del cuore: c’erano i pazzi.

Qualche migliaio di pazzi, che potrebbe essere raccattato settimanalmente nei circoli sportivi e in prossimità di muretti di quartiere.  Pazzi che, almeno in parte, sembravano troppo “arzilli” e che non dovrebbero accedere a luoghi pubblici in quelle condizioni, proprio perchè incontrollabili.

Pazzi che volevano la “chiusura per lutto” degli stadi e che l’hanno ottenuta.

Come si stava a Caporetto?

 

Dal torto alla ragione

7 apr

Le proteste del Foreign Office britannico per i fatti di Roma, contro i tifosi del Manchester United, sono esagerate.

L’Italia non è un paese dove se da un da un corteo parte un migliaio di facinorosi, la polizia carica tutti e centomila i manifestanti.
Oppure dove bande di bambini Rom vagano liberamente in città, per elemosine e furti, e ciò accade sotto gli occhi di tutti, in barba al diritti dell’infanzia.
O uno di quei posti dove i coltelli si vendono in edicola, senza alcun controllo.
Siamo un paese tranquillo, perchè spendere soldi del Comune per avere dei vigilanti nelle Metro ?
Nella Capitale, villaggio ameno, ci bastano 8.000 poliziotti municipali a turno per oltre 4 milioni di persone e possiamo destinarli tutti agli uffici, ai semafori e per i piccoli tamponamenti.

Gli inglesi pretendono cose assurde: pretendono che da noi accada come da loro, quando si creano “assembramenti di alcolisti” e solo la certezza di conseguenze gravi e immediate (il carcere) fa in modo che i poliziotti possano intervenire anche in forze esigue e sprotette.
In un paese dove alcuni attuali esponenti della maggioranza di Governo credono fermamente che “il carcere è un’ingiustizia e va abolito”, la facilità con cui si sfugge ad una denuncia o ad un DASPO provoca una forte insicurezza per i nostri poliziotti e da qui le divise antiguerriglia, le manganellate e “la giustizia sul posto”.

Dagli Inglesi scopriamo che sarebbe bastato fotografare, con molta evidenza, “the boys” (i teppisti) e passare la documentazione ai policeman della Regina. Probabilmente molti di loro si sarebbero dati una calmata, sapendo di trovare qualcuno ad attenderli, in divisa, alla porta di casa …
Sempre dagli Inglesi scopriamo di avere teppisti e agguati con i coltelli, ma abbiamo difficoltà a riconoscere che esistono A PRESCINDERE dal Manchester.

Eppure, sono nostri cittadini, i nostri vicini di casa, il nostro giovane futuro. A quale reato si dedicano questi giovinotti, quando non hanno britannici da accoltellare o poliziotti da massacrare?

Perchè da noi chi gira col coltello resta libero? In quali casi le forze dell’ordine sono autorizzate a procedere DIRETTAMENTE all’arresto ?

Quante pattuglie abbiamo in servizio ? Gli “ultras” spesso appaiono sotto l’effetto di droghe (alcool incluso) e stimolanti, quanto sono capaci di intendere e quanto pericolosi per se e gli altri ?

Perchè altri fenomeni affini agli ultrà da stadio si chiamano “delinquenza minorile” ovunque ed in Italia il ministroFioroni si ostina a chiamarli “bullismo” ? Cosa sono e cosa fanno le nostre famiglie ?

L’Europa, per ora solo riguardo agli stadi, attende notizie.

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