Ucraina: le ragioni della Russia

3 mar

Capire perchè i Russi rivendicano una parte dell’Ucraina è abbastanza semplice.

La città di Odessa (Одесса) venne fondata ufficialmente nel 1794 dalla Russia nel territorio perso dalla Turchia nel 1792, dove sorgeva la fortezza turca di Yeni Dünya, e divenne il principale porto russo sul Mar Nero. Durante la guerra di Crimea (1853-1856), la città venne pesantemente bombardata dalla marina inglese e francese.

Lo stesso per Sebastopoli,  che, rifondata nel 1783 dai Russi, durante la guerra di Crimea subì un lungo assedio anglofrancoitaliano. Il congresso di pace di Parigi del 1856 stabilì le clausole per l’autonomia di Moldavia, Bessarabia e Valacchia, ma non della Crimea o della regione di Odessa.

Nel 1905, Odessa divenne luogo della rivolta dell’equipaggio della corazzata Potëmkin e durante la Rivoluzione russa del 1917 la città fu aspramente contesa dalle armate rivoluzionarie russe di Kerenskji e Toltstoji.
Fu allora, era il 1921, che nacque la Repubblica Autonoma Socialista Sovietica di Crimea, poi assorbita, nel 1945, dalla Repubblica Socialista Sovietica Russa, dopo l’annientamento etnico operato dai nazisti tedeschi, ucraini e rumeni, e infine trasferita dal leader sovietico Nikita Chruščëv alla RSS Ucraina come gesto propagandistico.

Sebastopoli, sede della Flotta Russa del Nar Nero durante la seconda guerra mondiale,  sostenne un assedio di oltre otto mesi da parte delle truppe tedesche, appoggiate da milizie rumene e ucraine, e venne liberata solo per l’intervento dell’Armata Rossa.
Ad Odessa toccò sorte peggiore, nell’agosto 1941, quando fu occupata dall’esercito romeno, supportato da truppe tedesche e milizie ucraine: oltre 280.000 abitanti, soprattutto ebrei, vennero deportati ed almeno altri 150.000 vennero massacrati.

Ucraina Mappa Etnica

Se questa è la storia del passato – anche relativamente recente, visti i massacri e i precedenti rapporti tra Crimea e Ucraina – ancor meglio sono comprensibili le ragioni dei Russi se si guarda al presente e al futuro.

Una delle questioni, ad esempio, è che dopo la dismissione nel giugno 2012 dello stabilimento di Tashkent, la produzione degli aerei Antonov è garantita dagli impianti di  Ul’yanovsk in Russia, ma anche da quelli ucraini di Kharkiv e Kiev, notevolmente potenziati con know how e capitali russi solo da pochi anni …

E c’è la questione della Flotta del Mar Nero (ndr. quella intervenuta in Siria) che all’epoca della  dissoluzione dell’Unione Sovietica contava su almeno 300 tra navi da guerra e sottomarini, la cui metà, tra il 1992 e il 1996, divenne la marina militare ucraina portandosi dietro circa metà dei suoi oltre 60.000 marinai e ufficiali, i quali, però, rimasero fedeli alla Russia e andarono ad arricchire le fila dei separatisti filo-russi della Repubblica autonoma di Crimea.
A partire dal 1997, Russia e Ucraina sottoscrissero una serie di trattati pervenendo ad un momentaneo compromesso: l’Ucraina cedette la maggior parte delle basi, inclusa quella di Sebastopoli, fino al 2042, con ulteriore opzione fino al 2047, in cambio della fornitura a un prezzo di favore del gas russo.

La Russia ha sempre dimostrato irritazione e preoccupazione sia per l’uso speculativo fatto dagli ucraini del gas che rivendono all’UE sia per i tentativi dei nazionalisti ucraini, appoggiati dalla Germania e dagli USA, di rimettere in discussione il trattato sulle basi.

Ecco perchè la flotta russa del Mar Nero presidia il porto di Sebastopoli e ha dato un ultimatum alle forze ucraine in Crimea, intimando loro di arrendersi entro le 4 (ora italiana) di martedì mattina. O perchè a Simferopoli, la capitale della Crimea, il governo autoproclamato ha annunciato un referendum il prossimo 30 marzo per l’indipendenza dall’Ucraina.
Stesso copione anche ad Odessa e a Donetsk, altra area russofona dell’Ucraina, dove, i manifestanti pro-russi hanno annunciato di voler convocare un referendum sullo status della regione.

Intanto, la «Bild on line» ci informa che Angela Merkel è «estremamente irritata» con Vladimir Putin e di «non esser sicura che abbia ancora contatto con la realtà». Il  «New York Times», che cita fonti ufficiali Usa, conferma che la Cancelliera tedesca ha detto che Putin «vive in un altro mondo».

Molto meglio il nostro neoministro degli Esteri, Federica Mogherini, ma lei non ha né Deutsche Bank nè Goldman & Sachs alle costole nè ha trascorso metà della sua vita dietro il Muro nè governa il  secondo investitore mondiale in Ucraina: “cerchiamo la strada del dialogo”.

E date allo Czar quel che è dello Czar …

originale postato su demata

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2 Risposte to “Ucraina: le ragioni della Russia”

  1. Alessandro Citarella marzo 4, 2014 at 7:22 am #

    Veramente un ottimo articolo.

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